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| .: Recensioni :. |
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GRAZIE A TUTTI VOI! Abbiamo raccolto 1294 firme per presentare la nostra lista per la provincia di Savona alle elezioni regionali . E' stata davvero dura ma grazie all'entusiasmo di tanti ce l'abbiamo fatta. GRAZIE a tutti voi continueremo a batterci per la pace, l'ambiente ed i diritti di tutti.
Non è un compito da poco. |
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From: Greenreport
To: Rete Nazionale Rifiuti Zero
Sent: Friday, March 05, 2010 5:23 PM
Subject: [Rete NoInc] Abolizione degli Ato
Verso l'abolizione degli Ato, la Toscana pronta a impugnare la legge
Lucia Venturi
Come è ormai tradizione, il governo ieri ha presentato un maxiemendamento sostitutivo del decreto legislativo varato il 13 gennaio scorso dal Consiglio dei ministri in merito agli «interventi urgenti per il contenimento delle spese negli enti locali» e ha posto la fiducia per la sua approvazione.
Così ieri ha portato a casa la sua ventinovesima fiducia in meno di due anni, votata con 305 voti a favore e 245 contrari. Il voto sull'intero provvedimento è fissato per martedì 9 marzo e dopodiché il testo passerà al Senato.
Si tratta quindi del primo passaggio, ma i tempi stringono dato che i termini per la conversione in legge scadono il 27 marzo, e se al Senato il decreto così trasformato ottenesse il via libera definitivo, entro un anno ci troveremo senza gli Ambiti territoriali ottimali per la gestione dei rifiuti e dei servizi idrici.
Grazie ad un emendamento voluto dalla Lega e inserito nel pacchetto dei correttivi approvato dalle commissioni affari costituzionali e bilancio della camera e mantenuto nel maxiemendamento approvato ieri. Sempre nel maxiemendamento viene anticipato al 2010 il taglio del 25% degli assessori comunali e provinciali, mentre resta ferma al 2011 quello del 20% ai consiglieri di comuni e province. Sarà sempre al 2011 che dovranno scomparire i difensori civici comunali, le circoscrizioni nelle città con meno di 250mila abitanti, i direttori generali dei municipi con meno di 100mila abitanti, i consorzi tra enti locali, fatti salvi i bacini imbriferi montani e le autorità di ambito territoriale.
In compenso si allentano i vincoli del patto di stabilità per gli enti locali, e si aiuta Roma a risolvere il problema dei debiti pregressi che le impedivano di ritornare ad una gestione ordinaria. Se il decreto così rivisto dovesse essere convertito, si porrebbe quindi il tema di come gestire le attività in corso da parte degli Ato, ovvero le gare per l'affidamento del gestore dei servizi, che in alcuni casi sono in fase avanzata e in altri prossime ad essere bandite.
«Siamo al caos- ha detto Raffaella Mariani, capogruppo Pd in commissione Ambiente della Camera, perché «nell'attesa che ora le regioni legiferino per la nuova organizzazione, c'è un vuoto normativo: chi farà le gare? Chi tutelerà gli enti locali?». Perché è vero che ieri era solo il primo passaggio ma anche dal Senato ci si aspetta che ci sia l'approvazione, dati i tempi ristretti per la conversione in legge.
La regione Toscana già si attrezza per impugnare il provvedimento perché come aveva già sottolineato alla notizia dell'introduzione dell'emendamento di soppressione degli Ato, l'assessore all'ambiente Anna Rita Bramerini «questa decisione mette a repentaglio la riforma introdotta dalla legge regionale 61, che riorganizza la gestione del ciclo dei rifiuti. In Toscana gli Ato, già ridotti da 10 a 3, stanno lavorando per indire le gare per il gestore unico, gare che verrebbero bloccate. Inoltre il provvedimento costituirebbe una vera lesione dell'autonomia dei Comuni».
L'autorità e i ruoli ad oggi in capo agli Ato passerebbero infatti alle province (gli stessi enti che, in campagna elettorale, il premier Silvio Berlusconi dichiarava di voler sopprimere) togliendo ogni autorità ai comuni che costituiscono le attuali autorità d'ambito.
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are amiche e amici, vi comincio ad inviare la prima bozza della mia pubblicità elettorale così se avete suggerimenti me li fate sapere.
L’alleanza dei Verdi con le liste civiche di Mariano Turigliatto,. consigliere regionale uscente e già sindaco di Grugliasco, è andata in porto e anche altri verdi che si erano allontanati hanno aderito al nuovo percorso verso la Costituente ecologista.
Le elezioni regionali possono essere una tappa di riaggregazione se ci aiutate.
Sul mio blog (www.lauracima.it) e su facebook (www.facebook.com/profile.php?sid=121cb655ef851e22b55d49d124a5a71a&id=1063844690&hiq=laura%2Ccima&ref=search) trovate i miei profili.
Ho aderito al Gruppo delle Cinque Terre dall’inizio e contribuisco a implementare l’interessante portale che ha anche una sezione dedicata all’ecofemminismo.
Le mie battaglie per l’ambiente e l’affermazione dei diritti, a cominciare da quelli delle donne, le conoscete già.
Sul “santino” ho riassunto i nodi politici che oggi mi sembrano fondamentali e su cui mi sto già impegnando. Naturalmente restano fuori per ragione di spazio altri temi fondamentali come i diritti degli animali, il contrasto a tutte le violenze e le guerre,la difesa della nostra costituzione oggi in pericolo, il rafforzamento dell’Europa, la difesa della biodiversità, e tutti i temi che ho affrontato nella mia vita politica e istituzionale.
Se mi aiutate a far sapere a tutti quelli che conoscete che sono candidata, che lavoro nella direzione della costituente ecologista che riunisca tutti sul modello di Europe écologie di Cohn Bendit ve ne sarò grata. Se poi avete interesse di far parte del mio comitato elettorale vi prego di contattarmi sulla mia mail.
Grazie
Laura Cima
PS Poiché l’indirizzario che sto usando è quello di quattro anni fa, quando ero ancora parlamentare verde e in Italia c’è una forte mobilità politica, mi scuso con chi riceverà questa mail senza averne alcun interesse. Se così fosse vi prego di farmelo sapere così vi cancello dalla mailing list.
Se invece vi fa piacere risentirmi e volete aiutarmi, potete farlo anche se non vivete in Piemonte, facendo girare le informazioni tra chi conoscete qui
ti ricordo il mio blog: http://www.lauracima.it
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Un pensiero condiviso dell’ Accademia Apuana di Pace, apparso nel suo ultimo numero
Il falso e il vero Gandhi
Viene da troppo tempo spacciata un'immaginetta caricaturale di Gandhi come di una personcina che esorta alle buone maniere ed al garbato eloquio, alla pubblica quiete e al tirare a campare, al rassegnato sottomettersi alla violenza del potere, alla cieca complicità col disordine costituito. Ed è il più ignobile dei tradimenti.
Gandhi era invece un combattente, la nonviolenza è lotta, la lotta la più nitida e la più intransigente contro tutte le violenze, le menzogne, le oppressioni. Gandhi combatteva la viltà quanto la violenza, e chiamava a lottare, a lottare assumendo su di sé la sofferenza tutta della lotta.
Coloro che oggi in Italia pretendono di richiamarsi a Gandhi ed assistono inerti e quindi complici al colpo di stato razzista, alla guerra illegale, al governo dei nazisti e dei mafiosi, ebbene, costoro non sanno quel che si dicono, ed il loro falso Gandhi è l'infame contraffazione, l'abominevole rovesciamento del Gandhi autentico.
La nonviolenza è lotta o non è nulla.
È l'ora dell'insurrezione nonviolenta contro il razzismo e contro la guerra.
Solo la nonviolenza può salvare l'umanità.
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2 marzo 2010 ] Clima
Intanto si investe nelle foreste indonesiane
Australia: accordo sul clima tra Laburisti e Verdi?
LIVORNO. Il primo ministro laburista australiano Kevin Rudd sembra tentato dalla possibilità di un accordo sul clima con i Greens, che chiedono un "interim carbon price", per superare lo stallo al Senato che, a causa dell'ostruzionismo dell'opposizione conservatrice liberale, gli impedisce di approvare un sistema di scambio delle emissioni (Ets - emissions trading scheme). Rudd si butterebbe quindi a "sinistra" alzando la posta, magari per andare davvero ad ottobre ad elezioni anticipate che potrebbero dare un duro colpo all'opposizione liberale ed anche attirare nuovi elettori ed allargare la coalizione a sinistra. Intanto, secondo quanto scrive The Australian «Continuano i colloqui fra il ministro per il cambiamento climatico Penny Wong a la verde Christine Milne».
Anche il consigliere del premier australiano per il cambiamento climatico, Ross Garnaut, ha nuovamente invitato il governo a prendere in considerazione un "interim carbon price" come primo passo verso l'Ets. Rudd ha detto all'Abc Tv: «Questo nostro disegno di legge per il Carbon Pollution Reduction Scheme è ora al Senato, dove Penny Wong ed altri stanno lavorando con i Verdi per vedere cosa si può fare. Non è ancora finita. E vedremo quale iniziativa emergerà dal Senato».
Per garantirsi la maggioranza necessaria in senato il governo australiano ha bisogno, oltre ai 5 voti dei Verdi, anche di altri due voti, che potrebbero venire dall'indipendente Nick Xenophon e da un liberale dissidente. Rudd ha confermato di voler portare a termine il suo mandato, ma i laburisti sono sempre più tentati dall'occasione di sfruttare le due "finestre" ancora disponibili per andare ad elezioni anticipate se il Senato non approverà l'Ets e la modifica della legge sanitaria.
Intanto, l'Australia ha deciso di investire 30 milioni dollari per proteggere le foreste dell'isola indonesiana di Sumatra e per combattere il cambiamento climatico. I finanziamenti verranno dati alle popolazioni locali come incentivi per salvaguardare le foreste. La Wong ha spiegato che «Il progetto serve a proteggere gli alberi sui suoli minerari della provincia di Jambi, ed arriva dopo la riuscita di un progetto già esistente per la salvaguardia delle foreste di palude nel Kalimantan centrale (il Borneo indonesiano, ndr)»
L'investimento in Indonesia punta all'acquisto di quote di emissioni all'estero per ridurre lo sforzo necessario all'Australia per arrivare a rispettare i suoi impegni interni, inoltre i progetti fanno parte di quei finanziamenti che i Paesi sviluppati si sono impegnati a Copenhagen a concedere ai Paesi poveri per affrontare i cambiamenti climatici.
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"Di fronte all'intervento del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, dopo uno sciopero della fame durato 34 giorni ho deciso di sospendere la mia protesta. Lo faccio per la sensibilità dimostrata dal presidente della Repubblica e per l'affetto dimostratomi da tanti cittadini". Lo dichiara il presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli ricoverato da ieri alla cli ica Sant'Anna di Pomezi in seguito a complicazioni per il digiuno cominciato lo scorso 28 gennaio.
"Non posso nascondere che ho vissuto questi 34 giorni in una grande solitudine politica ma con grande calore da parte dei cittadini - aggiunge il leader del Sole che ride -. Preciso che sia io che i Verdi italiani abbiamo protestato per un problema che riguarda le basi della democrazia nel nostro paese: non può esserci infatti democrazia se non c'è un'informasione libera.
Libera di trattare temi che riguardano la salute e la vita dei cittadini".
"L'occultamento - aggiunge il leader ecologista - dei dati epidemiologici e delle vittime sullo smog, il dissesto idrogelogico che uccide, la mancanza.
Di una discussione seria su come mettere in sicurezza il nostro territorio e l'assenza di contraddittorio rispetto al nucleare sono tutti sintomi di un sistema informativo che ignora le priorità del paese".
"La nostra battaglia per un'informazione realmente libera e demoratica continuerà nel paese con tutti gli strumenti non violenti che abbiamo a disposizione -conclude Bonelli -. Ringrazio tutte le persone e le associazioni che mi sono state vicine e - ripeto - le parole del presidente Napolitano, che mi hanno convinto a sospendere la protesta".
Roma, 2 Marzo 2010
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Comunicato stampa
Cristina Morelli (Verdi): “Solidarietà con Angelo Bonelli e invito a sospendere lo sciopero della fame dopo 33 giorni
“Personalmente e a nome dei Verdi liguri, confermo la totale solidarietà con Angelo Bonelli e con le motivazioni dello sciopero della fame, “dichiara Cristina Morelli, Presidente di Verdi Liguria e Responsabile Diritti dei Verdi. “Da 33 giorni il presidente nazionale dei Verdi, Angelo Bonelli, sta attuando uno sciopero della fame per denunciare la scomparsa dei grandi temi ambientali dai mass media e il quasi totale oscuramento nei confronti dei Verdi e degli ecologisti. Tutti i Verdi e gli ecologisti italiani sono stati in queste settimane pienamente solidali con l'azione nonviolenta di Bonelli e in alcune regioni italiane si stanno attuando da settimane scioperi della fame a staffetta in segno di partecipazione a questa dura e rischiosa iniziativa.
“Oggi si sono verificati due fatti di grande rilevanza. Angelo Bonelli è stato ricoverato d'urgenza in ospedale, dopo aver perso 15 chili e trovandosi ora a rischio per la sua salute e il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha reso nota una dichiarazione, con la quale, dopo aver "confermato la sua attenzione allo sciopero della fame" di Bonelli ed aver richiamato "al pieno rispetto del principio del pluralismo nella comunicazione politica", si è rivolto allo stesso Bonelli auspicando che "non prosegua in una così estrema forma di protesta".
“Mi associo anche al così autorevole invito del Presidente Napolitano, affinchè Bonelli non metta ulteriormente a rischio la propria salute e integrità personale e decida quindi di interrompere lo sciopero della fame, continuando con altri mezzi, insieme a tutti noi, la sua battaglia nonviolenta per la democrazia, il pluralismo e la libertà di informazione”.
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Verdi riammessi alla competizione elettorale in provincia di La Spezia
Cristina Morelli: “Accettato il ricorso, ora andiamo avanti”
I Verdi sono stati riammessi in provincia di La Spezia e sono quindi di nuovo in corsa per le elezioni regionale 2010. Ad annunciarlo è la Presidente dei Verdi in Liguria e Consigliere Regionale Cristina Morelli: “La motivazione per la quale eravamo stati esclusi dall'ufficio circoscrizionale di Spezia è stata ritenuta infondata dall'ufficio centrale di Genova”, spiega Cristina Morelli. “Siamo contenti che sia stata fatta giustizia, proprio perché questa decisione era stata presa, secondo noi, con un'estrema leggerezza. Siamo sempre stati convinti che la ragione era dalla nostra parte. A conferma di ciò la sentenza di poche ore fa che vede il nostro ricorso immediatamente accolto da parte dell'ufficio elettorale di Genova”.
"Questo “incidente di percorso” non può che costituire una nuova spinta per la campagna elettorale dei nostri 4 candidati ambientalisti, Mauro Maggiani, Mario Spada, Andrea Forgione e Francesco Ginocchio"
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NUCLEARE: BONELLI (VERDI) A URSO, GOVERNO RENDA NOTI SITI PRIMA DI REGIONALI
COMUNICATO STAMPA
NUCLEARE: BONELLI (VERDI), GOVERNO RENDA NOTI SITI PRIMA DI REGIONALI
QUESTO E' UNICO MODO PER SAPERE COME LA PENSANO I CITTADINI
MA NON SUCCEDERA' PERCHÉ CENTRODESTRA TEME BOOMERANG ELETTORALE
"Il viceministro Urso vorrebbe dei referendum consultivi nelle regioni per
sapere cosa pensano i cittadini delle centrali nucleari? Bene allora il
governo renda nota la lista dei siti dove intende costruire le centrali
prima delle elezioni regionali, in modo che i cittadini possano essere
informati ed esprimere la propria volontà attraverso il voto. Se questo non
dovesse avvenire saremmo di fronte ad una vera e propria truffa". Lo
dichiara il Presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli oggi al trentesimo
giorno di sciopero della fame contro l'espulsione delle tematiche ambientali
dal circuito informativo.
"Ma sono sicuro che il governo non renderà pubblica la lista dei siti, che è
nella cassaforte del ministero dello Sviluppo ed in quella dell'Enel perché
teme un boomerang alle prossime elezioni regionali - spiega Bonelli -. Noi
Verdi abbiamo da tempo reso nota la lista delle località dove verranno
costruite le centrali nucleari: Enel-Edf hanno identificato come siti
potenziali per i reattori: Monfalcone (Friuli Venezia Giulia), Chioggia
(Venezia), Caorso (Emilia Romagna), Fossano e Trino (Piemonte), Scarlino
(Toscana), San Benedetto del Tronto (Marche ), Montalto di Castro e Latina
(Lazio), Termoli (Molise), Mola di Bari (Puglia) o sito tra Nardò e
Manduria, Scanzano Ionico (Basilicata), Oristano (Sardegna), Palma (Sicilia)
- conclude Bonelli -. Noi Verdi italiani attraverso la collaborazione con
gli ecologisti francesi continuiamo la nostra operazione verità, perché i
cittadini hanno il diritto di sapere prima delle elezioni dove verranno
realizzate le centrali nucleari in Italia".
"Se il governo vuole informare i cittadini sul nucleare cominci col dire
che ogni singola centrale costerà circa il doppio di quanto dichiara il
governo: non 4,5 miliardi di euro di cui parla Urso ma di 8-9 miliardi di
euro per ogni impianto, preventivo realizzato da Areva per il governo
canadese per un singolo reattore Epr come quelli che si vogliono costruire
in Italia - conclude Bonelli -. Questo significa che realizzare le centrali
volute dal governo Berlusconi costerà oltre 34 miliardi di euro".
Roma, 26 Febbraio 2010
UFFICIO STAMPA
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attenti alle bollette nei prossimi anni!
DEPURATORE INGAUNO UNA SCELTA GIUSTA
MA SBAGLIATA E COSTOSA NELLA SUA ATTUAZIONE
Sono 30 anni che i cittadini del ponente savonese lo attendono per migliorare la qualità del loro mare
e della loro stessa vita.
È probabilmente, sotto il profilo tecnico, il più tecnologicamente avanzato che si potesse proporre. ma sotto il profilo economico e finanziario sarà un disastro!!!
• Sarà costruito e gestito per i prossimi 30 anni da una società nella quale il soggetto
privato avrà lʼ80% delle quote societarie e il pubblico il 20%.
• I costi, decine di milioni di euro (circa 140), saranno interamente addebitati ai
cittadini che pagheranno TUTTO sulle loro bollette cosa che inciderà pesantemente
sui bilanci delle famiglie.
• La scelta di farlo sotto terra, non per la salvaguardia del paesaggio ma per costruirci
sopra capannoni, alza i costi di svariati milioni di euro.
Come Comitato sosteniamo, da sempre, che questa importante struttura andava costruita in forma
ASSOLUTAMENTE PUBBLICA, risparmiando così i costi del profitto del soggetto privato, certo
avremmo pagato sempre tutti noi ma in forma PIÙ GIUSTA ed EQUA con la fiscalità generale, cioè le
nostre tasse.
La scelta del privato costituirà un GROSSO PROBLEMA per il futuro gestore del Servizio Idrico
della nostra provincia, chiunque esso sarà, mettendo a rischio tutte le lotte per la difesa della
GESTIONE PUBBLICA DELLʼACQUA.
L’acqua è vita perché regalarla al profitto privato?
COMITATO TERRITORIALE SAVONESE PER IL CONTRATTO MONDIALE SULLʼACQUA Via Concordia, 8 - Ceriale (SV)
Ciclinpropviaconcordia8cerialesv
COMITATO TERRITORIALE SAVONESE PER IL CONTRATTO MONDIALE SULLʼACQUA
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I VERDI DI SAVONA HANNO ADERITO AL COMITATO PER SCIOPERO DEGLI IMMIGRATI DEL 1 MARZO 2010 .
SEMPRE DALLA PARTE DEGLI ULTIMI PER I DIRITTI DI TUTTI, UMANI E NON UMANI
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Spanò: “Subito test antidroga e test alcol per i cacciatori”
Cristina Morelli: “54 morti e 86 feriti il bilancio dell'ultima stagione di caccia. Dal 1 settembre 2009 ad oggi i morti sono già 42, 69 i feriti”
“Il bilancio dell'ultima stagione di caccia è di 54 morti e 86 feriti, provocati da un uso non attento delle armi da fuoco”, dichiara Cristina Morelli, consigliere regionale in Liguria e responsabile Diritti dei Verdi. “Dal 1 settembre 2009, giorno dell'inizio della stagione venatoria, il bilancio è già di 42 morti e 69 feriti”.
“Un bilancio tragico che ci porta a sostenere come l'uso delle armi da fuoco debba essere attentamente controllato. Purtroppo sappiamo come il business delle armi da fuoco sia un affare d'oro. La produzione complessiva di armi lunghe, fucili da caccia, da tiro e da precisione, corte e “repliche” a salve nel nostro Paese ha toccato nel 2008 gli 819mila pezzi”
“Pensiamo che chiunque disponga di un'arma da fuoco, compresi i cacciatori, debba essere attentamente monitorato”, dichiara Angelo Spanò, consigliere provinciale dei Verdi.
“Ricordiamo che nel 2009 l'Exa, la mostra internazionale delle armi sportive, security e outdoor, ha ricevuto addirittura il patrocinio del Ministero dell'Interno: un favore alla lobby armiera, impegnata in Parlamento – per bocca del senatore Pdl Franco Orsi – alla promozione di un ddl per “liberalizzare” la caccia selvaggia”.
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da greenreport.it
15/04/2009
Vivere con cura di M.Correggia
Contro i rumori di inquinamento
RIETI. "Quel magico suono / che chiamiamo silenzio" recita un verso
del poeta e attivista Marco Cinque. Magico e sempre più raro. Al pari
dell'inquinamento luminoso che ci perseguita anche le notti,
l'inquinamento acustico da motori è fonte documentata di stress,
disturbi del sonno e malessere (fino a patologie cardiache), e spia di
un inquinamento più generale: atmosferico e climatico. A secondo di
dove si vive, è possibile che si sperimenti il silenzio per poche ore
al giorno o anche meno. A notte fonda. Siamo in numerosa compagnia
perché perfino negli oceani non c'è più quiete e i mammiferi marini
perdono l'orientamento. Ma mal comune non è mezzo gaudio.
In Gran Bretagna - dove è stato calcolato che mezzo milione di
persone nel 2006 abbiano cambiato casa per via dell'inquinamento
acustico - è stata elaborata una guida per resistere o reagire, a
seconda dei casi, ai rumori. Che suggerisce di "cambiare la percezione"
con l'ipnoterapia che aiuta a ridurre lo stress in caso di rumore a
bassa frequenza ma continui come il traffico non vicinissimo o il
ronzìo dei generatori elettrici; di rilassarsi con apposite tecniche
(ad esempio ripetendo "pace" e respirando profondamente); di mettere
spessi doppi vetri contro il traffico stradale; di ispessire i muri o
mettersi le cuffie in caso di vicini caotici. Del resto a Copenhagen in
Danimarca è stato deciso di sottoporre tutte le scuole e uffici a
interventi mirati affinché il livello del rumore ambientale rimanga al
di sotto dei 55 decibel. Per esempio abbassando i limiti di velocità
nelle strade circostanti, regolando il traffico e adottando nuove
coperture stradali più silenziose.
E che possiamo fare noi? Anzitutto non procuriamoci ulteriori rumori
ad esempio indossando le cuffiette dell'Ipod per molto tempo (ormai è
un fenomeno di massa che non conosce più barriere di età, ma
attenzione. Oltre al consumo di pile - ricaricabili? - c'è il rischio
di diventare 'sordastri. non proprio sordi, ma ipoudenti. Non finisce
qui. I podoni, cioè i pedoni con l'Ipod, si beccano oltre la metà dei
piccoli incidenti cittadini: "Non sentono le auto arrivare" spiega il
Daily Telegraph.
Anche una casa troppo piena di elettrodomestici è rumorosa, ronzante.
Evviva qualche manodomestico anche a costo di perdere qualche secondo
per spremere l'arancia, grattugiare, tagliuzzare.
Ma, oltre a difenderci psicologicamente e a non farci del male da
soli, possiamo cercare di attaccare e intaccare le cause esterne dei
rumori. Tanto più che i più antipatici, persistenti e diffusi sono
quelli dei motori accesi, e opporvisi significa darsi da fare contro il
caos climatico da carburanti e combustibili fossili!
Ma molti rumori vengono da fuori. Alcuni richiedono una mobilitazione
collettiva, altri individuale. Traffico aereo: non per niente i
residenti in aree 'offese' dal suono degli aerei in partenza, in arrivo
o in volo sono i primi a mobilitarsi (spesso invano) per ridurre il
traffico aereo, uno dei grandi responsabili, oltretutto, delle
emissioni di gas serra. Un'azione individuale, è ovvio, non serve.
Occorre aderire a un comitato, o formarne uno.
Quanto al traffico stradale che assilla tante persone non solo in
città (provate ad abitare in campagna vicino a una strada statale o in
un rumoroso paese.), ci si può ovviamente mobilitare con le
associazioni ambientaliste per la riduzione del traffico stesso (zone a
traffico limitato, incoraggiamento dei mezzi pubblici).
Ma un'azione diretta e anche individuale sì, ci può essere: contro
l'inciviltà dei motorini, delle moto e delle vespe a silenziatore
alterato, una 'scelta' che spesso si accompagna ad altri comportamenti
vergognosi, come le sgommate sui marciapiedi, la frequentazione delle
corsie preferenziali riservcate a bus e taxi, l'insufficienza delle
luci notturne, la mancanza di casco.
Inoltre un motorino " truccato" inquina molto di più di moto e
automobili a posto. La situazione delle "due ruote" soprattutto
nell´Italia meridionale tempo fa ha attirato l´attenzione
dell´Università di Londra che, in collaborazione con le ASL di Napoli e
l´Istituto Motori del CNR ne ha trovate delle belle: in una zona di
Napoli a traffico ristretto (!) transitavano più di 400 motorini ogni
ora producendo picchi di rumore che superavano ampiamente i 100
decibel.
Smarmittare il mezzo per farlo guadagnare in velocità è vietato dal
codice della strada e quindi dovrebbe dar luogo a multe sonore e
sequestri dei mezzi. Purtroppo troppo spesso i vigili sono tolleranti e
permettono che un pugno di motorette pestifere distrugga le orecchie di
migliaia di persone. A volte rispondono di essere sotto organico e
suggeriscono di chiamare i carabinieri. Certo, se togliessero la
patente a chi causa inquinamento sonoro, nel giro di sei mesi nessuno
userebbe più il clacson e i motorini smarmittati. Ma se in una data
strada molte delle vittime residenti si impegnano a chiamare i vigili e
i carabinieri ogni volta che passa uno smarmittato (spesso fanno gli
stessi tragitti), e ad assicurarsi che le forze dell'ordine (e della
quiete) intervengano a far rispettare la legge (al limite potrebbero
essere denunciati per omissione di atti d'ufficio), alla lunga
servirà.
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Sottoscrivi l’appello qui http://www.siem- online.it/ appelli/appellom usicaneilicei201 0.html
Al Presidente della Repubblica Italiana
On. Giorgio Napolitano
Oggetto: Nuovi Licei, una formazione generale senza musica.
Preg.mo Onorevole Presidente,
in base a quanto reso noto da fonti istituzionali del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca in materia di "riordino dei Licei" e, in generale, del segmento formativo della scuola secondaria di secondo grado, è con grande disagio che dobbiamo prendere atto della scelta operata dal Governo di marginalizzare la cultura e l'espressione musicale, il cui ambito disciplinare risulta totalmente espunto dal profilo formativo finale degli studenti del sistema liceale. Tale scelta sembra non recepire le raccomandazioni del Consiglio dell'Unione Europea (peraltro richiamate nei " Risultati di apprendimento comuni a tutti i percorsi liceali") che indicano chiaramente tra le competenze chiave la
"Consapevolezza dell’importanza dell’espressione creativa di idee, esperienze ed emozioni in un’ampia varietà di mezzi di comunicazione, compresi la musica, le arti dello spettacolo, la letteratura e le arti visive."
La presenza delle arti, e in primo luogo della musica, nel tessuto delle opportunità formative, rientra dunque a pieno titolo tra le competenze strategiche che la scuola deve offrire a tutti: soprattutto nella fascia d'età dell'obbligo scolastico e in particolare in quella adolescenziale. Il raggiungimento di tali competenze non può essere demandato in toto alle opzioni facoltative, pur importanti, riconosciute all'autonomia delle singole istituzioni scolastiche (che hanno peraltro dimostrato grande sensibilità verso l'enorme "domanda di musica" testimoniata dai dati rilevati dallo stesso MIUR nell'indagine Musica e Scuola - Rapporto 2008, pubblicata nel n° 132 degli Annali della PI). Tale offerta dovrebbe invece rispondere a una pianificazione organica del diritto di accesso alla conoscenza riconosciuto ad ogni singolo individuo. Nel caso della fascia liceale questa latitanza appare particolarmente grave considerata l'importanza della musica, nell'età dell'adolescenza quale fattore identitario, di coesione/integrazio ne sociale, di sviluppo della sensibilità estetica, di educazione e controllo consapevole delle emozioni e degli affetti e in quanto chiave d'accesso alla libera espressione tramite le arti sancita anche quale principio fondamentale dalla nostra Costituzione (art. 33).
L'assenza delle discipline musicali in alcuni settori chiave ha inoltre, più nello specifico, gravi ripercussioni:
a. in campo psicopedagogico, in quanto risulta gravissima l'assenza dello sviluppo di competenze musicali pratico/teoriche nel Liceo delle Scienze umane, ossia nella formazione anche dei futuri educatori nelle Scuole dell'infanzia e Primaria; troppo ridotta la destinazione di sole 66 ore di Educazione musicale (limitatamente alla seconda annualità) nei percorsi professionali a indirizzo Servizi socio sanitari;
b. in campo tecnologico, dove risulta inspiegabile la totale assenza di discipline musicali nel piano di studi del Liceo artistico ad indirizzo "audiovisivo".
In questo quadro, si riconosce quale dato positivo l'avvio degli istituendi Licei musicali e coreutici, i quali tuttavia sembrano non risolvere alcune problematiche di fondo connesse alle peculiarità degli studi musicali in vista anche della loro prosecuzione in possibili differenziati sbocchi professionali. In particolare si evidenziano limiti quantitativi (con il tetto posto di 40 sezioni musicali e 10 coreutiche a livello nazionale, in contrasto anche con le competenze di pianificazione spettanti alle Regioni) e qualitativi, con la scelta di subordinarne l'avvio in regime di convenzione con i Conservatori senza prevedere (come avviene da anni in altri Paesi delle UE) un'articolazione in sotto indirizzi con profili formativi in uscita rispondenti all'attuale mercato del musicale nelle sue varie applicazioni (oltre a quello esecutivo/interpret ativo, nei campi compositivo, tecnologico, musicologico sistematico, socio-psicopedagogi co, terapeutico ecc.). Va infine segnalata la scarsa attenzione posta in detti Licei agli aspetti interdisciplinari, alle necessarie interconnessioni tra le arti (in particolare tra quelle performative, che vedono tra l'altro inspiegabilmente escluso il teatro tra le opportunità formative) e, non per ultimo, allo sviluppo della creatività quale fondamentale motore di crescita e di sviluppo.
Gentile Presidente, ci appelliamo alla Sua sensibilità artistico-musicale (che abbiamo avuto modo di apprezzare anche nel Suo discorso di fine anno) affinché, per quanto nei Suoi poteri, possano essere riconsiderate alcune delle scelte sopra richiamate.
Lo chiediamo per il futuro economico del Paese e, soprattutto, per la crescita civica e critica di tutti i cittadini della Repubblica di cui Ella è massimo autorevole garante.
Associazioni aderenti al Forum per l'educazione musicale
SIEM - Società Italiana per l'Educazione Musicale - www.siem-online. it
AIdSM - Associazione Italiana delle Scuole di Musica www.aidsm.it
AIKEM - Associazione Italiana Kodály per l'Educazione Musicale - www.aikem.it
AIJD - Associazione Italiana Jaques-Dalcroze - www.dalcroze. it
CDM Onlus - Centro Didattico Musicale www.centrodidattico musicale. it
CSMDB - Centro Studi musicali e sociali Maurizio Di Benedetto – www.csmdb.it | MUSICHERIA.net - www.musicheria. net
COMUSICA - Coordinamento dell'Orientamento Musicale - www.comusica. name
DDM-GO - Docenti Didattica della Msuica - Gruppo Operativo - www.geocities. com/ddm_go
FIM - Federazione Italiana Musicoterapeuti
OSI – Orff-Schulwerk Italiano - www.orffitaliano. it
SPM Donna Olimpia - Scuola Popolare di Musica Donna Olimpia - www.donnaolimpia. it
SPMT - Scuola Popolare di Musica di Testaccio - www.scuolamusicates taccio.it
CAM –Centro Attività Musicali Aureliano
Cantamusica (APS)
Altre associazioni aderenti
Coordinamento per il Diritto alla Musica
Federazione CEMAT (Centri Musicali Attrezzati) - Ente di Promozione della Musica Contemporanea Italiana - www.cematitalia. it
IASPM Italiana - The International Association for the Study of Popular Music - www.iaspmitalia. net
Scatola Sonora - musicisti associati - www.scatolasonora. org
Altri firmatari:
elenco firmatari on-line [aggiornamento non in tempo reale - vedi data/ora in capo alla lista]
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[ 22 febbraio 2010 ] Energia
No alla proroga dell'obbligo delle energie rinnovabili nei nuovi edifici
ROMA. Il Comitato di Indirizzo, a cui aderiscono 16 Associazioni ambientaliste e del settore industriale delle energie rinnovabili, apprende con stupore che il Senato, nella seduta dell'11 febbraio 2010 in cui si è approvato il maxi-emendamento al Dl 194/2009 "Milleproroghe", ha introdotto una nuova proroga per l'introduzione nei regolamenti edilizi comunali dell'obbligo di integrazione delle energie rinnovabili nella realizzazione di edifici di nuova costruzione: dal 1 gennaio 2010 al 1 gennaio 2011.
L'obbligo per l'impiego delle fonti rinnovabili nella realizzazione dei nuovi edifici, era stato introdotto con l'articolo 1, comma 289 della Finanziaria 2008 (vedi sotto). Il suo rinvio comporterà un grave danno al nostro Paese, non solo per le sanzioni a cui dovremo fare fronte, ma in particolare per la battuta d'arresto inflitta a quelle forme di sviluppo economico-sociale sostenibili che il settore delle fonti rinnovabili e della green economy in generale sta perseguendo (al 2020, creazione di almeno 250.000 nuovi posti di lavoro diretti e indiretti nel settore e contributo all'incremento del PIL superiore all'1,5%).
Per questo chiediamo ai rappresentanti della Camera dei Deputati e al Presidente della Camera on. Gianfranco Fini di adoperarsi affinché nell'esame del Dl 194/2009 "Milleproroghe" venga ripristinato il contenuto dell'articolo 1, comma 289 della Finanziaria 2008 a partire dal 1 gennaio 2010.
I membri del Comitato di Indirizzo:
AIEL
ANEST
ANEV
APER
ASSOLTERM
ASSOSOLARE
FEDERPERN
FIPER
GIFI
GREENPEACE ITALIA
GSES
ISES ITALIA
ITABIA
KYOTO CLUB
LEGAMBIENTE
WWF
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Smog Ecoignoranti o ecodelinquenti. Questo è il dilemma.
Questi signori che si scagliano contro il blocco del traffico per un giorno "tanto non serve a niente" a che categoria appartengono?
Non leggono, non studiano, non si informano (ma non sono loro che dovrebbero informare?). Oppure sanno tutto ma le loro buste paga e i loro conti in banca riescono ad anestetizzare quel poco che gli resta di onestà intellettuale?
Saranno i lauti stipendi che attutiscono il grido che ogni ora scandisce il tempo, quello di una nuova vittima legata all'inquinamento? Mancano forse le evidenze scientifiche per affermare che nell'aria emettiamo veleni che ci ammazzano? Mancano forse le evidenze mediche sulla salute dei bambini che crescono in città? Nulla di tutto ciò. E allora?
Non serve a niente fermare le auto per un giorno, dicono. La cultura reazionaria e retrograda parte sempre da un presunto, seppur parziale, dato di verità. Il nucleare non emette Co2. Il parlamento è inefficiente. L'economia ha bisogno che persone e merci che si possano "muovere".
Tutto vero. Eppure gli ingredienti non vengono cucinati per servire un pasto sano, fatto di energia pulita, di democrazia efficiente, di mobilità sostenibile collettiva e individuale. No, gli ingredienti vengono digeriti e rivomitati in una sostanza radioattiva, peronista, che viaggia su gomma diesel euro "zero meno".
Lo sanno anche i sassi che la soluzione dell'inquinamento non è fermare le auto un giorno. Non è la soluzione di "lungo periodo". Perchè, gli scienziati spiegano, la gestione della qualità dell'aria è complessa e chiama in ballo molti fattori. Ma da qualche parte bisognerà pur iniziare. E riprendersi le nostre città, passeggiare al centro della strada con i bambini, in bici o coi pattini. Avere nelle orecchie un rumore diverso da quello delle marmitte, nel naso un odore diverso da quello dei carburanti bruciati. Tutto ciò, non farà male a nessuno. Ambiente, salute, cultura e informazione.
Da 24 giorni Angelo Bonelli sta digiunando perchè a questi temi venga restituita non la centralità che le spetterebbe, ma almeno il diritto di esistere. Qui su Terra avete letto di uomini politici, intellettuali, associazioni ambientaliste, esprimere la solidarietà alla battaglia dei Verdi e di Bonelli. Ma i giorni passano e il corpo si indebolisce, e si danneggia. Per questo all'appello di tutti gli amici oggi si aggiunge il mio, il nostro.
La battaglia perchè le persone e la loro salute venga prima degli affari, perchè il nostro pianeta non sia più il terreno del consumo e dello sfruttamento, ma della conoscenza e della convivenza, è una battaglia lunga. Che avrà bisogno di tutte le energie migliori.
Insomma, Angelo, interrompi il digiuno per favore. Per il bene di tutti.
Luca Bonaccorsi da Terra
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Genova Città del Trekking -Una città da camminare
(venerdì 26 febbraio, Ristorante la Polveriera,
Area Protetta Parco delle Mura, h. 10:00-16:00)
Programma
Ore 9.00
Registrazione partecipanti
Ore 9.30
Presentazione e saluti:
Marta Vincenzi – Sindaco del Comune di Genova
Claudio Burlando - Presidente della Regione Liguria
Franco Zunino – Assessore all’Ambiente – Regione Liguria
Renata Briano – Assessore ai Parchi – Provincia di Genova
Franco Bonanini – presidente Parco Nazionale 5 terre
Angelo Berlangieri – APT Liguria (portale turismo liguria – sistema di gestione dell’offerta turistica)
Silvano Vinceti - Ministero del Turismo
Luca M. Terzaghi – Direttore dell’Agenzia del Demanio
Il ruolo del Demanio
coordina
Pinuccia Montanari - Assessore ai Parchi
ore 11.00
Coffee break
Apertura dei lavori
ore 11.20
- Provincia di Genova
Federico Beltrami – Servizio Parchi Regione Liguria
Italo Clementi – Rivista Trekking
Genova Città del Trekking
Paolo Piacentini – Direttore del Parco Regionale dei Monti Lucretili
Camminare nella Natura
Stefano Piroli – Ufficio del Parco delle Mura
L’Area Protetta del Parco delle Mura
coordina: Luca Dallorto - Consigliere Comunale - Università Verde
ore 12.15
Interventi tematici:
coordina: Cristina Morelli – Consigliere Regionale
Aree tematiche
Conoscenza del territorio
Giovanni Lanzone - FIE Regionale
I sentieri nel Comune di Genova
Valorizzazione del territorio
Giorgia Bocca – Associazione Terra! Onlus
Orti e chilometri zero
Riccardo Favero – Comunità Montana Valli Stura e Orba
I prodotti locali: gusti e profumi della terra
Silvia Burzio -
La città: progetto Pedibus
Giuliano Bellezza – Vicepresidente Federazione Regionale Solidarietà e Lavoro
Il Parco delle Mura come opportunità di lavoro
La tutela e la difesa del territorio
Umberto Bruschini – Forestale Presidente A.I.P.I.N. Liguria
Il ruolo dell’ingegneria naturalistica
h. 13.15
Buffet
h. 14.30
Tavola rotonda
Coordina:
Italo Porcile – Presidente Commissione Consigliare Assetto del Territorio
Intervengono:
Santo Grammatico - Rete Puin
Gruppo Genova Protezione Civile
Walter Riva – Osservatorio Astronomico
Rappresentanti Municipi
- I Centro Est
- II Centro Ovest
- IV Val Bisagno
- V Val Polcevera
Scuola Daneo
Emilio Parodi la Piuma
Claudia Iacopozzi Ecocamping
CAI Sampierdarena
Dibattito e Conclusioni
La cittadinanza è invitata a partecipare
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La Gazzetta del Mezzogiorno, martedì 9 febbraio 2010
C'è o non c'è l'effetto serra ?
Giorgio Nebbia nebbia@quipo.it
C'è o non c'è ? Mi riferisco all'"effetto serra" sulla cui esistenza si scontrano due vivaci gruppi. Un primo gruppo sostiene che esistono dei mutamenti climatici dovuti all'immissione nell'atmosfera di vari gas, principalmente anidride carbonica, ma anche metano, idrocarburi clorurati e fluorurati e alcuni altri, che sono i sottoprodotti di attività umane e soprattutto di scelte merceologiche: questo gruppo, insomma, sostiene che le attività e le scelte produttive umane compromettono il clima in futuro, ragione per cui è necessario sottoporre a revisione critica i consumi, i processi produttivi, usare le fonti energetiche e le materie prime rinnovabili, eccetera. Esiste poi un altro gruppo che sostiene che i mutamenti climatici che si stanno osservando sono occasionali, che simili mutamenti ci sono sempre stati in passato, che la concentrazione dell'anidride carbonica nell'atmosfera è cambiata più volte durante la lunga storia geologica della Terra e che non sono le attività di produzione e di consumo di energia e di merci che alterano il clima. Le ricchezze della natura, la scienza e la tecnica sono in grado di risolvere i guasti ambientali, ragione per cui non c'è bisogno di alcun mutamento nell'andamento delle economie nazionali e mondiali.
I due gruppi, a cui partecipano con uguale vigore chimici e giornalisti, fisici e storici, meteorologi e geografi, difendono le rispettive inconciliabili posizioni con ricche citazioni in stizzosi dibattiti fino a reciproche accuse su chi è pagato da chi per sostenere le sue tesi.
Al dibattito sull'effetto serra si affianca quello sull'energia nucleare, di moda da quando, dopo le ultime elezioni nazionali, il nuovo governo ha deciso di avviare un programma di costruzione di varie centrali nucleari. Uno dei due gruppi sostiene che le centrali nucleari producono elettricità costosa, con impianti che alterano il territorio, inquinano durante il funzionamento e lasciano in eredità alle generazioni future scorie radioattive quasi eterne. L'altro gruppo sostiene che l'Italia è rimasta esclusa dall'energia nucleare per colpa dello sciagurato referendum del 1987 che ne fermò l'uso, che le centrali nucleari producono elettricità a basso costo, come dimostra la Francia, che occorre elettricità a basso prezzo per far funzionare le fabbriche e rendere competitiva la produzione italiana di merci e macchinari e che le fonti solari, eoliche e simili mai potranno fornire elettricità come fanno così bene le centrali nucleari. E, infine, questo secondo gruppo sostiene che il programma nucleare governativo fa diminuire le costose importazioni di petrolio e di gas naturale che, bruciando, immettono nell'atmosfera gas con effetto serra. Ma non abbiamo appena detto che l'effetto serra non esiste ? Eppure i due partiti, quello che contesta l'effetto serra e quello che sostiene l'energia nucleare hanno vaste zone e protagonisti comuni.
Non si capisce niente. A me pare che la società contemporanea brancoli nel buio. Ci si augura che diminuiscano le importazioni di petrolio ma si guarda con preoccupazione alla disoccupazione provocata dalla chiusura di alcune raffinerie; ci si augura che diminuiscano i fumi nelle città e la congestione del traffico automobilistico, ma nello stesso tempo si incoraggia, anche grazie a incentivi statali, la produzione e la vendita di automobili che funzionano bruciando prodotti petroliferi.
Ogni giorno aumenta la massa dei rifiuti solidi (ormai 40 milioni di tonnellate all'anno quelli domestici e urbani) e anche qui si contrappongono coloro che chiedono una diminuzione dei consumi e il riciclo dei rifiuti, con quelli che vorrebbero bruciare i rifiuti negli inceneritori o seppellirli nel sottosuolo.
La vita è intessuta di contraddizioni, come aveva detto il filosofo tedesco Hegel: il compito della politica dovrebbe essere proprio il superamento o la conciliazione delle contraddizioni, ma mi sembra che ben poco venga fatto in questo senso. Ci aspettano periodi tempestosi, che possono essere superati soltanto con coraggio e lungimiranza. Quanto all'energia e all'ambiente il mio modesto pensiero è che occorra un piano nazionale, ed europeo, forse globale, ma almeno nazionale, basato su scelte che inevitabilmente sono tecniche ed economiche.
La quantità di energia che occorrerà in futuro, le fonti di energia a cui rivolgersi, l'inquinamento che ne deriverà, dipendono dalla decisione di quello che sarà prodotto per soddisfare bisogni umani, a cominciare da quelli elementari e irrinunciabili: il diritto alla casa, a muoversi e, soprattutto il diritto al lavoro. Si tratta di decidere quali case costruire per chi vive ancora nelle baracche, dove costruirle nel territorio, quali e quante automobili fabbricare, quali e quanti prodotti agricoli produrre nei campi: grano e patate, pomodori e legname, girasoli e olio di oliva.
Per attuare queste decisioni, nell'interesse pubblico, generale, può intervenire soltanto lo stato con i suoi soldi. Un privato ha interessa a costruire quartieri e alberghi di lusso per i ceti abbienti, non certo case per sfrattati e immigrati; un privato guadagna col funzionamento delle eleganti cliniche private, non spende soldi per aggiustare i corridoi e le sale operatorie degli ospedali pubblici; produrre automobili popolari e a basso consumo non rende al privato quanto costruire automobili potenti e lussuose; riciclare i rifiuti non rende quanto incenerirli e immetterli in discariche, e così via. Già oggi lo stato interviene con i suoi soldi, ma per rispondere a domande private che non risolvono i problemi né dell'occupazione, né dell'energia, né della casa per i meno abbienti.
Occorre una svolta perché dalle contraddizioni irrisolte sono travolti proprio i più deboli ed è travolto l'ambiente, con cieli fumosi, colline che franano, fogne che sporcano i mari, rubinetti che non danno acqua; ed è travolto di più il Sud.
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20 Febbraio 2010
La richiesta
degli albergatori
dopo il convegno
AUGUSTO REMBADO
FINALE LIGURE
Punti di forza e debolezze del turismo finalese. A tracciarli è stato Marco Marchese, noto albergatore, durante il recente incontro organizzato a Tovo dall’Associazione alberghi e turismo di Finale e Varigotti. Chiede (come molti) l’istituzione del Parco del Finale e la creazione di nuovo club di prodotto «Echotels», strutture che si contraddistinguono per la loro attenzione e buone pratiche verso l’ambiente.
Le debolezze sono le scarse risorse economiche, la filiera turistica non ancora organizzata, la gestione immobiliare delle seconde case la viabilità critica. Punti di forza secondo Marchese sono l’elevata dotazione storico-artistica, le aree naturalistiche di pregio, la presenza di falesie di straordinarie qualità per l’arrampicata, il mantenimento della tipicità, il radicamento delle comunità di pescatori e contadini sul territorio (esempio il mercato con prodotti a chilometro zero). L’albergatore ha poi elencato le opportunità del settore. In dettaglio: la creazione del Parco del Finalese, la valorizzazione delle tipicità locali, i Fondi regionali (Stl) nazionali e comunitari, il rilancio di nicchie dimenticate come il free-climbing, turismo legato all’archeologia, la promozione di forme di turismo sostenibile e la gestione turistica delle seconde case. Marchese ha infine ricordato le «minacce» per l’industria delle vacanze di Finale: la banalizzazione e progressivo declino della destinazione, la distruzione e la cementificazione del territorio, l’opposizione al Parco e la Perdita dell’identità locale.
Commenta Marchese: «Si deve incentivare la creazione del parco del Finalese, che rilanci la località e tuteli il fantastico patrimonio naturalistico. Questa azione permetterebbe di attingere ai fondi regionali, sia per la promozione, sia per la sistemazione della rete sentieristica, tenendo presente che per lo scorso anno la regione ha stanziato per i parchi 15 milioni di euro. Si dovrebbe sviluppare il progetto di marketing turistico per l’arrampicata, sulla scorta di quanto fatto per la mountain bike, partendo dal progetto presentato già lo scorso anno al Stl Italian Riviera, che consentirà anche questo di reperire contributi regionali per sistemare principalmente le infrastrutture e le vie di accesso (sentieri). Dovrà essere studiato un importante evento internazionale di arrampicata, già sviluppato nelle sue linee generali, e contemporaneamente attivare educational con le principali riviste di settore europee e mondiali».
Aggiunge Marchese: «Crediamo in un nuovo club di prodotto Echotels, strutture che si contraddistinguono per la loro attenzione e buone pratiche verso l’ambiente. A tale club si auspica che partecipino un consistente numero di alberghi per permettere alla località di avere un buon biglietto da visita presso il mercato estero di riferimento (tedesco e svizzero) molto attento alla salvaguardia dell’ambiente. Questo permetterebbe inoltre di promuovere ed evidenziare i prodotti tipici e prodotti a chilometri zero».
Conclude: «Si deve combattere la cementificazione e la creazione di nuove seconde case a favore della realizzazione di nuovi immobili ad uso alberghiero, che possano soddisfare la richiesta di nuovi standard (piscina, centro benessere, parcheggi, centro congressi, talassoterapia ecc.). Infine si deve spingere affinché l’amministrazione compia uno studio urbanistico per la creazione di parcheggi satellitari con sistemi integrati di trasporto circolare e la creazione di una rete cittadina di piste ciclabili».
Da" La Stampa"
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VERDI. ENPA-LAV-LIPU-WWF: FINI, SCHIFANI E ZAVOLI VEDANO BONELLI
ASCOLTINO LE SUE CONSIDERAZIONI, MA CESSI SUBITO LO SCIOPERO FAME
(DIRE) Roma, 18 feb. - Il presidente dei Verdi Angelo Bonelli e' da tre settimane in sciopero della fame per richiamare l'attenzione sul
"delicatissimo problema dell'informazione televisiva sulle questioni ambientali". Un problema "serio" che "merita una riflessione ai piu' alti vertici
politici e istituzionali", ma una vicenda anche che preoccupa perche' comporta "un sacrificio personale molto provante, specie se protratto nel
tempo". E' il contenuto, in sintesi, di una lettera inviata oggi dai presidenti di Enpa, Lav, Lipu e Wwf al presidente del Senato Giuseppe Schifani,
al presidente della Camera Gianfranco Fini, e al presidente della Commissione parlamentare per la Vigilanza dei servizi radiotelevisivi Sergio Zavoli.
Nella lettera le associazioni chiedono da una parte a Fini, Schifani e Zavoli di "convocare il presidente dei Verdi Bonelli per ascoltarne le
considerazioni", dall'altra chiedono allo stesso Bonelli di "cessare immediatamente lo sciopero della fame", invitandolo a continuare "in altre forme
questa sua preziosa azione, e sia in cio' aiutato dalla sensibilita' dei presidenti Schifani, Fini e Zavoli".
Quello dell'ambiente, scrivono le tre sigle ambientaliste, "e' un tema di rilievo primario, tale da attraversare gli interessi politici, sociali e
culturali piu' profondi", e, ricordano, "le societa' mondiali ai piu' alti vertici dedicano alla questione ambientale riflessioni e impegno ormai
costanti".
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AL VIA IL 18 FEBBRAIO LA CAMPAGNA ITINERANTE "STOP AL CEMENTO!" DI LEGAMBIENTE LIGURIA
PROIEZIONE VIDEO, RACCOLTA FIRME, BLITZ E INCONTRI PER ARRESTARE IL CONSUMO DI SUOLO
La Liguria ha coperto il suo territorio di cemento, mangiandosi il 45% del suolo rimasto libero (dati ISTAT per 1990-2005). Risulta in percentuale la regione che più ha cementificato.
Se la media nazionale di consumo di suolo libero è del 17% e quella della regione seconda e terza classificata (rispettivamente Calabria e Emilia Romagna) ai aggira intorno al 20%, la Liguria si pone come esempio negativo estremo.
Per questo Legambiente Liguria ha organizzato una campagna di informazione e sensibilizzazione di nove tappe.
Ecco i luoghi e le date della campagna "Stop al cemento!", ulteriori informazioni su iniziative e appuntamenti visitando il sito www.legambienteliguria.org
Sarzana 18, 19 febbraio, Lerici 22, 23 febbraio, Chiavari 25, 26 febbraio, Genova 1, 2 marzo, Savona 4, 5 marzo, Cairo Montenotte 8, 9 marzo, Finale Ligure 11, 12 marzo, Arma di Taggia 15, 16 marzo, Imperia 18, 19 marzo
Santo Grammatico
Coordinatore Generale
Legambiente Liguria
Via Caffa 3/5
16129 Genova
Tel/fax 010319168
mob. +39 3292337974
www.legambienteliguria.org
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In campagna elettorale per le ultime elezioni politiche molti partiti ci hanno fatto "una testa così" con mille proclami sul tema sicurezza. Ma quando si tratta di promettere la luna nel pozzo alla lobby venatoria più estremista, più di un parlamentare con licenza di caccia non cede alla tentazione della più surreale sfacciataggine.
Nel marasma delle tante proposte di deregulation della caccia (argomento oggi alla ribalta, col dibattito imminente alla Camera dei Deputati sulla possibilità per le Regioni di dilatare la stagione venatoria) era sinora sfuggita una perla (anzi due, perchè di uguale tenore).
Due parlamentari chiedono di depenalizzare il reato di bracconaggio effettuato sparando da autoveicoli. Si tratta del reato previsto dall'art. 30, primo comma-lettera i) della legge 157/92 , che prevede il tribunale penale per questa forma di bracconaggio e la punisce con l'arresto fino a tre mesi o l'ammenda penale sino a 2065 euro, con sospensione della licenza per un periodo da 1 a tre anni.
Un senatore del PDL, Valerio Carrara, e un deputato IDV , Gabriele Cimadoro (cognato di Di Pietro ed ospite lunedì sera 15 febbraio da Vespa in "Porta a Porta" sul tema caccia) hanno prodotto una singolare convergenza bipartizan: entrambi i parlamentari bergamaschi chiedono di trasformare la pena prevista per chi, magari di notte e con l'uso di fari, prende a fucilate cervi o caprioli sparando da bordo della propria vettura su strada, con rischio per la pubblica incolumità.
Non più reato penale ma infrazione amministrativa, da saldare con un versamento all'ufficio postale ?
La depenalizzazione proposta dall' on. Cimadoro è contenuta nell'art. 2 della proposta di legge C.1374, presentata il 27/10/2008 e depositata alla Camera
Scheda parlamentare:
http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/schedela/trovaschedacamera_wai.asp?PDL=1374
Testo
http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/stampati/pdf/16PDL0013210.pdf
Mentre la proposta di legge del sen. del PDL Valerio Carrara (anche lui eletto nel bergamasco) n. 276, presentata il 29/4/2008, prevede all'art. 33 di depenalizzare lo sparo da autoveicoli o aeromobili (sic !), così come i reati di caccia di frodo in parchi e giardini urbani o nei terreni adibiti ad attività sportive. Per le fucilate dal finestrino Carrara propone una sanzione amministrativa da 600 a 1000 euro, ovvero 333 euro visto che nel nostro ordinamento la sanzione pagata entro 60 giorni è pari ad un terzo del massimo.
"E' proprio il caso di dirlo, avversari in politica ma, in fatto di bracconaggio da veicoli, compagni di strada" , afferma la Lega per l'Abolizione della Caccia.
Scheda parlamentare:
http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00302002.pdf
Lega Abolizione Caccia, Ufficio Stampa
16/2/2010
Nota: MA NON SI ODIAVANO??? L' inseguimento dei voti dei cacciatori spiana qualsiasi contrasto. Bravo BONELLI, a "Porta a porta" ha difeso accanitamente le posizioni in difesa degli animali. Orsi insopportabile, arrogante, prepotente. Ma la gente ha capito...
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Clima, 5 anni Kyoto, Morelli (Verdi): “Italia ancora indietro”
“L’ombra del disastro climatico pesa sul nostro presente e su quello delle future generazioni”, dichiara Cristina Morelli, dichiara Cristina Morelli, consigliere regionale dei Verdi in Liguria. “A partire dagli amministratori pubblici fino ai cittadini è necessario un cambiamento delle nostre abitudini per ridurre attivamente le emissioni di CO2 riducendo l’impiego dei combustibili fossili quali petroli e carbone, promuovendo l’efficienza energetica delle fonti di energia pulita ne rinnovabile : solare, eolica, da biogas, da biomasse”.
“L'Italia è ancora indietro per il raggiungimento degli obiettivi del Protocollo di Kyoto e in questi tre anni deve arrivare a ridurre ancora le proprie emissioni per arrivare al 6,5% in meno di CO2 entro il 2012".
I Verdi, in occasione del compleanno del Protocollo di Kyoto hanno provveduto a suggerire 5 azioni da compiere per dare un apporto significativo alla lotta contro l’aumento dell’effetto serra.
CONSIGLI UTILI DEI VERDI
I Verdi suggeriscono 5 azioni semplici da compiere per dare un apporto molto significativo alla lotta contro l’aumento dell’effetto serra :
E’ bene cambiare 5 lampadine da 100 W a incandescenza con altrettante a basso consumo da 20 W, in un anno si saranno risparmiate 53 Euro in bolletta e 175 Kg di CO2;
Quando si usa la lavatrice non fare cicli di lavaggio ad alte temperature ;
Un giorno al mese si può rinunciare all’automobile e scegliere di andare a piedi, in bici e con i mezzi pubblici : in un anno si saranno risparmiati 60 euro di carburante e 1870 Kg di CO2;
Spegnere la funzione stand-by del televisore nelle ore al giorno in cui è spento : in un anno si risparmieranno fino a 24 euro e 79 Kg diCO2;
Evitare lo spreco d'acqua: chiudiamo i rubinetti quando non serve (mentre laviamo i denti, i piatti o ci insaponiamo) e riapriamoli solo per sciacquare.
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NICA FRASSONI:IL CIP6 UN VERO SCANDALO ITALIANO
Monica Frassoni, Presidente del Partito Verde européo, ha cosi
commentato la notizia pubblicata il 10 febbraio dalla Reuters secondo
la quale la Commissione ha inviato una lettera di messa in mora
(inizio della procedura di infrazione) inerente ai rimborsi
nell'ambito del sistema "CIP6."
« Sono anni che come Verdi cerchiamo di sensibilizzare la Commissione
su questo vero scandalo italiano, che per anni ha tolto preziosissime
risorse allo sviluppo delle rinnovabili in Italia per darle a
inceneritori e petrolieri. A pochi giorni della probabile riduzione
dei contributi all'energia solare da parte del governo italiano, fa
impressione notare come solo nel 2005 gli incentivi alle rinnovabili
pagate dalle bollette degli italiani sono stati 1,7 miliardi di euro
mentre gli incentivi a inceneritori e petrolieri ammontano a 4
miliardi di euro.
Nella mia precedente funzione di capogruppo dei Verdi al PE nel corso
degli ultimi anni, ho cercato di convincere i Commissari all'ambiente,
all'energia e alla concorrenza dell'abuso che questo contributo a
tecnologie vecchie e inquinanti costituisce per i cittadini italiani
e della violazione patente delle regole europee che rappresenta, non
solo per quanto riguarda la concorrenza ma anche le leggi europee
sullo sviluppo delle energie rinnovabili. Solo la Commissaria alla
Concorrenza la signora Kroes ha reagito alle nostre interrogazioni e
sollecitazioni già nel marzo scorso.
Ma per motivi che non sono molto chiari, è dovuto passare un intero
anno, forse non a caso un anno elettorale, prima che la Commissione si
decidesse a muoversi nei confronti dell'Italia."
"Adesso è molto importante che l'avvio di questa procedura non si
risolva, come già avvenuto in passato, con un negoziato segreto fra le
autorità europee e il governo, alla ricerca di un accordo che salvi
formalmente la lettera della norma avvilendone la sostanza, come già
avvenuto per le procedure sulle autostrade della BRE-BE-Mi o del
Tirreno o per gli appalti alla Maddalena, o per le deroghe alla
legislazione sui rifiuti per la crisi in Campania e per molte altre
procedure contro l'Italia.
Ci appelliamo perciò alla Commissione perché nell'istruzione della
procedura in atto non si basi solo sulle informazioni che provengono
dal governo italiano, ma anche su quelle che i Verdi, le associazioni
ambientaliste e dei consumatori possono portare a sostegno della
situazione di illegalità europea del CIP6. Chiediamo inoltre di
rendere pubbliche le motivazioni della messa in mora e le eventuali
risposte del governo italiano.
Bruxelles, 15 febbraio 2010
Monica.frassoni@europeangreens.org
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 | UN APPELLO PER IMPEDIRE LA DISTRUZIONE DELLA SCUOLA ITALIANA |
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Inserito da Danilo Bruno | Martedì, 16 febbraio 2010
(Leggi Tutto... | ) |
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> FIRMA
> l'appello al Presidente della Repubblica
> a
> favore della
> MUSICA nei LICEI!
> promosso
> dalla SIEM e dalle firmatarie associazioni aderenti al Forum per
l'educazione musicale
>
> FIRMA
> L'APPELLO!!!
> [firmatari 1° appello
> 2009: 2.445 adesioni]
>
>
>
>
>
>
> Al Presidente
> della Repubblica Italiana
> On. Giorgio Napolitano
> Oggetto: Nuovi Licei, una formazione generale
> senza musica.
> Preg.mo Onorevole Presidente,
> in base a quanto reso noto da
> fonti istituzionali del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e
della
> Ricerca in materia di "riordino dei Licei" e, in generale, del
> segmento formativo della scuola secondaria di secondo grado, è con
grande disagio che dobbiamo prendere atto della
> scelta operata dal Governo di marginalizzare la cultura e l'espressione
musicale,
> il cui ambito disciplinare risulta totalmente espunto dal profilo
formativo
> finale degli studenti del sistema liceale. Tale scelta sembra non
recepire le
> raccomandazioni del Consiglio dell'Unione Europea (peraltro richiamate
nei
> " Risultati di apprendimento comuni a tutti i percorsi
liceali")
> che indicano chiaramente tra le competenze chiave la
> "Consapevolezza dell’importanza
> dell’espressione creativa di idee,
> esperienze ed emozioni in un’ampia varietà di mezzi di
comunicazione,
> compresi la musica, le arti
> dello spettacolo, la letteratura e le arti visive."
> La
> presenza delle arti, e in primo luogo della musica,
> nel tessuto delle opportunità formative, rientra dunque a pieno titolo
tra le
> competenze strategiche che la scuola deve offrire a tutti: soprattutto
> nella fascia d'età dell'obbligo scolastico e in particolare in quella
adolescenziale. Il raggiungimento
> di tali competenze non può essere demandato in toto alle opzioni
facoltative,
> pur importanti, riconosciute all'autonomia delle singole istituzioni
> scolastiche (che hanno peraltro dimostrato grande sensibilità verso
l'enorme
> "domanda di musica" testimoniata dai dati rilevati dallo
stesso
> MIUR nell'indagine Musica
> e Scuola - Rapporto 2008, pubblicata nel n° 132 degli Annali
> della PI). Tale offerta dovrebbe invece rispondere a una pianificazione
> organica del diritto di accesso alla conoscenza riconosciuto ad ogni
singolo
> individuo. Nel caso della fascia liceale questa latitanza appare
> particolarmente grave considerata l'importanza
> della musica, nell'età dell'adolescenza quale fattore identitario,
> di coesione/integrazione sociale,
> di sviluppo della sensibilità estetica, di educazione
> e controllo consapevole delle emozioni e degli affetti e in quanto
> chiave d'accesso alla libera espressione
> tramite le arti sancita anche quale principio fondamentale dalla
> nostra Costituzione (art. 33).
> L'assenza delle discipline musicali
> in alcuni settori chiave ha inoltre, più nello specifico, gravi
ripercussioni:
> a. in campo psicopedagogico,
> in quanto risulta gravissima
> l'assenza dello sviluppo di competenze musicali pratico/teoriche nel
Liceo delle Scienze umane,
> ossia nella formazione anche dei futuri educatori nelle Scuole
dell'infanzia
> e Primaria; troppo
> ridotta la destinazione di sole 66 ore di Educazione
> musicale (limitatamente alla seconda annualità) nei percorsi
> professionali a indirizzo
> Servizi socio sanitari;
> b.
> in campo tecnologico, dove risulta
> inspiegabile la totale assenza di discipline musicali nel piano di studi
del Liceo artistico ad
> indirizzo "audiovisivo".
>
> In questo quadro, si riconosce quale dato positivo l'avvio
> degli istituendi Licei
> musicali e coreutici, i quali tuttavia sembrano non risolvere
> alcune problematiche di fondo connesse alle peculiarità degli studi
musicali
> in vista anche della loro prosecuzione in possibili differenziati
sbocchi
> professionali. In particolare si evidenziano limiti quantitativi (con il
tetto posto di 40 sezioni
> musicali e 10 coreutiche a livello nazionale, in contrasto anche con le
> competenze di pianificazione spettanti alle Regioni) e qualitativi, con
la scelta di
> subordinarne l'avvio in regime di convenzione con i Conservatori senza
> prevedere (come avviene da anni in altri Paesi delle UE)
un'articolazione in
> sotto indirizzi con profili formativi in uscita rispondenti all'attuale
mercato del musicale nelle sue varie
> applicazioni (oltre a quello esecutivo/interpretativo,
> nei campi compositivo, tecnologico, musicologico sistematico,
socio-psicopedagogico,
> terapeutico ecc.). Va infine
> segnalata la scarsa attenzione posta in detti Licei agli aspetti
interdisciplinari, alle
> necessarie interconnessioni tra le arti
> (in particolare tra quelle performative, che vedono tra l'altro
> inspiegabilmente escluso il teatro
> tra le opportunità formative) e, non per ultimo, allo sviluppo della
creatività quale fondamentale motore di
> crescita e di sviluppo.
> Gentile Presidente, ci appelliamo alla Sua sensibilità
> artistico-musicale (che abbiamo avuto modo di apprezzare anche nel
> Suo discorso di fine anno) affinché, per quanto nei Suoi poteri, possano
> essere riconsiderate alcune delle scelte sopra richiamate.
> Lo chiediamo per il futuro
> economico del Paese e, soprattutto, per la crescita civica e critica di
tutti
> i cittadini della Repubblica di cui Ella è massimo autorevole garante.
>
>
>
>
>
> SIEM - Società Italiana per l'Educazione Musicale - www.siem-online.it
> AIdSM - Associazione Italiana
> delle Scuole di Musica www.aidsm.it
>
> AIKEM - Associazione Italiana Kodály per l'Educazione
> Musicale - www.aikem.it
> CDM Onlus - Centro Didattico Musicale
www.centrodidatticomusicale.it
> CSMDB - Centro Studi musicali e sociali Maurizio Di
> Benedetto – www.csmdb.it
> | MUSICHERIA.net - www.musicheria.net
> COMUSICA - Coordinamento dell'Orientamento Musicale - www.comusica.name
> DDM-GO - Docenti Didattica della Msuica - Gruppo
> Operativo - www.geocities.com/ddm_go
> FIM - Federazione Italiana Musicoterapeuti
> OSI – Orff-Schulwerk Italiano - www.orffitaliano.it
> SPM Donna Olimpia - Scuola
> Popolare di Musica Donna Olimpia - www.donnaolimpia.it
> SPMT - Scuola Popolare di Musica di Testaccio
www.scuolamusicatestaccio.it
> CAM –Centro Attività Musicali Aureliano
> Cantamusica (APS)
> Coordinamento per il Diritto alla Musica
> Federazione CEMAT (Centri
> Musicali Attrezzati) - Ente di Promozione della Musica Contemporanea
Italiana
> - www.cematitalia.it
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ROMA, VERDI: PIANO ANTISMOG DA 3,8 MLD PER TRASPORTO PUBBLICO
Roma, 15 FEB (Velino) - Realizzare un piano straordinario per il trasporto pubblico e la mobilita' sostenibile da circa 3,8 miliardi di euro per dare
un futuro migliore ai cittadini della Capitale e della regione, riconvertendo parte degli investimenti degli imprenditori destinati al secondo Gra. E'
la proposta lanciata durante una conferenza stampa al Colosseo dai Verdi contro lo smog e i cambiamenti climatici. Nell'occasione e' stata presentata
anche la candidatura di Maurizio Gubbiotti alle regionali nella testa di lista dei "Verdi per Bonino". Il piano prevederebbe i prolungamenti della
Metro A da Battistini a Casal Selce (750 milioni) e da Anagnina a Romanina (450 milioni), il prolungamento della Metro B1 da piazzale Jonio al Gra
(750 milioni), la chiusura dell'anello ferroviario (150 milioni), l'acquisto di 15 nuovi treni per i pendolari delle Ferrovie Metropolitane (250
milioni), la realizzazione di 20 nuove linee tramviarie (800 milioni) e di cinque nuove linee filobus (150 milioni) con mille chilometri di corsie
preferenziali protette (un milione), l'attivazione di 200 nuove auto del servizio car sharing (un milione) e di cinquemila nuove postazioni bici per
il bike sharing reintroducendo la gratuita' per la prima mezz'ora di utilizzo (2,5 milioni), con un ambizioso progetto di completa elettrificazione
del trasporto pubblico nel centro storico della Capitale (cento milioni). "Per la lotta ai cambiamenti climatici e allo smog lanciamo una proposta
concreta per cambiare il volto di Roma e della nostra Regione, con un investimento nel trasporto pubblico e nella mobilita' sostenibile per
contrastare l'eccessivo numero di veicoli privati che circolano, aprendo un grande cantiere di occupazione verde - ha dichiarato Maurizio Gubbiotti,
coordinatore nazionale di Legambiente e candidato alle prossime elezioni regionali nella lista dei 'Verdi per Bonino'-. In questo senso la risposta
non puo' venire da un secondo anello Gra o dalla pedemontana a sud, che attrarrebbero solo altro traffico e distruggerebbero centinaia di ettari di
parchi ed agro romano. Agli imprenditori romani che stanno lavorando a quell'idea proponiamo di riconvertire meta' di quell'investimento, stimato in
ben 6 miliardi di euro dall'Anas, in un grande piano straordinario per il trasporto e la mobilita' sostenibile nella Capitale con un partenariato
pubblico privato con l'obiettivo di realizzare alcuni importanti prolungamenti di metropolitane, nuovi tram e nuovi treni per i pendolari, un
allargamento del servizio del car sharing e cinquemila nuove bici per il bike sharing, con la completa elettrificazione del servizio di trasporto
pubblico nel centro storico per pedonalizzare l'area del Colosseo, togliendo il ruolo di spartitraffico al piu' bel monumento del mondo. Una proposta,
quindi, per affrontare lo smog fuori controllo, che mette a rischio la salute dei cittadini, in particolare di quel terzo dei bambini che soffre di
malattie respiratorie nei primi due anni di vita secondo i dati dell'osservatorio epidemiologico del Lazio".Il presidente dei Verdi, Angelo Bonelli,
ha affermato che "con i fondi per finanziare il Ponte sullo Stretto si potrebbe rivoluzionare il trasporto pubblico in citta'. Mentre 7.400 persone
muoiono ogni anno a causa dello smog (20 persone al giorno) il governo finanzia il Ponte sullo Stretto di Messina che alla fine costera' 8 miliardi di
euro. Con queste risorse si potrebbero realizzare 90 km di metropolitana o 621 Km di rete tranviaria oppure acquistare 3.273 tram e 23.000 autobus
ecologici. Invece, siamo alla fiera dell'approssimazione e delle bugie. Mentre il ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, invita a diminuire
il riscaldamento in casa, apprezzabile invito di modifica di comportamento, il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, sostiene che il blocco
del traffico non serve a nulla e che serve il trasporto pubblico: sarebbe tutto perfetto se il ministro Prestigiacomo non avesse gia' tagliato 200
milioni di euro dalla lotta all'inquinamento e il ministro Matteoli non avesse tagliato i fondi del trasporto pubblico locale". Dai numeri dei Verdi
e' emerso, inoltre, che a Roma un giorno su tre l'aria e' fuorilegge per le micidiali polveri sottili che contiene, con 82 occasioni di superamento
dei limiti normativi dall'inizio del nuovo anno contro i 74 dello stesso periodo del 2009, quindi con un incremento del 10 per cento nel 2010. Stessa
storia a Napoli dove erano 26 i giorni di superamento al 10 Febbraio scorso, a Milano dove erano 31 come a Padova, mentre erano ben 30 a Frosinone e a
Torino a fine gennaio erano gia' 23. E' passato poco piu' di un mese dall'inizio dell'anno e nonostante pioggia, vento e addirittura neve, il limite
dei 50 microgrammi per metro cubo per le polveri sottili Pm10 previsto dalle norme europee, viene continuamente superato a Roma e in molte citta'
italiane. Sono gia' 13 i superamenti registrati nella centralina della rete Arpa a Corso Francia, dodici a Cinecitta' e Preneste, undici a Fermi e
Tiburtina, sei ad Arenula e Magna Grecia. Una situazione ad alto rischio per la salute umana, considerato che tutte le ricerche affermano ormai con
chiarezza la relazione tra smog e malattie, ultimi i recenti dati dello studio internazionale Epiair che evidenziano una correlazione scientificamente
dimostrata tra i picchi di smog e il numero dei morti ed i ricoveri per malattie cardio-vascolari e respiratorie.
L'emergenza smog e' ben evidente nelle 132 aree di dieci Paesi europei nei cui confronti e' stato aperto un procedimento di infrazione dalla
Commissione europea, proprio a causa del livello delle Pm10, che entro il 2011 esporra' il nostro Paese all'ennesima sanzione annunciata da parte
dell'Unione europea. "I cittadini hanno bisogno di piu' trasporto pubblico e meno smog per vivere meglio - hanno dichiarato, infine, Vittorio Cogliati
Dezza, presidente nazionale di Legambiente, e Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio -. Sono temi come questi che devono essere al centro
della campagna elettorale, i trasporti, l'energia, e sui quali servono candidature autorevoli e radicate nella societa' civile come quella di Maurizio
Gubbiotti, con risposte concrete anche sul fronte dell'occupazione".
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L'ANNO SCORSO LA RICHIESTA DI VASCONI DI ALIMENTARE ELETTRICAMENTE LE NAVI DA TERRA PER RIDURRE L'INQUINAMENTO NELLE AREE PORTUALI: ORA E'REALTA'
Decollano i porti “ecologici”--
16 febbraio 2010 | ELENA ROMANATO--
A Vado impianto di alimentazione da terra, primo generatore eolico a Savona--
Entra in funzione oggi pomeriggio l'impianto di alimentazione da terra per l’intera flotta dei traghetti della Corsica Ferries attraccati a Vado, mentre al porto di Savona è tutto pronto per l’installazione del primo generatore eolico ad asse verticale da 20 Kwatt. L’alimentazione dei traghetti direttamente dalla banchina (cold ironing) è possibile grazie a un nuovo generatore finanziato da Corsica Ferries e realizzato in collaborazione con S.V. Port Service, società partecipata dalla Autorità Portuale di Savona. L’investimento per la costruzione della nuova cabina di alimentazione elettrica è di 150 mila euro. La struttura potrà garantire un picco di potenza massima di 2.500 kilowatt con un consistente risparmio nel medio periodo. La potenza installata del nuovo generatore è di 1.300 kilowatt, per un consumo annuo di 2.236 megawatt/ora. Ma l’alimentazione da terra dei traghetti permetterà soprattutto di ridurre notevolmente l’inquinamento prodotto dalle navi in sosta nella rada di Vado visto che, in questo modo, i generatori di bordo possono rimanere spenti durante la sosta.
Sv Port Service stima infatti che le riduzioni di emissioni sull’arco dell’anno saranno di 1.118 tonnellate di anidride carbonica, 38 di ossido di azoto. L’impianto di alimentazione da terrà ridurrà inoltre di 30 tonnellate l’anno le emissioni di anidride solforosa/solforica, di 0,9 tonnellate l’ossido di carbonio ed porterà ad una riduzione delle emissioni di Pm10, Pm2 e Pm5 di 1,3 tonnellate. L’attivazione della cabina di alimentazione elettrica per le navi passeggeri a Vado arriva a dibattito aperto sui “green port” e a pochi giorni di distanza dall’appello lanciato dal segretario provinciale del Pd Giovanni Lunardon per fare dello scalo vadese, una volta realizzata la piattaforma Maersk, un porto completamente elettrificato nell’ottica dell’abbattimento i rischi ambientali per ciò che riguarda le navi porta container.
Il generatore eolico ad asse verticale verrà installato entro la primavera sul molo frangiflutti del porto di Savona ed nei mesi successivi è prevista l’installazione di una seconda pala della stessa potenza. I due generatori, una volta attivi, saranno infatti in grado di alimentare il fabbisogno di energia di un’area di 15mila metri quadrati. Nello specifico l’energia prodotta dalle due pale eoliche ad asse verticale alimenterà l’intera illuminazione pubblica della darsena. L’investimento sulle energie alternative da parte dell’Autorità Portuale nasce dal risultato positivo di un progetto pilota avviato quattro anni fa dall’ente portuale che prevedeva l’installazione di un prototipo di generatore eolico da 6 kilowatt. L’utilizzo delle energie alternative (eolico e solare) è contemplato in un protocollo firmato da regione Liguria, e le tre Port Authority di Savona, Genova e La Spezia per una politica ambientale comune.
Da IL SECOLO XIX on line
Nota: La cosa divertente è che qualcuno ci scherzava pure sopra....
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Secolo xix
Acna, ambientalisti sulle barricate
non rispettati i termini fissati dal ministero
Le associazioni della Val Bormida e di Acqui Terme denunciano: «La
bonifica è in ritardo»
Giovanna Galliano
acqui terme. «La bonifica dell'Acna è in ritardo». Lo denunciano le
associazioni ambientaliste Are valle Bormida di Cairo Montenotte, Valle
Bormida Pulita di Cortemilia, Arc Planet di Acqui Terme e Associazione
rinascita valle Bormida. Associazioni che hanno inviato ai competenti
uffici del ministero dell'Ambiente e della Provincia di Savona, nonché per
conoscenza ai presidenti delle Regioni Piemonte e Liguria, oltre che ai
presidenti delle Provincie di Alessandria, Asti, Cuneo e Savona, una nota
urgente.
In particolare i firmatari della missiva hanno ribadito che, come
decretato dall'ordinanza della presidenza del Consiglio dei Ministri del 1
aprile 2009, lo stato di emergenza non è più in vigore. Come previsto
dall'ordinanza, già entro il 30 settembre dello scorso anno, si sarebbe
dovuto provvedere ad individuare le amministrazioni e gli enti cui
trasferire le opere, le funzioni di vigilanza e controllo, la
documentazione amministrativa e contabile. Invece, l'opera di bonifica
sembra accumulare cospicui ritardi, come risulta dal verbale della
conferenza dei servizi del 5 novembre scorso.
«Per questo - si legge nella missiva siglata dalle associazioni
ambientaliste - abbiamo sollecitato e diffidato gli enti competenti
affinché provvedano all'adempimento delle loro funzioni avocando a se
tutti gli atti, oneri e i doveri che ad essi competono». Le Associazioni
hanno anche affrontato la questione del danno ambientale diffidando il
ministro dell'Ambiente affinché, in base alla vigente legislazione,
provveda all'esatta quantificazione del danno ambientale causato dall'ex
Acna e affinché la bozza dell'eventuale contratto di transazione venga
resa pubblica prima della sua sottoscrizione.
Per quanto attiene invece alla ventilata ipotesi di cessione delle aree ex
Acna, le Associazioni ambientaliste della Valle Bormida hanno ribadito
alcuni punti che devono essere fermi. «La cessione delle aree in questione
potrà avvenire solo dopo che sarà stata ottenuta la certificazione di
avvenuta bonifica per cui, non essendo ancora stati emanati i
provvedimenti attuativi sulle bonifiche, il completamento degli interventi
di messa sicurezza e la conformità degli stessi al progetto approvato non
potrà essere accertato, se non decorsi 5 anni dall'effettuazione del primo
controllo».
Non solo, la Commissione Europea ha aperto una procedura di infrazione nei
confronti dell'Italia, a causa della mancata effettuazione della
valutazione di impatto ambientale riguardo al progetto di messa in
sicurezza dell'ex Acna, «per cui il sito non potrà essere certificato
prima che sia giunto a conclusione l'iter della procedura di infrazione».
La Commissione ha anche rilevato che si è contravvenuto anche alla
direttiva 99/31/CE, relativa alle discariche per cui, «anche in caso di
cessazione del sito ex Acna a terzi, ossia Eni, di provvedere a proprie
spese e sotto la propria responsabilità, a tutte le attività di gestione
post operativa della discarica».
La lettera si conclude con l'ammonimento che «nel caso si verificassero
eventi, deliberazioni e atti amministrativi, deliberazioni e atti
amministrativi di qualsiasi natura, contenenti eventuali elementi ritenuti
di rilevanza penale, gli scriventi si riservano di sottoporre questi atti
alla valutazione della competente autorità giudiziaria».
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Comunicato Gruppo ACQUA Genova
“LA RISORSA IDRICA E' UN BENE PRIVO DI RILEVANZA ECONOMICA”:
VA INSERITO ANCHE NELLO STATUTO DEL COMUNE DI GENOVA
Ritenendo che il diritto all’acqua debba essere garantito a tutti gli esseri umani, crediamo
necessario avere una gestione pubblica, democratica e partecipata della risorsa idrica, da
considerarsi un bene comune non soggetto a speculazioni e interessi economici. L’acqua, in quanto
bene essenziale alla vita umana e non sostituibile, non può essere mercificata.
L’attuale legislazione nazionale vorrebbe invece farne l’ennesimo business ad esclusivo vantaggio
degli investitori privati, con gravi ripercussioni sulle fasce più deboli, sul diritto alla vita umana,
sulle politiche ambientali, sui conflitti per il possesso di un bene indispensabile.
Per questo chiediamo che anche il Comune di Genova, seguendo l'esempio di molti municipi
compreso quello torinese, inserisca nel suo statuto, in modo chiaro e netto, che “LA RISORSA
IDRICA NON E' UNA MERCE, bensì UN BENE PRIVO DI RILEVANZA ECONOMICA,
IN CONSIDERAZIONE DELLA SUA ESSENZIALITA' ”.
Molti altri enti pubblici hanno già compiuto questo importante passo a protezione della risorsa più
preziosa del pianeta. In molti casi, dalla Bolivia alla città di Parigi si è arrivati alla
ripubblicizzazione del servizio idrico, confermando che l'affidamento ai privati sia da considerare
un errore; riteniamo che sia questo il cammino da percorrere per impedirne la mercificazione, tanto
più dannosa quanto più rara sarà certamente l'acqua potabile nel prossimo futuro, non solo per
cause naturali, ma soprattutto per le molteplici cause di inquinamento delle falde.
La dissennata previsione della legge accomunerebbe acriticamente ogni tipologia di servizio
attualmente gestito dai Comuni rendendone indistintamente obbligatoria a breve la cessione ai
privati per almeno il 70%; creerebbe inoltre nel servizio idrico in particolare un ulteriore danno
economico per gli Enti pubblici, che restando proprietari della rete, notoriamente in condizioni
assai precarie, risulterebbero gravati degli oneri di ripristino e manutenzione, senza neppure essere
gratificati dei proventi sufficienti.
La situazione genovese è attualmente in una fase evolutiva che permetterebbe ancora un
aggiustamento di rotta; la criticabile fusione di Iride con Enia, non perfezionata per il mancato
raggiungimento di accordo su vari punti quali il concambio azionario e l'attribuzione delle cariche,
potrebbe venire perfezionata scorporando prima dal patrimonio conferito da Iride la società
Mediterranea delle Acque, che ricordiamo essere una SpA a proprietà mista, che gestisce il
servizio idrico del capoluogo ed e' proprietaria degli invasi cedutile dal nostro Comune durante la
precedente gestione amministrativa; analogamente si potrebbe studiare una soluzione per
Idrotigullio, la cui gestione recentemente accentrata ha peraltro creato vasti malumori nel territorio
provinciale.
Ricordiamo che l'argomento dell'acqua pubblica risveglia la sensibilità della popolazione, che in
un recente passato ha aderito con entusiasmo alla Proposta di legge popolare “Acqua, bene
comune”, la quale, pur raggiungendo ampiamente l'ammissibilità, giace tuttora in attesa di
discussione parlamentare, con un dispregio dell'opinione e della volontà della popolazione che non
vorremmo fosse replicato in sede locale.
Genova, 15 Febbraio 2010
Gruppo ACQUA Genova
gruppoacquagenova@gmail.com
Aderiscono le associazioni:
Associazione Amici del Chiaravagna
Associazione QuartiereInPiazza
ATTAC Genova
Centro ligure di documentazione per la pace
Comitato Precari Liguri della Scuola
Comitato per Scarpino
Commissione Giustizia e Pace CIMI- Conferenza Istituti Missionari in Italia
Comunità San Benedetto al porto
COSPE Genova
Forum ambientalista
Gruppo Amici di Beppe Grillo Genova-gruppo storico
Gruppo di acquisto solidale Birulò
Gruppo di acquisto solidale GasTone
Gruppo d'Iniziativa Territoriale dei soci di Banca Etica delle Province di Genova e Spezia
Gruppo Transcultura Donna
Fair
Ingegneria senza Frontiere Genova
Legambiente Liguria
Manitese Genova
Provincia dei Frati minori (OFM) della Liguria
Puntorosso Genova
Rete controg8 per la globalizzazione dei diritti
Rete Radie Resch – Genova
Servizio Civile Internazionale-Italia
Terra onlus
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San Valentino: i Verdi si danno appuntamento al canile di Monte Contessa
IL prossimo 14 febbraio, giorno di San Valentino, i Verdi liguri si danno appuntamento al canile di Monte Contessa (h. 14:00. Un evento organizzato da U.N.A. Genova che prevede la partecipazione di Cristina Morelli, Presidente dell’Osservatorio Regionale sulla tutela e il controllo delle popolazioni animali.
Un’occasione per conoscere la nuova realtà del canile genovese.
Seguirà buffet vegetariano.
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LE NOSTRE CAMPAGNE
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 Sosteniamo l appello di Sbilanciamoci contro la spesa di 14 miliardi per 131 bombardieri. Con gli stessi soldi si potrebbero costruire 5000 asili nido o un mioline di pannelli solari. Chiediamo scelte diverse.
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GALLERIA IMMAGINI
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