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| .: Recensioni :. |
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In Italia, accantonate le politiche nucleariste, dopo il disastro di Fukushima ed il nuovo no referendario, il fotovoltaico “esplode” ancora fino a farci conquistare, in proiezione, il primo posto nel mondo, a fine 2011, in termini di potenza installata (10.000 MW al 12/09/2011, Edilportale, 2011, su dati GSE). Si pensi che nel 2009 il dato era di 730 MW e nel 2005, cioè prima che il governo Prodi – Pecoraro Scanio, ne incrementasse fortemente gli incentivi, di soli 40 MW.
Nota: Edilportale, 2011. Fotovoltaico: l’Italia supera i 10mila MW di potenza installata. Pubblicato su http://cngeologi.it/2011/09/12/fotovoltaico-litalia-supera-i-10mila-mw-di-potenza-installata/, il 12/09/2011, 1 pp.
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 | Svizzera, nucleare adddio. Ultima centrale nucleare chiuderà nel 2034 |
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Inserito da Marco Brescia | Giovedì, 26 maggio 2011
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Mentre il referendum italiano sul nucleare viene boicottato in ogni maniera, ci sono governi in Europa che ascoltano i cittadini e le loro legittime proteste. Così il governo elvetico ha deciso di chiudere la sua avventura con il nucleare dopo Fukushima. A scadenza "naturale", però.
La Svizzera dice addio all'energia nucleare, senza che per questo il suo popolo si possa tacciare di "sciacallaggio", "mentalità pre-scientifica" o sia "emozionata" da Fukushima, tutte belle parole che esponenti della politica, che ruota intorno al Governo italiano, avevano appiccicato a chi, prima e dopo l'apocalisse nucleare giapponese (ora ufficialmente con tre reattori in fusione), era contro al nucleare. La Svizzera semplicemente si fa due conti e capisce che i costi del nucleare sono troppo alti, sia per la sua filiera sporca (a base di combustibili fossili e miniere d'uranio) sia perché ogni incidente nucleare costa davvero troppo in termini economici (di vite presenti e future, e di ecosistema). Il governo svizzero decide che il nucleare avrà il suo stop "naturale" nel 2034, data in cui il reattore che è stato costruito per ultimo, avrà la sua "data di scadenza" naturale. A metà del 2012 la Svizzera avrebbe dovuto costruire nuove centrali ma la catastrofe giapponese di Fukushima ha fatto tornare a più miti consigli il governo elvetico. L'obbiettivo degli ambientalisti era quello di spegnere le cinque centrali nucleari svizzere immediatamente, ma l'obbiettivo non è stato raggiunto anche se c'è sempre tempo, dice qualche ottimista "verde". L'opposizione contro il nucleare in Svizzera ha una lunga tradizione che risale agli anni '80 e nello scorso fine settimana migliaia di persone avevano protestato contro le centrali nucleari. La componente elettrica fornita dal nucleare alla "piccola" Svizzera (circa 8 milioni di abitanti) pesa infatti per il 40% sul bilancio delle forniture nazionali e questa consistente parte dovrà essere rimpiazzata al più presto (e il più possibile) da energie rinnovabili.
Mirco Misoni da www.mainfatti.it
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«Berlusconi è finito. L’Europa ha bisogno di un’Italia diversa»
Il leader dei Verdi tedeschi Cem Özdemir racconta l’exploit del suo partito
I sondaggi, Fukushima, il trionfo in Baden Württemberg: non c’è dubbio, la rivoluzione politica di questa stagione introversa della Germania sono i Grünen, i verdi. Alle spalle – non proprio del tutto, però – l’epoca eroica di Joschka Fischer e delle responsabilità di governo condivise con la Spd di Gerhard Schröder, il partito ambientalista sta vivendo ormai da mesi un vero e proprio momento magico. All’orizzonte addirittura un possibile sorpasso ai danni dei socialdemocratici e, di nuovo, la prova del governo: nel Land oggi guidato da un verde moderato come Winfried Kretschmann e domani, chissà, a Berlino, grazie alla candidatura di Renate Künast, ex-ministro dell’agricoltura, tra i leader parlamentari del partito.
Delle chance e degli obiettivi dei Verdi tedeschi abbiamo parlato con il Presidente – da due anni e mezzo – dei Grünen, Cem Özdemir, protagonista del rinnovamento che ha portato a questi risultati. 45 anni, di origine turca, formazione tra Europa e Stati Uniti, il leader ambientalista incarna l’idea di un paese cosmopolita e multikulti, molto lontano dalla “potenza riluttante” alle prese con la crisi economica nel cuore della Ue, la questione migratoria e l’infinito esaurimento del modello sociale europeo. Eletto sull’onda dello slogan obamiano Yes, We Cem, Özdemir spiega a Europa perché Berlino potrebbe essere il prossimo laboratorio verde dell’Unione.
Presidente, come siete riusciti a costruire questo crescente consenso politico ed elettorale? C’è un segreto nel favore senza precedenti di cui stanno godendo i Verdi in questi mesi?
La credibilità. Per più di trent’anni i Verdi si sono battuti per un cambiamento nel campo delle politiche energetiche. Abbiamo sviluppato programmi per mettere insieme ecologia ed economia e abbiamo dimostrato che funziona.
Con quali risultati?
Oggi oltre 370mila persone lavorano nel settore delle energie rinnovabili. Gli elettori hanno capito che le nostre non erano solo promesse, ma che manteniamo concretamente gli impegni che abbiamo preso.
La vostra battaglia sul nucleare è stata sicuramente la chiave della renaissance verde: come se aveste preso il tempo giusto su un tema che sembrava periferico, ed invece si è rivelato assolutamente centrale nel dibattito politico in Germania, e non solo...
Certamente, la questione dell’energia nucleare è uno dei nostri temi fondamentali. Ma già prima di Fukushima, un’ampia maggioranza di tedeschi voleva una fuoriuscita dal nucleare. Né in Germania, né nel resto dell’Europa sono stati reintrodotti impianti nucleari. Nell’Unione europea il numero di centrali atomiche è diminuito e questa tendenza continuerà anche quando saranno ultimati i due nuovi impianti in Francia e in Finlandia.
Dopo Fukushima, c’è ancora futuro per l’opzione nucleare?
Solo il governo Merkel e i proprietari delle centrali atomiche credono ancora nel nucleare. Sono tuttavia fiducioso che, dopo la catastrofe in Giappone, anche la maggioranza dei conservatori e dei liberali si sia resa conto che esiste sempre un rischio residuo.
I Verdi stanno crescendo un po’ ovunque in Europa: in Inghilterra hanno eletto la loro prima parlamentare, in Francia hanno dato vita a un nuovo soggetto politico, fondendo diverse esperienze ambientaliste, da voi insidiano addirittura la Spd. L’unico paese europeo in cui – almeno finora – non riescono a mettere a frutto questa spinta ambientalista è proprio l’Italia. Come mai?
La situazione politica del vostro paese è davvero unica all’interno dell’Europa, ma questo non ha nulla a che vedere con il partito dei Verdi. In tutta la Ue si sa molto del “bunga bunga”, ma la cosa assai più importante è che nel lavoro politico quotidiano il governo Berlusconi sia stato un totale fallimento. La mia impressione è che il tempo di Berlusconi sia finito e che gli italiani vogliano un cambiamento. Il vostro paese, con la sua storia, potrebbe giocare un ruolo molto più importante nell’Unione europea. Penso che tocchi specialmente ai Verdi in Italia offrire a questi elettori una nuova casa politica.
Il prossimo obiettivo politico per il vostro partito potrebbe essere la capitale, Berlino, dove si voterà a settembre. Avete messo in campo una candidatura molto autorevole, segno che ci puntate davvero...
L’attuale governo rosso-rosso (una alleanza tra Spd e Linke, ndr) si è indebolito e il sindaco di Berlino Klaus Wowereit è sempre più interessato alla rappresentanza piuttosto che a governare la città. I Verdi a Berlino, con la nostra candidata Renate Künast, sono l’alternativa politica. Abbiamo adottato un programma elettorale con un ampio spettro di proposte, così che tutti possano ritrovarcisi e dare un contributo a sviluppare nuove idee per la capitale della Germania. Non è un caso che il motto della nostra campagna elettorale sia «Una città per tutti».
Pensate di potercela fare?
Alcuni sondaggi al momento ci danno in testa. Ma la strada, di qui a settembre, è ancora lunga. Renate Künast, però, sì, ce la può fare. Le difficoltà della coalizione di governo, con i liberali in caduta libera, hanno riaperto il discorso della chimica delle alleanze. Per governare ora e per affrontare la prossima campagna elettorale.
C’è chi vi vede junior partner di Angela Merkel, chi, invece, pronti ad un nuovo rot-grün con la Spd: un oggetto misterioso, questi nuovi Verdi...
Personalmente non credo a tutte queste etichette: sinistra, centro, destra...I Verdi sono i Verdi e agli elettori offriamo le nostre proposte. Quanto alle possibili coalizioni, ce ne occuperemo nel 2013, dopo le prossime elezioni nazionali. Il nostro obiettivo è quello di rafforzarci il più possibile così che ogni possibile accordo elettorale di coalizione sia dominato dalle idee verdi.
Filippo Sensi da EUROPA dell 11 maggio 2011
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DA "La Stampa" - Daniela
Pongiglione, esponente di
«Noi per Savona», sarà
appoggiata anche da Verdi e
Pensionati.
«La coalizione propone
un’amministrazione attenta
ai reali problemi della città,
che sono lavoro e ambiente e
alle esigenze di giovani e anziani,
che metta al primo posto
la difesa dei beni comuni,
senza l’ossessione del cemento.
I tre gruppi presentano
come candidato Daniela Pongiglione,
per anni insegnante
al liceo linguistico Della Rovere
e consigliere della V Circoscrizione,
legata al mondo dell’associazionismo
in città».
Questa la presentazione fatta
dai tremovimenti.
Daniela Pongiglione si sofferma
poi a ricordare la genesi
del movimento Noi per Savona
e le successive alleanze: «Il
nostromovimento è nato 15 anni
fa quando cominciammo a
capire l’impatto che la prima
amministrazione Ruggeri stava
producendo sulla città.Molte
persone solo oggi che vedono
i risultati di quelle scelte urbanistiche,
cominciano a darci
ragione. Nel frattempo abbiamo
avuto un validissimo consigliere
di opposizione nell’ingegner
Buscaglia,mentre nell’ultima
legislatura abbiamo avuto
6 consiglieri di Circoscrizione.
Quest’anno la nostra assemblea
formata da tutti i candidati
più i simpatizzanti ha
elaborato un programma che
naturalmente non si limita
agli aspetti urbanistici ma affronta
i temi sociali, della cultura,
del lavoro e dell’ambiente.
Questioni su cui c’era anche
la condivisione di Sel che
poi ha scelto di allearsi con il
sindaco uscente»
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I verdi hanno completato la raccolta delle firme per la presentazione della lista. Una bella lista in rosa in cui le donne sono la maggioranza (19 contro 13), in cui le pari opportunità si misurano con i fatti.
Una lista che si presenta per fare di Savona una città in armonia con il proprio territorio, accogliente, forte della sua storia. Una città in cui sia bello vivere, crescere e lavorare che crediamo possa essere impersonata nel Candiato Sindaco Daniela Pongiglione.
Alla lista Verde partecipano persone che hanno condiviso la volontà di dare una svolta verde alla città di Savona. Molti candidati svolgono un lavoro che li mette in contatto i problemi, le difficoltà e i sogni dei savonesi: come le pediatre Roberta Mulas e Silvia Zecca o le insegnanti Loredana Gallo, Anna Maria Accarini, Marta De Merra, Ernesto Johannson, Gabriella Cirone, Marina Fasce, Anna Maria Sommariva. Altri candidati sono il libraio Teodoro Montarsolo, la docente di Urbanistica Paola Gambaro, la veterinaria Elena Battaglia, il liutaio Marino Vanara, Arianna Codato, Danila Artoni, Andrea Gila, Claudio Varino , Anna Rita Porcu, Isabella Diotallevi, Ivano Camillo, Marco Camillo, Eugenio De Poli, Cristina Lagomarsino. Partecipano naturalmente molti ambientalisti che da tempo si impegnano per preservare la Margonara, gli spazi verdi comuni, il territorio Savonese, l' acqua pubblica e i diritti degli animali: Marco Brescia, Danilo Bruno, Mauro Brunetti, Gabriello Castellazzi, Marina Cresta, Andrea Fatta, Olivieri Giovanna, Maria Rosa Scerbo.
Per festeggiare il completamento delle firme i verdi hanno festeggiato in piazza Sisto con i Savonesi offrendo pizze e salatini fatti in casa, sfogliatine di mais biologiche, Sangria, Fragolino.
Un bel banchetto con la possibilità di assaggiare, leggere il programma, scambiare idee, condito con persone a cui chiedere approndimenti. In un' atmosfera che rende conto del nostro stile: sostenibile, semplice e divertente.
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CERNOBBIO: "C'è il debito pubblico, c'è il debito privato, ma c'è anche il debito atomico da calcolare". Secondo il ministro dell'Economia, sulla questione nucleare "bisogna riflettere, discutere e vedere chi ci ha guadagnato e chi ci ha perso". Riferendosi ai Paesi dotati dell'energia atomica ha detto, parlando al Forum della Confcommercio a Cernobbio: "Se gli altri Paesi non avessero il nucleare bisognerebbe ricalcolare il Pil". "Pensate - ha proseguito - che nel calcolo di chi ha il nucleare non è considerato il costo del decommissioning (lo smantellamento delle centrali atomiche, ndr)". Un costo che, secondo il ministro, "sicuramente va calcolato e se lo si facesse, molti dei Paesi che hanno il Pil maggiore del nostro sarebbero indietro".
Nota: HANNO LA FACCIA COME IL C....!!!! DA PIU' DI VENTI ANNI DICIAMO CHE IL NUCLEARE E' UNA FOLLIA ANCHE DAL PUNTO DI VISTA ECONOMICO E VENIVAMO DERISI, SOLO ORA DOPO IL DISASTRO GIAPPONESE SE NE SONO ACCORTI. SENZA PAROLE.... MA SI PUO' LASCIARE IL PAESE IN MANO A GENTE COSI'?
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L’associazione “uniti per la salute” con la collaborazione della libreria ubik (2011) hanno distribuito un volantino col quale invitano la cittadinanza ad un incontro pubblico a Savona presso il teatro Chiabrera, venerdì 18 febbraio 2010, alle 20 e 45. L’appuntamento è patrocinato dal comune e dall’ordine dei medici chirurghi e odontoiatri della provincia. Il titolo è: Potenziamento a carbone, punto di non ritorno? Il tema sarà trattato dal punto di vista della sostenibilità, dei costi, della salute, del turismo, dell’agricoltura, dei posti di lavoro, dell’inquinamento e delle alternative. Ne parleranno, in particolare, il dott. Trucco, presidente dell’ordine dei medici chirurghi e odontoiatri della provincia, il dott. Stevanin, già membro della commissione nazionale VIA (valutazione di impatto ambientale) – VAS (valutazione ambientale strategica), il dott. Bianchi, epidemiologo del CNR (consiglio nazionale delle ricerche) di Pisa e il dott. Ghirba, pediatra. Parteciperanno i rappresentanti di vari comitati, aderenti al coordinamento nazionale no al carbone, che relazioneranno sulle ricadute della combustione del carbone. Numerose realtà associative locali hanno dato il sostegno a questa iniziativa. L’ingresso è libero.
Nota: Uniti per la salute e Libreria ubik, 2011. Potenziamento a carbone: punto di non ritorno? Volantino, http://unitiperlasalute.blogspot.com/, 1 p.
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Volete saperne di più sui rifiuti? Ecco un occasione in rete:
L’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia ha dato il via ad un corso on-line dedicato al CICLO DI GESTIONE SOSTENIBILE DEI RIFIUTI.
Il corso è coordinato e presentato dalla dott.ssa Pinuccia MONTANARI Assessore all’Ambiente ed alla città sostenibile del comune di Reggio Emilia nonché storica attivista dei VERDI.
Un’iniziativa eccezionale perchè su una questione dirimente come i rifiuti ora sarà possibile avere tutti una formazione omogenea, completa ed aggiornata.
Vi invito a leggere l’articolo che il quotidiano TERRA ha dedicato alla presentazione dell’iniziativa:
www.terranews.it
per poter seguire le lezioni:
ww.eco-ambiente.unimore.it
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L’amica Ester, ecologista e verde genovese, ci ha inviato e consentito di pubblicare questo ricordo. Si tratta di preziosi appunti lasciati da suo padre che ha vissuto il dramma della deportazione. La memoria si riferisce a un giorno successivo all’8 settembre 1943. Nei giorni del ricordo, fra le tante carte che suo padre le ha lasciato, ha ritrovato anche queste parole trascritte sul suo frammentato diario. Servono a ricordare e soprattutto a non dimenticare. "... Erano le tre della notte quando ci spinsero nel carro bestiame, uno alla volta, contandoci. Al cinquantesimo uomo rinchiusero la porta di ferro. Noi ci si sedette sul piantito con le spalle appoggiate lungo le pareti, senza parlare. Dal di fuori ci giungevano le grida dei soldati tedeschi e lo strascichio dei piedi dei nostri compagni che venivano sospinti negli altri vagoni. Nessuno parlava, nessuno imprecava. Poi il silenzio ovunque. Quando cerco di rammentare quella notte in cui dovetti abbandonare il suolo della nostra terra, per essere trascinato in un mondo ignorato, rivivo ancora quel silenzio e quel buio che avvolgevano la stazione di Bolzano eppure gremita di tanti uomini viventi e non dormienti. ...". Cesare Quadri.
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I tre SI ai referendum (2 per l'acqua pubblica e 1 contro il nucleare) si vinceranno o si perderanno tutti assieme. Allo stato attuale sono persi. Parliamoci chiaro. Il traguardo del quorum 50% irraggiungibile. Sostenuti da mezzi finanziari sproporzionati, loro non faranno campagna per il no, gli basterà giocare sugli opposti schieramenti partitici, sul silenzio e la complicità mediatica. Noi invece dovremo battere le strade, fare il porta a porta, volantini e banchetti e assemblee paese per paese, quartiere per quartiere. Noi gente comune, attivisti, chiamiamoci "gli operai specializzati dell'ambientalismo". Nella battaglia conterà il numero degli operai e non dei dirigenti.
Orbene. Sono già in costituzione almeno 4 comitati referendari nazionali. Apparentemente è una buona notizia. Invece no. Dividere gli "operai specializzati" fra tanti comitati, significherebbe non avere, ciascuno di essi, i numeri per coprire paese per paese, quartiere per quartiere. Bisogna invece unire le forze, unificare i vari comitati referendari antinucleari. Non solo: bisogna unire, unificarli con il comitato referendario per l'acqua pubblica. DUNQUE BISOGNA CHIEDERE CON FORZA, PRETENDERE CHE SIA COSTITUITO UN COMITATO REFERENDARIO NAZIONALE UNICO PER IL SI' AI 3 REFERENDUM PER ACQUA E NUCLEARE. Altrimenti si perdono tutti e tre. Qui non basta l'alleanza fra diversi, ci vuole l'unità fra simili. Così nasceranno dappertutto comitati locali trasversali.
Chi ben comincia è a metà dell'opera. Perciò l'appuntamento nazionale di Cremona per il 5 febbraio parte dalla base, intende dare voce e protagonismo agli "operai specializzati". Gli unici che possono vincere una vittoria impossibile. Con l'ottimismo della volontà. Perciò dobbiamo andarci, per contare. Dal basso. Conviene essere presenti a Cremona, non solo aderire ma esserci come soggetti individuali e collettivi, per sostenere che Cremona sia la prima tappa del Giro d'Italia per il SI ai 3 referendum, con maglia rosa finale alla squadra del SI. Una squadra unica con un unico comitato referendario nazionale. Una squadra senza partiti come capitani: gli è permesso di spingerci in salita. Una squadra di velocisti perché ormai il voto è imminente. Dobbiamo esserci per pretendere la squadra. Ognuno con la propria testa. Personalmente la penso così. Lino Balza
Sent: Tuesday, January 25, 2011 9:34 PM
Subject: cremona prima tappa del giro d'italia antinucleare
Cremona sabato 5 febbraio 2011 Palazzo Cattaneo
. VOTA .
fronte antinucleare
. SI .
Gli interventi * nel corso di questo mese hanno ben delineato il quadro degli obbiettivi prevalenti:
1) Organizzare nella campagna referendaria i comitati e le associazioni a partire da quelli ** che in tutta Italia *** hanno dato vita alla straordinaria giornata di lotta antinucleare del novembre scorso.
2) Unificare le azioni con
n il comitato referendario dei movimenti dell'acqua pubblica, nella consapevolezza che i tre referendum si vincono o si perdono tutti assieme;
n il comitato referendario dell'IDV che ha promosso il referendum antinucleare;
n il comitato referendario di Sviluppo dell'efficienza energetica e delle fonti rinnovabili che ha promosso una legge di iniziativa popolare.
Sul punto 1):
· il forum è innanzitutto un luogo di pubblica discussione, senza padrini e leader; Cremona è solo la prima urgente tappa di un "Giro d'Italia antinucleare" da completare;
· nella giornata di sabato 5 febbraio, in forma plenaria, saranno assunte tutte le decisioni; domenica 6 febbraio potrà servire - a coloro che si renderanno disponibili- per eventuali adempimenti esecutivi, stesure di documenti, gruppi di lavoro ecc.
· il modello organizzativo prevede la separazione netta tra comitati-associazioni e i partiti, pur nello spirito della collaborazione sugli obbiettivi;
· la forma organizzativa non può che essere leggera, decentrata e plurale;
· particolare rilevanza assume perciò la costituzione di un Comitato scientifico e dei Garanti con personalità del mondo scientifico e non solo: sindacale, imprenditoriale, culturale, della comunicazione ecc.
· il nostro strumento principale di comunicazione resta il tam tam su internet che ciascuno di noi riuscirà a produrre, insieme al porta a porta;
· per comunicazioni collettive utilizzare la lista No Centrali , iscrivendosi prima, cioè mandando una e-mail vuota a nocentrali-subscribe@liste.comodino.org
· gli amici di Cremona cureranno tutta la questione logistica: a prezzi contenuti self service , alberghi, posti macchina in prossimità ecc. Quanto prima invieranno le opportune coordinate. Però, sottolineiamo però, occorre che ciascuno di noi trasmetta tempestivamente i propri bisogni a Benito Fiori 037225659 3281231030 ben.fio@libero.it e comunque, per rendere più produttivi i lavori del 5 febbraio, comunichi fin da ora la propria adesione e/o partecipazione specificando se individuale e di comitati/associazioni.
* Angelo Baracca, Gianni Mattioli, Giuseppe Miserotti, Luigi Mara, Fulvio Aurora, Vincenzo Miliucci, Marco Boato, Massimo Bonfatti, Lino Pironato, Francesco Montanari, Benito Fiori, Katia Lumachi, Tiziana Volta, Vincenzo Deleonardis, Renzo Romizi, Dino Barrera, Renzo Craighero, Alma Carlevarino, Giorgio Ferrari, Fabio Alemagna, Mauro Chessa, Cristina Pavone, Adriano Brusco, Tino Balduzzi, Umberto Chiarini, Paoloroberto Imperiale, Marco Pezzoni, Gianluigi Boiardi, Giani Piatti, Francesca Antonelli, Marco Giustini, Fabrizio Bertini, Daniele Rovai, Adriano Licini, Virginio Bettini, Giorgio Nebbia, Federica Daga, Antonio de Lellis, Barbara Grimaudo, Gianni Tamino, Giorgio Libralato, Ciro Pesacane, Ezio Corradi, Mauro Coltorti, Matteo Mangiacavallo, Fulvio Vescia, Alfonso Navarra, Beniamino Altezza, Fabrizio Rossi, Pino Cosentino, Mario Agostinelli, Matteo Merletto, Lino Balza ecc.
Lombardia, Puglia, Piemonte, Liguria, Marche, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Trentino, Lazio, Liguria, Molise, Sicilia
*** Livorno, Mantova, Cremona, Viadana, Brescello, Casalmaggiore, Dosolo, Guastalla, Poviglio, Suzzara, Pontina,Latina, Arcore, Cecina, Montaldo di Castro, Tarquinia, Viterbo, Bologna, Saluggia, Crescentino, Trino, Vercelli, Cameri, Novara, Buccinasco, Corsico, Cesano Boscone, Trezzano sul Naviglio, Milano, Mortara, Pavia, Sanremo, Chieri, Pinerolo, Moncalieri,Torino, Legnago,Verona, Bellano, Merate, Colico, Lecco, Roma, Pallanza Verbano Cusio Ossola, Vangadizza, Villastrada, Verbania, Intra, Cesara, Fondotoce, Alessandria, Ferrara eccetera.
** Comitato Aiutiamo l'ambiente, Comitato Noi ambiente e salute, Circolo culturale AmbienteScienze, Crea Futuro, Comitato Energia e democrazia, Comitato sì alle rinnovabili no al nucleare, Circolo Il fontanile, Circolo Abete rosso, Mille città del sole, Buon mercato salvambiente, Coordinamento toscano per il no al nucleare, Assemblea permanente No F35, Circolo Il colibrì, Ecologisti del Piemonte, Gruppo cinque terre, Movimento per l'alternativa al nucleare, Coordinamento antinucleare salute ambiente energia, Ecologisti di Pinerolo, Medicina democratica, Coordinamento comitati antinucleari piemontesi, Rete antinucleare Piemonte, Rete vercellese antinucleare, Comitato VCO-Alto novarese, Comitato antinucleare Alessandria, Coordinamento Energia felice, Comitato antinucleare Legnago e Basso veronese, Circolo Noi di Vangadizza, Comitato civico Per Correggio verde, Associazione naturalistica pinerolese, Arci, Comitato docenti e studenti Novara, Circolo XXV aprile, Collettivo autonomo di Fisica, Comitato no dighe Patagonia, Rete noinc Roma, Comitato di quartiere Alberoni, Contropiano, Cittadini ecologisti, Vertenza Livorno, Centro documentazione Cubo, Comitato no tangest, Associazione per la pace Novara, Bilanci di giustizia, Idee di futuro, Laboratorio per la pace di Galliate, Novaresi attivi, Associazione cristiana casagrande, Comitato 3 ottobre,Commissione diocesana giustizia e pace, Emergency, Cub, Pax Christi, Rete Lilliput, Libera Ferrara, Emmaus, Grilli estensi, Comitato città sostenibile, Cittadini della nuova resistenza, Amici di Borsellino eccetera.
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DA ECUMENICI.IT
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DAL MANIFESTO
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ti informiamo che domenica 6 febbraio il CRAS ha organizzato la "Giornata degli Animali" che si svolgerà nel comune di Centallo, in Piazza Don Gerbaudo, in concomitanza di un’esposizione di galline ornamentali di razza "cocincina".
Il programma della giornata sarà il seguente:
-ritrovo presso la Piazza Don Gerbaudo di Centallo; saranno divulgate con videoproiezione le attività, ormai decennali, del CRAS di Bernezzo con spazio ad eventuali dibattiti;
-alle ore 11.30 vi sarà l'assemblea annuale dei soci del Centro;
-alle ore 12 verrà effettuata una pubblica liberazione di alcuni uccelli compatibili con le condizioni climatiche e l'ambiente circostante, curati da noi;
-a seguire, pranzo presso i locali della Boccciofila centallese dal costo di 15 euro. Parte del ricavato andrà alla nostra associazione.
La prenotazione esclusiva per il pranzo è obbligatoria e deve arrivare via mail o telefonicamente entro e non oltre giovedì 3 febbraio.
Vi aspettiamo numerosi, divulgate la notizia!
Cordiali saluti,
lo Staff
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> Cari "sognatori" e "sognatrici",
>
> facendo seguito a quanto deciso tutti insieme all'incontro di
> coordinamento di Firenze, abbiamo lavorato in questi due mesi insieme
> alle realtà che si sono rese disponibili per promuovere il cosiddetto
> "Conclave", che si terrà a Bologna il 29 e 30 gennaio, come potete
> leggere anche nel nostro sito
>
> dove trovate tutte le indicazioni al riguardo.
>
> Per come lo intendo io, si tratta del famoso "passo indietro, per
> farne dieci avanti tutti insieme"... per usare le parole dell'appello.
>
> L'obiettivo è quello di un ampio confronto volto ad individuare
> insieme le condizioni e le modalità necessarie per la creazione del
> nuovo soggetto politico unitario che tutti sogniamo.
>
> Per fare questo ci proponiamo di:
>
> individuare i valori di riferimento condivisi, senza la sottoscrizione
> di documenti ideologici e nel rispetto delle specificità di ciascuno;
> discutere le forme e i metodi organizzativi da avviare e le modalità
> di partecipazione e funzionamento;
> valutare eventuali obiettivi concreti da perseguire insieme nel 2011
> (poiché siamo convinti che è lavorando su temi concreti che potremo
> conoscerci meglio);
> costituire gruppi di lavoro di approfondimento sui principali temi da
> affrontare;
> preparare - tutti insieme, senza alcuna posizione predeterminata - i
> successivi appuntamenti.
>
> Al fine di raccogliere osservazioni, proposte, aspettative, stiamo
> redigendo un questionario che distribuiremo a tutte le realtà
> aderenti con l'obiettivo di far emergere i nodi ritenuti importanti da
> ciascuno per un successivo documento politico che insieme elaboreremo.
>
> Invito quindi voi tutti ad aderire e copromuovere il "Conclave" del 29
> e 30 gennaio, diffondendolo attraverso tutti i vostri canali, in vista
> anche di successivi momenti di incontro e confronto che personalmente
> immagino su base regionale, per assicurare una partecipazione
> orizzontale più ampia possibile.
>
> Permettetemi infine di rinnovarvi l'invito ad un piccolo ma prezioso
> sostegno economico
>
> affinché possiamo coprire i costi vivi sostenuti fino ad oggi per il
> nostro progetto.
>
> Un abbraccio grande a tutti,
>
> ci vediamo a Bologna!!!!
>
> Michele Dotti
>
> http://www.abbiamounsogno.it
>
> http://www.facebook.com/pages/Abbiamo-un-sogno/137855886261937
>
> "Io confido che ciò che uomini egoisti hanno distrutto, uomini non
> egoisti ricostruiranno" (Martin Luther King)
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Neghiamo assolutamente tutte le guerre e dispute e lotte con armi esterne, per qualunque fine e sotto qualsiasi pretesto e questa è la nostra testimonianza al mondo intiero.” Dichiarazione dei quaccheri al re inglese Carlo II, 1660. “Un buon fine non può santificare mezzi malvagi; né dobbiamo compiere il male nella nostra vita, anche se ne potrebbe venire qualcosa di buono” William Penn, 1693.
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DA ECUMENICI.IT
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da greenreport.it
[ 14 gennaio 2011 ] Economia ecologica
Gli agricoltori dell'Africa dimostrano che a innovare sono le comunità più
povere del pianeta
L'economia alimentare mondiale è anche al centro di problemi ambientali
globali
Presentato il rapporto "State of the World 2011"
Gianfranco Bologna
ROMA. Il problema dell'insicurezza alimentare globale costituisce uno dei
grandi temi con i quali l'agenda politica internazionale dovrà sempre più
confrontarsi, anche perché, come tutti i problemi del mondo odierno, è
strettamente collegato a tanti altri aspetti della sostenibilità globale,
quali il cambiamento climatico, la perdita e la trasformazione del suolo, i
problemi dell'agricoltura industrializzata ecc. Nel settembre scorso, la FAO
ha pubblicato il suo ultimo rapporto sulla situazione dell'insicurezza
alimentare a livello mondiale ("The State of Food Insecurity 2010", vedasi
www.fao.org) , sottolineando che oggi sono 925 milioni gli individui
sottonutriti - si tratta di 98 milioni in meno rispetto al 2009 . Questo
dato in calo è incoraggiante, ma ovviamente il totale è ancora troppo
elevato e ben lontano da uno degli otto importanti Obiettivi di sviluppo del
millennio (Millennium Goals) che i governi di tutto il mondo si sono dati
nel 2000 e che prevede un dimezzamento delle persone affamate entro il 2015.
Allo stato attuale, il Ghana è l'unico paese dell'Africa subsahariana che
potrebbe raggiungere una significativa riduzione della sua percentuale di
affamati per quella data.
A livello globale, nei dati del 2010 sulla fame si è registrato un calo del
7,5% rispetto ai livelli del 2009. La riduzione si è concentrata
prevalentemente in Asia, dove la FAO stima che 80 milioni di individui in
meno soffrono la fame. Nell'Africa subsahariana, la diminuzione è stata
sensibilmente più contenuta. Qui, un terzo della popolazione soffre la fame.
Inoltre, nell'ultimo decennio, il numero complessivo di affamati nell'Africa
subsahariana è aumentato. In Burundi, nelle isole Comore, nella Repubblica
Democratica del Congo e in Eritrea la fame cronica affligge almeno la metà
della popolazione.
Complessivamente, donne e bambini costituiscono la maggioranza degli
affamati cronici. I prezzi elevati del cibo e i redditi più bassi aggiungono
alle famiglie più povere il rischio di non riuscire a garantire alle madri
in gravidanza, ai bambini e ai neonati un'alimentazione adeguata. Di fatto,
a livello globale, oltre un terzo della mortalità infantile è causata da
un'alimentazione inadeguata.
Gran parte degli uomini e delle donne, solitamente agricoltori, che vivono
con meno di 1,25 dollari al giorno risiedono in zone rurali, non possiedono
né terreni né infrastrutture e non hanno accesso ai servizi sanitari o
all'elettricità. Sempre più, però, le città sono interessate dalla fame.
Negli anni Ottanta e Novanta la popolazione urbana è cresciuta del 4%
l'anno, e anche i livelli di povertà hanno continuato ad aumentare. Nel
mondo, anche le persone che vivono negli slum sono in aumento, a un tasso
dell'1% l'anno. L'aumento dei prezzi degli alimenti durante la crisi del
2007/2008 ha colpito in modo particolare i poveri delle città. Nel 2009 la
FAO ha stimato che 4,1 milioni di poveri urbani in Kenya erano in una
posizione di "elevata insicurezza alimentare" e ben 7,6 milioni non erano in
grado di soddisfare il loro fabbisogno alimentare quotidiano.
Benché i prezzi alimentari globali siano calati dal 2008, sono rimasti
comunque al di sopra dei livelli precedenti al 2007, e il trend è stato
costantemente al rialzo nel 2009 e 2010. Molti tra i programmi di aiuti
alimentari non hanno potuto acquistare gli alimenti necessari, e in più la
recessione ha provocato una riduzione dei fondi per aiuti alimentari.
L'Agency for International Development degli Stati Uniti ha dichiarato che è
stata in grado di donare solamente 2,2 miliardi di dollari nel 2009, un
taglio del 15% rispetto al 2008.
Anche i finanziamenti per lo sviluppo agricolo sono in calo. Feed the
Future, la nuova iniziativa statunitense per l'agricoltura e la sicurezza
alimentare, ha in programma investimenti per 20 miliardi di dollari
nell'agricoltura africana entro i prossimi 10 anni. Si tratta di un
riconoscimento dell'urgenza di investire di più in questo settore, anche se
gran parte dei fondi devono ancora essere raccolti. Dal 1980, la percentuale
degli aiuti globali allo sviluppo destinati all'agricoltura è calata da
oltre il 16% al 4%. Inoltre, sono solo nove le nazioni africane che
stanziano almeno il 10% dei loro bilanci nazionali per l'agricoltura. Gran
parte dei poveri e affamati del continente dipendono dall'agricoltura per il
loro sostentamento. Tuttavia, la spesa pubblica in agricoltura è spesso
minore nei paesi con economie basate sull'agricoltura - in altre parole, gli
agricoltori sono, ironicamente, i più affamati di tutti.
Negli ultimi due decenni, i paesi meno sviluppati hanno fatto sempre più
affidamento sulle importazioni di alimenti. Nel 2005-2006, in 11 paesi
dell'Africa subsahariana la metà dei cereali utilizzati era d'importazione.
In 7 altri paesi, le importazioni ammontavano al 30-50% dei cereali.
Il Worldwatch Institute ha così deciso di dedicare il suo famoso rapporto
annuale sullo stato del mondo proprio alla problematica dell'alimentazione.
Il rapporto "State of the World 2011" coordinato da Danielle Nierenberg e
Brian Halweil è stato presentato a New York il 12 gennaio (l'edizione
italiana del rapporto, da me curata da 24 anni, sarà edita dalla meritoria
casa editrice Edizioni Ambiente entro marzo).
Il Presidente del Worldwatch Institute, Christopher Flavin scrive nella sua
introduzione: "Fino a poco tempo fa, gran parte dei politici riteneva che
l'unica strada per far progredire l'agricoltura in Africa fosse scommettere
tutto sulla Rivoluzione Verde - offrire più sementi produttive e più
fertilizzanti, aumentando così le rese. Si tratta di una formula semplice e
allettante, però in molti casi non ha funzionato. Le sementi e i
fertilizzanti sono spesso troppo costosi per la maggior parte degli
agricoltori poveri, e in molti casi non sono nemmeno disponibili. Inoltre, i
benefici di molti di questi progetti vanno a vantaggio di un esiguo numero
di grandi agricoltori, che possono produrre ingenti quantità di alimenti ma
fanno poco per la promozione dello sviluppo rurale.
Fortunatamente, l'idea secondo cui sarebbe possibile eliminare la fame nel
mondo col denaro e la tecnologia è ora messa in discussione non solo a causa
dei suoi limiti ma anche perché si accumulano le prove che dimostrano che i
nuovi approcci per la creazione di un sistema agricolo sostenibile possono
efficacemente integrare o sostituire gli elementi che si trovano nel
pacchetto dell'agricoltura standard. Ciò è particolarmente vero nell'Africa
subsahariana, dove migliaia di piccoli agricoltori attingono all'antica
saggezza culturale e, servendosi delle nuove tecnologie, producono cibo in
abbondanza, nel rispetto dei suoli locali e degli ecosistemi globali."
Il rapporto quindi documenta, come sempre in maniera chiara, rigorosa ed
avvincente, quanto il progetto del Worldwatch Institute "Nourishing the
Planet" ha sinora prodotto, anche attraverso analisi sul campo condotte in
25 paesi africani, scambiando opinioni con agricoltori e imparando dai loro
successi su argomenti quali l'irrigazione a goccia, la coltivazione sui
tetti, la silvicoltura e le nuove tecniche per proteggere il suolo. Il team
di ricercatori dedicato al progetto ha curato un'ampia raccolta ed analisi
dei progetti agricoli innovativi presenti in tante parti del mondo, e per
trasmettere tali informazioni a un pubblico sempre più ampio di lettori ha
avviato un apposito blog sul sito dell'Istituto (www.worldwatch.org)
dedicato a Nourishing the Planet, oltre agli utenti di Youtube e Twitter.
Come ricorda Flavin il quadro che emerge è entusiasmante. Gli agricoltori
dell'Africa dimostrano che a innovare sono le comunità più povere del
pianeta - e ciò potrebbe avere un impatto sulla popolazione globale maggiore
di gran parte delle innovazioni ad alta tecnologia. Un cambiamento rapido e
proficuo è possibile a patto che venga conferito potere ai piccoli
agricoltori e in particolare alle donne, che in pratica controllano
l'agricoltura in Africa. Se anche una parte infinitesimale delle risorse che
ora si utilizzano negli allevamenti industriali statunitensi e nelle
piantagioni di soia brasiliane fosse investita in piccole aziende agricole
innovative, le nostre società con ogni probabilità non farebbero così fatica
a raggiungere l'obiettivo Nazioni Unite di dimezzare la fame nel mondo entro
il 2015.
Le questioni connesse all'agricoltura vanno ben oltre il problema immediato
della fame. In un momento in cui in molte aree del pianeta ci si sta
avvicinando ai limiti offerti dai terreni arabili e dalle disponibilità
idriche presenti, aumentare la produttività agricola sarà ancora più
essenziale che in passato.
L'agricoltura, come sappiamo, ha un enorme impatto sulla trasformazione dei
sistemi naturali e sui loro cicli. Molte delle innovazioni descritte nel
rapporto possono ridurre o annullare il danno che la produzione alimentare
spesso arreca all'acqua e al suolo nonchè ai servizi che gli ecosistemi ci
offrono gratuitamente e dai quali tutti dipendiamo.
L'economia alimentare mondiale è anche al centro di problemi ambientali
globali. L'agricoltura odierna, altamente dipendente dai combustibili
fossili, non solo contribuisce al riscaldamento globale - parte del carbonio
presente ora nell'atmosfera una volta era incorporato nelle profondità dei
terreni delle praterie dell'America del Nord e dell'Europa centrale - ma è
esposta a gravi rischi derivanti dai cambiamenti climatici. E' estremamente
interessante da questo punto di vista il progetto di ricerca sul cambiamento
globale dedicato all'alimentazione, nell'ambito delle straordinarie
iniziative dell'Earth System Science Partnership, il Global Environmental
Change and Food Systems (www.gecafs.org).
Il presupposto su cui si basa il progetto Nourishing the Planet del
Worldwatch, come ricordano gli autori del rapporto, è semplice:
l'agricoltura è ormai giunta a un bivio. Dopo quasi mezzo secolo dalla
Rivoluzione Verde, una quota considerevole della famiglia umana soffre
ancora di fame cronica. Inoltre, gran parte dei risultati della rivoluzione
sono stati ottenuti con un'agricoltura intensiva che dipende pesantemente
dai combustibili fossili per input ed energia - e la domanda se i terreni
agricoli del pianeta possano produrre più cibo è eclissata dalla questione
se possano farlo senza compromettere i suoli, i cicli idrici e la diversità
delle colture da cui dipendiamo. A livello globale, i prezzi per gli
alimenti stanno subendo forti spinte al rialzo, sostenuti da una domanda in
rapida crescita di carne in Asia, di grano in Africa, di biocombustibili in
Europa e America del Nord e da altri fattori. In futuro, è poi probabile che
il cambiamento climatico possa aggravare tali pressioni, rendendo più
difficili le cose per gli agricoltori. L'obiettivo del progetto del
Worldwatch è proprio quello di individuare comunità, paesi e imprese che
possono diventare modelli per un futuro sostenibile ed attuare pratiche
agricole che aggiungano diversità alla catena alimentare e salvaguardino gli
ecosistemi. In questo modo, se le singole innovazioni possano essere
utilizzate in modo da portare cibo sulla tavola non di un solo agricoltore
ma di cento milioni o più e anche ai consumatori che da esse dipendono, ciò
potrebbe cambiare l'intero sistema alimentare globale.
Come ricordano Nierenberg ed Halweil non esiste una soluzione unica a questo
problema come avviene per tutti i problemi della sostenibilità globale.
Anzi, gli approcci unidimensionali sono proprio quelli che hanno prodotto
gli effetti peggiori. I tentativi attuati in passato hanno fallito perché
hanno annullato la diversità o perché sono stati basati su sostanze chimiche
antropogeniche tossiche e su altri input che gli agricoltori non potevano
permettersi. Inoltre, hanno fallito poiché hanno ignorato quelle donne
dedite all'agricoltura o non hanno considerato la cultura alimentare come
modo per cambiare i modi in cui vengono coltivate le terre. E' ormai venuto
il tempo di promuovere ovunque uno stile di attività agricolo basato sulla
sostenibilità.
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LIGURIA - RICORSO CONTRO LA CACCIA SULLA NEVE
LAC e WWF hanno depositato al TAR Liguria il 20 gennaio 2011 un ricorso che impugna la determinazione dirigenziale della Provincia di Genova n. 7254 del 25 novembre 2010 che autorizza la caccia agli ungulati (cinghiale, daino, capriolo) sulla neve, utilizzando un articolo illegittimamente inserito nella legge regionale ligure sulla caccia (mai impugnato dal Governo).
Lo scopo principale del ricorso, fermo restando l'obiettivo immediato della sospensiva per la corrente stagione venatoria, è quello di chiedere ai giudici amministrativi di sollevare la questione di costituzionalità dell'art. 47, comma quinto, della Legge regionale della Liguria n. 29/94 (come aggiunto dall'art.10 della L.R. ligure 3 settembre 2001 n. 28) che illegittimamente consente la caccia agli ungulati su terreno coperto per la maggior parte di neve, in contrasto con l'art. 21, primo comma, lettera m) della legge 157/92 che consente alle Regioni di autorizzare la caccia sulla neve solo nella Zona faunistica delle Alpi, vietandola nel restante territorio.
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CITTADINIECOLOGISTI.IT has posted a new item, 'Appuntamento a Bologna'
Dopo un lungo e difficile confronto si è avviato il percorso per lo svolgimento
di un incontro nazionale per conoscersi e confrontarsi fra le centinaia di
realtà del mondo ecologista e civico italiano, gettando le basi per l’avvio
di un possibile processo unitario, aperto, inclusivo e partecipato, al quale
tutti coloro che intendono aderire sono [...]
You may view the latest post at
http://www.cittadiniecologisti.it/2011/01/appuntamento-a-bologna/
You received this e-mail because you asked to be notified when new updates are
posted.
Best regards,
Redazione CittadiniEcologisti
info@cittadiniecologisti.it
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DA GREENREPORT
La Puglia allunga la caccia
Gli ambientalisti a Vendola: «Dichiarata guerra agli animali selvatici»
LIVORNO. Animalisti italiani, Enpa, Lac, Lav, Lipu, Vas, Vittime della caccia e Wwf hanno scritto aol Presidente della regione Puglia, Nichi Vendola, perché «intervenga immediatamente e faccia annullare le modifiche al calendario venatorio regionale per evitare la consumazione di un reato istituzionale: la intenzionale sottrazione indebita di patrimonio indisponile dello Stato».
Ieri, su proposta dell'Assessore alle risorse agroalimentari, agricoltura, alimentazione, riforma fondiaria, Caccia e pesca Dario Stefàno, la giunta regionale, in seduta straordinaria, ha autorizzato una modifica, ritenuta illegittima dagli ambientalisti, del calendario venatorio, che prolunga la stagione venatoria ai tordi e alla beccaccia fino al 30 gennaio. Per le 8 associazioni ambientaliste la modifica approvata è «Contro la legge nazionale ed il parere dell'autorità scientifica». E con la delibera «Si è consumato un atto clamorosamente illegittimo che corrisponde ad una sottrazione indebita di patrimonio dello Stato: permettere l'abbattimento di animali selvatici in periodo di massimo divieto di caccia, così come stabilito dalla direttiva Uccelli (articolo 7.4), dalla legge nazionale 157/1992 (art. 18, comma 1 bis) e dal parere tecnico, obbligatorio per legge, dell'Ispra, l'autorità scientifica nazionale».
La Lipu BirdLife Italia sottolinea che «Il gravissimo atto della Giunta regionale aveva avuto come premessa, pochi giorni prima, il voto favorevole del Comitato Venatorio regionale, che peraltro dichiarava apertamente di non aver chiesto il parere dell'ISPRA. Un parere che sarebbe stato senz'altro negativo, perché l'ISPRA si è già espresso con il documento ufficiale del luglio 2010 nel quale si chiarisce quali sono i tempi massimi di chiusura della caccia alle varie specie. Se il Comitato venatorio pugliese ha dunque consapevolmente ignorato le indicazioni dell'Ispra, la Giunta regionale è andata oltre, riunendosi in seduta straordinaria e accogliendo senza esitazioni la richiesta dello stesso Comitato venatorio regionale, modificando il calendario in modo da consentire la caccia a tordi e beccacce in periodo vietato dalla legge».
Per gli ambientalisti la responsabilità più pesante è quella di Stefàno «Che, pur consapevole degli obblighi regionali, non solo ha consentito l'operazione ma l'ha addirittura proposta e avallata, in un'operazione che denuncia tutta la subalternità di un certo mondo amministrativo nei confronti delle lobby venatorie. Siamo in sostanza di fronte ad un atto vergognoso, di una gravità estrema, che si prende gioco della legge, delle regole e delle istituzioni, ma che costituisce anche un danno oggettivo e irrimediabile a quel patrimonio indisponibile della collettività rappresentato dagli animali selvatici».
Le associazioni si rivolgono direttamente a Nichi Vendola chiedendogli «Di intervenire immediatamente per esercitare il potere di autotutela che gli compete per far annullare, senza perdere un solo istante, l'illegittima delibera della Giunta, per impedire la consumazione di quello che si configura come un vero e proprio reato istituzionalizzato, di cui le associazioni non mancheranno di chiedere i danni per la lesione dei propri interessi. In caso di inerzia le associazioni si rivolgeranno alle autorità giudiziarie competenti per fare accertare la responsabilità collegiale dell'organo che ha intenzionalmente approvato tale provvedimento, macroscopicamente illegittimo chiedendo al contempo misure cautelari urgenti idonee a preservare l'integrità del patrimonio indisponibile dello Stato, ed impedire così gli illeciti abbattimenti».
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DA ECOSPORTELLO
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riunione verdi liguri di giovedì 13 gennaio in sede
Incontro del 13 gennaio 2010
Le cose che sono state proposte e decise:
•Abbiamo confermato la volontà di fare una conferenza stampa contro il Piano Casa che la Regione Liguria si sta approntando a votare e che prevede il reinserimento di tutto ciò che, la nostra presenza in regione nella scorsa legislatura, aveva proprio evitato. Ieri Cristina era a Roma ad una riunione della Costituente Ecologista e siamo riusciti ad ottenere la presenza alla nostra conferenza stampa di Domenico Finiguerra (sindaco stop al consumo del suolo) oltre che del nostro Presidente Angelo Bonelli. Ci sarà anche la presenza dei Radicali. Alessandro Rosasco e Bruno Mellano cercheranno di far venire la loro deputata Elisabetta Zamparutti. Questo sarà anche un modo per lanciare la Costituente anche in loco. Su questo vi aggiorneremo sulla data appena Cristina ha notizie da Roma. Sarebbe carino, in quell'occasione, portare sacchi di cemento alla giunta...
•Abbiamo deciso di fare un evento di lancio della Costituente Ecologista a livello regionale intorno a fine marzo con una presenza nazionale. Comunque sarà decisa la data in modo che cada dopo l'evento nazionale della Costituente che non è ancora stato deciso, ma che dovrebbe svolgersi nei primi 15 giorni di marzo (indicativamente).
•Alessandro Rosasco e Cristina inizieranno una serie di incontri (sondativi) con il wwf, italia nostra e le varie associazioni per capire la loro disponibilità a firmare l'appello e partecipare a questo percorso della Costituente. Chi ha delle idee in proposito o proposte ad incontrare persone o associazioni lo dica e lo faccia tranquillamente e senza esitazione. magari comunicandocelo in modo da non fare doppioni.
•All'interno del punto sopra si è pensato che sarebbe interessante un incontro con i comitati più significativi in questo momento: ovvero quello dell'Acquasola e quelli contro la gronda e l'inceneritore. Questo non impedirà certo incontri con altri comitati minori, ma è un modo da cui iniziare(ci stiamo riferendo a Genova. Ovviamente le altre realtà provinciali pensino a delle realtà simili per il loro territorio e poi ci magari ci aggiornano man mano. Si è pensato di chiedere a Vincenzo Lagomarsino e Angelo Spanò (assenti però all'incontro, quindi ancora non lo sanno!) di procuraci l'incontro con i Comitati citati sopra, essendo ovviamente presenti anche loro.
•Sempre Alessandro R. e Cristina cercheranno di incontrare Don Gallo, Don Farinella, Alessandra Ballerini, Guglielmo Bonanno ed altri con cui si potrebbe instaurare un rapporto sulla base di una possibile loro adesione all'appello. Ovviamente se a qualcuno di voi viene in mente qualcun altro... ben venga!
•Si è detto che ognuno di noi pensi a delle persone che potrebbero firmare l'appello a livello locale!
•Luca Dallorto propone un seminario/incontro (magari un sabato) con un esperto di comunicazione per analizzare la situazione, trovare dei temi e propone quello dei" Beni comuni", già citato da Danilo Bruno nel corso del suo intervento, e quello della "partecipazione". Proprio a seguito di ciò Danilo e Lia si sono già mossi e hanno già trovato una persona esperta di comunicazione (che verrebbe gratuitamente!!!) e la data individuata sarebbe il 19 febbraio!
•Angelo Spanò (assente all'incontro, ma giustificato!) aveva proposto per email ad alcuni di noi, di fare dei volantinaggi nei vari quartieri dove ci sono delle emergenze, per fare conoscere il lavoro che stiamo facendo all'interno delle Istituzioni dove siamo presenti (proposta condivisa da molti, in primis da Ester). Cristina propone di allargare questo a temi nazionali con tavoli o volantinaggi in centro. Su questo proponeva giustamente Danilo di farlo sui referendum (scelta anche nazionale della Costituente ecologista, decisa ieri a Roma) e si occuperà di farci avere una bozza di volantino.
•Ci ha raggiunto poi il nostro assessore in comune Pinuccia Montanari che ci ha messo al corrente della situazione Acquasola e che invito a farci una mini relazione da inviare a tutti noi perchè si conosca il lavoro fatto faticosamente all'interno delle Istituzioni e che purtroppo non siamo in grado (per vari deficit nostri) di comunicare in maniera adeguata all'esterno. In sintesi comunque l'intervento della Montanari ha permesso attraverso una giunta straordinaria da lei richiesta di fermare il taglio degli alberi (iniziato lunedi mattina) per 30 giorni e di salvaguardare cedri e lecci presenti, questi invece per sempre. Ci sembra un risultato importante, straordinario se messo in relazione con il nostro attuale peso politico. Certo deve essere chiaro che noi siamo contrari al parcheggio in sé e non possiamo quindi dichiararci soddisfatti... però è una piccola vittoria e per questo ringraziamo a nome di tutti noi oltre che l'assessore Montanari, Vincenzo Lagomarsino e Angelo Spanò presenti al fianco della Montanari in quella giornata.
•Ester Quadri invita a fare tutti uno sforzo sulla comunicazione sulle cose fatte o che stiamo facendo da far sapere alla rete di iscritti e simpatizzanti. Invitiamo quindi soprattutto gli istituzionali a far pervenire a Cristina le note delle cose di cui si stanno occupando in modo che le si possa mettere in rete.
Queste sono le cose decise e uscite da questa interessante, anche se poco partecipata, riunione!
A questo punto vi segnaliamo che si è deciso di vederci ogni 15 giorni (indicativamente) e per recepire la richiesta fattaci da Gabriella Badano di Imperia che è libera il mercoledì o il venerdì, e la cui presenza riteniamo molto importante, si è deciso che ci incontreremo nuovamente venerdì 28 gennaio alle ore 17 (sempre c/o la sede di via san siro 1 a genova)
Vi ricordo anche l'altro incontro/seminario che a questo punto sarebbe sabato 19 febbraio dalle 10 in poi, sempre c/o la nostra sede di Genova (via San Siro 1)
Mentre vi aggiorneremo per quanto riguarda il giorno in cui si terranno la conferenza stampa contro Piano Casa della Regione e l'evento lancio della Costituente a livello regionale (verso fine marzo)
Ringraziandovi per i contributi che ognuno di voi ha portato in sede del nostro incontro, ci scusiamo già con tutti i presenti se abbiamo dimenticato qualcosa. Soprattutto grazie a Lia e Danilo che prontamente si sono subito attivati per organizzare il seminario sulla comunicazione. Saremo lieti se arriveranno altri contributi via mail o per la prossima volta (28 gennaio)
Un carissimo saluto costituente,
Cristina, Alessandro R. ed Ester
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UNA IMPORTANTE INIZIATIVA
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DA SLOW FOOD
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da greenreport
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AL VOTO, AL VOTO !!!
I VERDI
MANIFESTANO
Il proprio plauso alla decisione della Corte Costituzionale di ammettere due referendum contro la privatizzazione dell’acqua, bene comune di importanza fondamentale per la vita di ognuno di noi;
RIBADISONO
Il proprio fermo impegno insieme a tutte le forze democratiche, sindacali,alle associazioni ed ai cittadini, che hanno partecipato alla raccolta delle firme affinché tutte le cittadine ed i cittadini vadano a votare per raggiungere il quorum e confermare la gestione pubblica dell’acqua;
CONFERMANO
La necessità di creare un modello di governo solidale dell’acqua e in genere di tutti i beni comuni , che esalti la partecipazione popolare e porti ad una gestione volta all’efficacia e all’efficienza del servizio e non al profitto privato;
CHIEDONO
In questa fase a tutti gli enti locali di modificare il proprio statuto in modo da dichiarare comunque la gestione idrica un servizio privo di rilevanza economica;
CONFERMANO
Infine il proprio impegno per una gestione del ciclo delle acque, che sia unitaria e che soprattutto punti ad alti livelli di qualità potabile nonché volta al risparmio di una risorsa come l’acqua che sarà mai né infinita, né eterna.
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IN PIEDI COSTRUTTORI DI PACE
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Nella scorsa settimana o forse negli scorsi mesi è stata ritrovata nelle
uova prodotte in diversi impianti tedeschi in misura molto forte. Così sono
stati chiusi 4.700 impianti di produzione di uova e polli nonché porcilaie,
temendo un possibile contagio tra le due filiere agroindustriali...
La diossina non esisteva in natura, avendo origine dalla combustione di
spazzatura e di residui industriali chimici. Ora esiste. Oltre tutto è
difficile liberarsene perché l'acqua non la elimina, mentre si fissa nei
grassi di origine animale.
Nella scorsa settimana o forse negli scorsi mesi è stata ritrovata nelle
uova prodotte in diversi impianti tedeschi in misura molto forte. Così sono
stati chiusi 4.700 impianti di produzione di uova e polli nonché porcilaie,
temendo un possibile contagio tra le due filiere agroindustriali.
La preoccupazione è nata dal riscontro di livelli 77-78 volte più alti di
quelli ammessi, con picchi di 12 e anche 16 picogrammi - e come tutti sanno
un picogrammo è su per giù un miliardesimo di milligrammo - trovati in un
uovo, quando i dietologi assicurano che basterebbe mangiare «qualche
dozzina» di uova alla diossina per avere gravi conseguenze. Stupidità e
ignoranza sono sempre in gara, in vicende di pubblico allarme.
Quello che sembra accertato è che una società tedesca produttrice di grassi
di origine animale per mangimi (una società importante, Harles und Jentzsche
che aveva rilevato gli impianti nientemeno che della grandissima Henkel)
aveva creduto possibile e opportuno mischiarli con residui di produzione di
agrodiesel, cioè carburante agricolo sostitutivo del gasolio. Non si tratta
forse di un prodotto anch'esso naturale? Chi potrebbe negarlo? E allora che
male c'è se lo si mischia un po' con altri prodotti naturali per aumentarne
il potere nutritivo? Tanto più che, come è noto anche in Germania, per i
polli tutto fa brodo, mentre disperdere i residui della lavorazione dello
pseudo diesel non si può: non siamo mica a Napoli, perbacco!
Stupidità e ignoranza; e insieme presunzione e avidità. La presunzione è
quella di stravolgere le regole naturali, nutrendo gli animali in lunghe
catene di montaggio, in sale di tortura, con i residui e le carcasse di
altri animali, troppo simili e troppo estranei, per non sprecare neanche una
stilla, neanche un picogrammo di buon grasso animale, rimodellando,
accelerando i cicli vitali distorcendo, moltiplicando le malattie, in
un'invenzione ambiziosa e senza fine; e finendo per contaminare carne e
latte, suolo e acqua. L'avidità è quella che persegue per guadagno chi ha
inventato questo modello, sempre più spinto e fa le leggi a tale proposito e
abbassa i limiti delle tolleranze. E poi sposta i grassi e i mangimi
prodotti, in giro per il mondo, al punto che saranno i coreani, dall'altra
parte del globo rispetto allo Schlewig-Holstein di partenza, a dire may day
may day. Il racconto delle peripezie affrontate dalle partite di uova alla
diossina e dai blocchi di grassi da mangime immessi nelle filiere produttive
esaltano opportunamente l'industria tedesca e la mobilità dei capitali. E
poi consentono anche il pentimento: non lo faremo più, dicono pollivendoli e
macellai, diossinologi e macinatori di mangimi. Ma lo faranno ancora; e
diranno che è l'unico modo per combattere la fame in Africa e nel mondo.
Diossina über alles Anche l'Italia trema
Fonte: Giorgio Salvetti - il manifesto
Domenica 09 Gennaio 2011 09:19 -
ALLARME DIOSSINA L'Europa teme l'invasione delle uova alla diossina
provenienti dalla
Germania. A rischio anche latte e carne. Chiusi 5000 allevamenti. Russia e
Corea diffidano dei
cibi Ue. Allarme in Gran Bretagna e Olanda. Una partita di uova tedesche
importate anche in
Italia, ma non sarebbero contaminate. La società che ha venduto mangime
tossico sapeva
tutto da mesi
Il ministro Fazio ammette: «èstata importata una limitata quantitàdi uova
tedesche», ma non
sarebbero a rischio
Niente panico. L'Italia ha importato solo una limitata quantitàdi uova dalla
Germania ma
«grazie all'etichettatura èpossibile rintracciarle». Le parole rassicuranti
del ministro della
salute Ferruccio Fazio in realtàdimostrano che nessuno in Europa ètotalmente
immune dal
rischio di trovarsi cibi intossicati nel piatto. Il disastro della diossina
finita nei mangimi per
responsabilitàdell'industria tedesca Harles und Jentsch fa tremare il
continente.
Le autoritàtedesche hanno chiuso 4.700 allevamenti dopo aver scoperto, con
mesi di ritardo,
che i livelli di diossina nei grassi animali erano 78 volte sopra la norma.
Anche ieri nuovi test
hanno confermato la contaminazione in allevamenti del nord. Quasi tutto il
paese ècontagiato.
Uova contaminate sono giunte in Olanda e in Inghilterra dove i supermercati
volontariamente
stanno ritirando i prodotti sospetti. La Corea del sud ha chiuso le
importazioni di carne di
maiale tedesca e la Russia ha chiesto rassicurazione su carni e polli
provenienti dall'Ue. A
rischio infatti non sono solo le uova, ma tutti gli alimenti di origini
animale.
In Italia non èil caso di fare allarmismo, ma l'allarme èaltissimo. «Le
partite di uova che sono
giunte dalla Germania non provengono da allevamenti sospettati», si
èaffrettato a far sapere
Silvio Borrello, direttore generale per la sicurezza degli alimenti del
Ministero della Salute.
Come dire che l'ammissione del ministro Fazio non deve spaventare. Ma il
rischio maggiore
per le tavole degli italiani non viene tanto dalle uova, quanto piuttosto
dai derivati del latte,
come formaggi e latte in polvere, e dalle carni suine. Sono questi infatti i
prodotti che non
richiedono l'indicazione di provenienza sulle etichette e sono quelli
piùimportati. Coldiretti
chiede che non venga persa quest'occasione per estendere l'etichettatura per
tutelare tutti i
prodotti alimentari made in Italy. La Germania èil primo fornitore di latte
dell'Italia con 41
milioni di quintali all'anno. 220 milioni di chili di carne e 3,7 milioni di
chili di maiali da macellare
sono state importate nei primi 9 mesi del 2010.
Per questi prodotti il ministero della Salute punta su un doppio controllo:
all'origine da parte
delle aziende produttrici, e alla fonte tramite verifiche a campione
effettuate da Regioni e Nas.
Il 12 gennaio si terràuna riunione a Bruxelles e il giorno dopo èprevisto un
vertice a Roma. Al
momento, dicono al ministero, «Siamo sereni».
Non tutti peròsi sentono tranquilli. I consumatori del Codacons ad esempio
chiedono di
fermare le importazioni tedesche. Una richiesta di prudenza rilanciata ieri
anche da Ignazio
Marino (Pd) che chiede di «sospendere temporaneamente la vendita di uova,
carne e latte
provenienti dalle zone nelle quali le autoritàtedesche sono intervenute con
norme restrittive».
Si tratta peròdi un provvedimento difficile da mettere in pratica nel
mercato comune Ue che
non ammette messe al bando di prodotti di paesi membri. E' vero che dopo la
«mucca pazza»
l'Ue ha attivato un piùefficiente sistema di allerta e controllo. Ed èvero
anche che il sistema
alimentare italiano èpiùrigoroso rispetto a quelli del nord Europa. Resta il
fatto peròche
l'industria Harles und Jentsch ha potuto produrre insieme olii industriali e
olii per mangimi. Giàa marzo era in possesso di test sulla contaminazione ma
ha fatto finta di non sapere e le
auotiritàl'hanno scoperto solo a dicembre. Ora la societàèsospettata di
frode. Ha venduto olii
industriali spacciandoli per grassi per mangimi perché costano il doppio.
Non è lontano il caso analogo dei polli alla diossina del Belgio. E simili
allarmi sono ormai
endemici nel sistema di produzione industriale del cibo. Il punto più debole
come sempre sono i
mangimi dove è più facile aggirare il controllo e il diritto di scelta dei
consumatori.
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Ritorno al nucleare e acqua pubblica: la consulta approva i referendum
pubblicato: mercoledì 12 gennaio 2011 da Marina
Pronti a votare per il ritorno o meno del nucleare? E per le norme sull’acqua pubblica? La Corte Costituzionale ha votato ammissibili i seguenti referendum:
n. 153 Reg. Ref. (richiesta di referendum n. 5) “Nuove centrali per la produzione di energia nucleare. Abrogazione parziale di norme”: ammissibile
n. 149 Reg. Ref. (richiesta di referendum n. 1) “Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica. Abrogazione”: ammissibile
n. 151 Reg. Ref. (richiesta di referendum n. 3) “Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito. Abrogazione parziale di norma”:ammissibile
e infine quello che politicamente più infiammerà lo scenario attuale e relativo al legittimo impedimento:
n. 154 Reg. Ref. (richiesta di referendum n. 6) “Abrogazione della legge 7 aprile 2010, n.51 in materia di legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri a comparire in udienza penale”:ammissibile
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Approvati, dunque in referendum proposti dal comitato acquabenecomune che commenta così:
La corte costituzionale ha valutato i quesiti presentati per la ripubblicizzazione dell’acqua approvandone 2 su 3. Nello specifico quello contro la privatizzazione della gestione contenuta nel decreto Ronchi e quello sul profitto garantito sulla gestione del servizio Idrico. Nonostante il secondo quesito non sia stato ammesso, l’impianto alla base della nostra battaglia referendaria rimane intatto nella sua volontà di tutelare l’acqua come bene comune e la sua gestione pubblica.
Rispetto al referendum sul ritorno al nucleare voluto dall’Idv di Di Pietro il Forum nucleare italiano si limita a riportare la notizia senza specificare di che tipo di referendum si tratti.
Si voetrà per la legge che ha reintrodotto il ritorno al nucleare. Spiega Alfiero Grandi del comitato Si alle energie rinnovabili No al nucleare:
Occorre unità contro il tentativo di reintrodurre il nucleare in Italia e per aprire la strada ad un forte rilancio del risparmio energetico e per le energie da fonti rinnovabili come del resto propone la legge di iniziativa popolare che il nostro Comitato ha già depositato alla Camera dei deputati con il sostegno di 110.000 firme. Deve essere fermata anche la costosa e insinuante campagna elettorale anticipata di parte che hanno promosso Enel ed altre aziende con spot televisivi e spazi sui giornali, con il beneplacito del Governo.
Riferisce Leggo:
Fermare l’atomo, eliminando la possibilità di realizzare «nel territorio nazionale impianti di produzione di energia nucleare». Questo, in sintesi, è quello che si chiede nel quesito referendario proposto dall’Idv per abrogare alcune parti della legge 99 del 2009 (’Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonchè in materia di energià), che ha riaperto la strada al nucleare nel nostro Paese. Il Referendum, rispondendo ’sì, negherebbe l’eventualità di «localizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di impianti di fabbricazione del combustibile nucleare», cancellando dal testo (all’art. 25, comma 1) anche «decreti» e «procedure autorizzative». Molte sono poi le parti che il quesito propone di abrogare (a cavallo anche tra leggi diverse concernenti il nucleare). Stop anche ad Agenzia per la sicurezza nucleare e a campagna informativa: il quesito referendario ‘taglià il testo della legge (art. 25, comma 2, lettera q) quando parla di «opportuna campagna di informazione alla popolazione italiana sull’energia nucleare», con riferimento a «sicurezza» e a «economicità». C’è spazio anche per la cosiddetta legge 31 (un dlgs del 15 febbraio 2010) in relazione alle «strutture per lo stoccaggio del combustibile irraggiato», dei «rifiuti radioattivi», con l’eliminazione della «Strategia nucleare» come «parte integrante della strategia energetica nazionale».
La campagna elettorale è partita ufficialmente, si voetrà entro il 15 giugno 2011
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L'attore Moni Ovadia in favore dell'acqua pubblica
pubblicato: mercoledì 12 gennaio 2011 da Peppe Croce
Tra due giorni, a Palermo, si riunirà il Forum regionale per l’acqua bene comune che sta promuovendo una legge regionale in favore della ripubblicizzazione dell’acqua. Legge per la quale ha già raccolto decine di migliaia di firme.
Alla riunione del forum parteciperanno enti locali, sindacati e associazioni ambientaliste contrarie alla privatizzazione. Molte sono le manifestazioni di solidarietà da parte di personalità del mondo della cultura nei confronti del movimento, siciliano e non solo, per l’acqua pubblica.
Una di queste è quella dell’attore Moni Ovadia, che ha inviato un video messaggio che noi vi facciamo vedere in anteprima
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