 | INCENERIAMOCI TUTTI |
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Inserito da Danilo Bruno | Lunedì, 25 gennaio 2010
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Partirà nel 2014 l'inceneritore di Verona
Mirko Simonaio*, 22 gennaio 2010, 14:06
Dibattito Nell'immaginario collettivo quelli che si ammalano sono sempre gli altri e se si parla di figli, i nostri non corrono mai alcun pericolo... istinto di soppravvivenza? ottimismo coltivato dalle religioni? o semplicemente rifiuto di ciò che può provocarci sofferenza? Capita che anche i nostri figli si ammalino, allora facciamo in modo , di evitare il più possibile che ciò possa verificarsi per incuria umana del creato e disprezzo della vita in ogni sua forma
Sappiamo guardare oltre il nostro naso?
Gli studi medico-scientifici, compreso quello commissionato nel 2006 dalla nostra Regione, dimostrano che se verrà attivato l'inceneritore dei rifiuti di Verona (Cà del Bue), esso produrrà polveri sottili cancerogene, gas velenosi e diossine accumulabili sul suolo.
La stragrande maggioranza degli scienziati di fama internazionale dichiara che tali inceneritori, anche i più moderni, come quello di Brescia, aumentano l'effetto serra, danneggiando irreparabilmente persone animali e terreni fino a 20 km di distanza;
Quando, fra qualche anno, si saprà che l'inceneritore dei rifiuti di Verona sparge diossina e altri veleni sui territori circostanti, quale sarà il nuovo valore commerciale degli immobili e dei campi? Chi sarà disposto in Italia e all'estero ad acquistare ancora i nostri prodotti agroalimentari?
Prodotti pregiati quali frutta (mele, fragole e altro) verdura (asparagi, radicchio e altro), vini (Soave e altro), pandori, biscotti, tortellini, carni ( polli, tacchini) tutti quanti prodotti di Verona quale mercato avranno? Quali saranno le ricadute sul biologico e sull'agriturismo veronese?
Ricordate i danni subiti dalla Campania quando a causa della diossina le mozzarelle di bufala sono state ritirate dai mercati internazionali?
A gennaio verrà assegnato il bando e se l'inceneritore non sarà fermato, funzionerà per almeno altri 25 anni. Che cosa ne pensano le aziende legate al mondo agroalimentare? Le sigle sindacali non avvertono il pericolo di una grave crisi occupazionale?
Vi chiediamo: Avete valutato come attivarvi per non avere a Verona una seconda "ALBERTVILLE"?(sulla quale riferiamo citando da un mensile svizzero (ARIA-DI-DOMANI 2005-05)
.... Nel 2001 vennero chiuse in un giorno 365 aziende agricole e abbattuti ben 7000 capi di bestiame, fra bovini, ovini e caprini. Solo mille animali si salvano, ma rimangono in quarantena, improduttivi, zombi a quattro zampe. La diossina si accumula nei tessuti, nei grassi e risale la catena alimentare. Ben 2230 tonnellate di latte vengono eliminate. Con loro se ne vanno anche 30mila chili di formaggio. Tutto questo per alcune decine di microgrammi di diossina. Nel giro di un giorno la regione di Albertville è diventata un fantasma. Il territorio è semplicemente scomparso. Sui campi rimangono 12 mila tonnellate di fieno contaminato. Un incubo perché non si sa come eliminarlo questo fieno. Bruciarlo vorrebbe dire rimettere in giro quei maledetti 35 microgrammi di diossina di cui è impregnata... Albertville in Savoia.
E allora dove mettere i rifiuti?
Esistono oggi moderne tecnologie, tra l'altro venete, che sfruttano efficacissimi impianti di riciclo dei rifiuti trattati a freddo. Questi impianti costano molto meno degli inceneritori e recuperano la quasi totalità dei rifiuti stessi. Sembra miracoloso, ma non bruciano niente, non danneggiano né l'ambiente né la salute delle persone; offrono parecchi posti di lavoro e riducono il costo della raccolta dei rifiuti nelle bollette.
L'Europa stessa ha emanato direttive, da noi recepite nel 2006, che spingono gli Stati membri nella direzione del RIUTILIZZO RIUSO RICICLO.... Perché non applicarle?
* del Coordinamento per il riciclaggio dei rifiuti contro l'inceneritore di Verona
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