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  1615 IL NUCLEARE IN GERMANIA
  Inserito da Danilo Bruno Martedì, 26 gennaio 2010 /td>
 
Nucleare NO grazie25 gennaio 2010 ] Energia | Rifiuti e bonifiche In Germania Verdi e Greenpeace contro i trucchi nucleari della colazione giallo-nera: «Chiudete i reattori-rottami» LIVORNO. Secondo quanto scrive il settimanale tedesco "Der Spiegel" le lobby atomiche all'interno della Cancelleria e del governo federale avrebbero deciso di consentire a tutte le 17 centrali nucleari tedesche di continuare a fornire energia alla rete elettrica. La cancelliera democristiana Angela Merkel avrebbe deciso così di ritardare ogni decisione, di procrastinare le scadenze della chiusura delle centrali più vecchie concordate con i suoi ex alleati socialdemocratici come primo passo di una graduale uscita dal nucleare della Germania, per non mettere a rischio la tenuta del nuovo governo gallo-nero con il Partito liberale (Fdp), che è apertamente filo-nucleare. La Merkel, in forte crisi di consensi dopo la vittoria del 2009, appare sempre più in difficoltà. I Grünen tedeschi, che quest'anno festeggiano il loro trentesimo compleanno in grande salute e con i sondaggi elettorali che li danno in ascesa, accusano apertamente il governo di centro-destra di essere al soldo delle lobby economiche del Paese e di utilizzare trucchetti sporchi per lasciare in funzione "Schrott-Reaktoren", reattori-rottami come quelli di Neckarwestheim 1 e Biblis. «Il gatto nero e giallo è uscito dal sacco - dicono i Verdi riferendosi al nero con la quale viene identificata la Cdu-Csu ed al giallo della Fdp - Tutte le 17 centrali nucleari tedesche devono rimanere a livello di rete, compreso il paio di rottami di Neckarwestheim e Biblis, che dovrebbero essere chiuse al più presto, secondo il l' Atomausstiegsvertrag (il "contratto" stipulato dal precedente governo della grande coalizione, ndr) entro la fine dell'anno. Contro questa violazione del contratto i Verdi scenderanno in piazza». La leader parlamentare dei verdi, Claudia Roth, commentando le rivelazioni di "Der Spiegel" su gruene.de ha detto che ormai la coalizione nero-gialla (chiamata anche Ape Maia) è sottomessa alla lobby del nucleare per portare milioni di utili nelle loro casse: «La sicurezza dei cittadini non importa affatto ai giallo-neri, ma ancora di più: questa è un'assurdità di fronte al profitto delle imprese del settore energetico». Per i verdi anche i discorsi del governo sulla cosiddetta "tecnologia ponte" del nucleare sono un trucco per continuare a far funzionare tutti quelli che loro chiamano "i rottami AKW" dell'energia elettrica che secondo la Roth «In questo paese non sono necessari. Il governo federale dovrà essere preparato per la resistenza di massa in strada». I verdi tedeschi annunciano battaglia e sono convinti di portare in piazza decine di migliaia di persone che si sono già dette disposte a seguirli sul cliccatissimo grüne Aktionsportal. Per la battaglia antinucleare è già scesa in campo anche Greenpeace che sta organizzando blitz e manifestazioni in diversi lander tedeschi. Il 23 gennaio ha proiettato la gigantesca scritta "Schützt Atomausstieg!" sull'edificio dell'impianto di arricchimento dell'uranio di Gronau, che produce il combustibile per le centrali nucleari tedesche, per sottolineare che tutta la catena produttiva dell'energia nucleare ha gravi rischi. Secondo la stessa Atomaufsicht Westfälischen Wirtschaftsministerium della Nord Renania settentrionale-Vestfalia un dipendente dell'impianto è stato ferito e ricoverato all'ospedale dopo una prova di pressione per la preparazione di un contenitore di uranio che conteneva anche tracce di esafluoruro di uranio (UF6) che si sarebbe liberato durante l'incidente. L'impianto di Gronau è gestito dalla Urenco, un'azienda divisa per un terzo ciascuno tra Gran Bretagna, Olanda e le imprese energetiche tedesche RWE e E.ON. L'Urenco gestisce due impianti di arricchimento ad Almelo, appena ad di la del confine olandese, ed uno a Capenhurst, in Gran Bretagna. L'uranio proviene soprattutto da Akokan, in Niger. Greenpeace nei giorni scorsi ha anche bloccato l'ingresso numero 1 della vecchia centrale nucleare di Neckarwestheim, entrata in servizio dal 1976, per protestare contro i piani del gruppo energetico EnBWP di prolungare la sua durata di esercizio. «EnBW e il ministro dell'ambiente del Baden-Württemberg Tanja Gönner (Cdu), stanno tentando di tutto per salvare l'impianto- spiega Beck Ulrike di Greenpeace Tübingen - Un prolungamento della sua vita, però, porta soloprofitti più elevati per EnBW. I profitti del settore nucleare non devono andare a discapito della sicurezza della popolazione». Nel giugno 2008 Il ministero federale dell'Ambiente tedesco aveva respinto la proposta di continuare a fornire energia in rete attraverso i due reattori nucleari più recenti ma già durante l'ultima campagna elettorale la Cdu prometteva di salvare la centrale attraverso una ulteriore riduzione nella produzione di energia entro l'autunno. Greenpeace attacca apertamente la coalizione giallo-nera Cdu- Csu-Fdop che considera ormai prigioniera della lobby nucleare: «La Merkel dovrebbe proteggere le persone e non vendere la loro sicurezza alle imprese nucleari».


 
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