 | Fuksas sbatte la porta: «Rinuncio al porto» |
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Inserito da Marco Brescia | Mercoledì, 03 febbraio 2010
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A tre anni esatti dalla presentazione in pompa magna in consiglio comunale a Savona (era il 6 febbraio del 2007), adesso la torre-grattacielo del porticciolo di Fuksas è definitivamente affondata. Questa volta non per il “niet” della Regione o del ministero o della Conferenza dei servizi: no, stavolta è il suo stesso ispiratore che l’ha demolita «perché i savonesi e i liguri non sono stati capaci di comprenderla».
Da ieri Massimiliano Fuksas, l’archistar di origine lituana che da oltre tre anni è la mano e il cervello a cui i committenti privati hanno affidato l’ispirazione del nuovo porticciolo, è ufficialmente l’ex progettista della Margonara. Di fronte ai continui ostacoli e agli attacchi dei contrari, di fronte alle bocciature del Via regionale, del ministero ma soprattutto di quella parte di opinione pubblica e politica che da mesi hanno battezzato la sua torre “fallo” e fatto del suo disegno l’emblema dell’aggressione selvaggia della costa, l’architetto ha gettato la spugna.
Architetto, è proprio sicuro? Lascia?
«Non m’interessa più, non ne voglio più sapere nulla: ho provato e mi sono illuso per anni che ci fosse la disponibilità di capire il progetto e guardare avanti ma ora dico basta e mi chiamo fuori: rinuncio al progetto e tanti saluti - dice Fuksas - da quest’esperienza ho capito perché non ho mai fatto nulla in Liguria: non c’è la disponibilità a guardare avanti e tutto si blocca preconcettamente. Lo facciano come gli pare quel porticciolo: borgo ligure o villaggio vacanze è uguale, non è più qualcosa che mi riguarda e non ne voglio più sapere».
Non c’è modo di farle cambiare idea?
«No, escluso. Da questa vicenda traggo un giudizio negativo non solo su Savona e la Liguria ma direi sull’Italia. Qui le cose vanno così: tempi infiniti, silenzi, trattative estenuanti, ostacoli su tutto e mai un passo avanti dal punto di vista culturale. Perché il problema è soprattutto questo: culturale, mica progettuale. Sono demoralizzato».
Uno sfogo dai toni durissimi come nello stile dell’architetto-filosofo a cui tutto si può contestare ma non certo la mancanza di chiarezza. Uno sfogo tutto sommato prevedibile considerato ciò che è accaduto al suo progetto negli ultimi mesi: con la conferenza dei servizi che lo ha sostanzialmente bocciato sulla scorta del parere negativo della commissione Via regionale, e i committenti dell’opera (la cordata imprenditoriale da Giovanni Gambardella, ndr) che hanno accettato di presentare un nuovo progetto questa volta «compatibile con i vincoli ambientali di ministero dell’Ambiente e commissione Via». Progetto che - è stato chiaro a tutti anche se la bocciatura non riguarda la torre - ripartirà dalla cancellazione della torre che per Fuksas è «il tratto distintivo» ma per l’opinione pubblica, e di recente anche per il sindaco Berruti («se il problema è il grattacielo, facciamolo togliere»), è ormai diventato un emblema negativo, un simbolo da scacciare.Tutti aspettavano un suo nuovo disegno.
«Io in realtà non ho più saputo nulla del progetto e dell’iter ma tolgo d’impaccio chi mi dovrà avvisare: sono io che rifiuto anticipatamente l’incarico, non m’interessa farlo né sapere con quali criteri dovrei rifare il disegno - riprende - La mia idea l’ho presentata anni fa, l’ho spiegata, ho creduto di poter far capire cosa significava. Mi sono impegnato convinto, come lo sono anche oggi, della novità che avrebbe rappresentato. È evidente che non è stata capita».
Davvero getta la spugna?
«Rinuncio al progetto in toto, non ne voglio più sapere nulla, ne ho sentite troppe su questa vicenda e mi chiamo fuori attraverso il vostro giornale».
Da quanto non si occupa più della Margonara?
«Approfitto di quest’occasione per dirlo ufficialmente: rinuncio all’incarico da subito, punto e basta».
Lo ha già detto ai committenti?
«Non ne so più niente da mesi e non voglio sapere altro. È una sconfitta culturale più che progettuale. Non è stata capita l’opportunità che avevamo davanti: fare del porticciolo di Savona un nuovo esempio di architettura moderna. Costruire dove in teoria non si può: sul mare. È una svolta non da poco ma a Savona e in Liguria non l’avete capito. Pazienza, poco male, mi concentrerò sugli altri progetti che sto seguendo nel mondo, immodestamente sono tra i più importanti del momento: un complesso fieristico a Roma, un aeroporto in Cina, importi ben maggiori di quello del porticciolo savonese».
Scusi la domanda veniale: è stato pagato per ciò che ha fatto sinora?
«Capisco che per voi liguri questo sia un problema non da poco ma onestamente non lo so neppure, dovrei andare a verificare. Non è questo progetto che mi ha arricchito, sto seguendo quello di un aeroporto da 1,4 miliardi di euro».
Perché parla di sconfitta culturale? Però non era un’opera indolore: una torre di oltre cento metri e irregolare... Ci può stare la bocciatura.
«Ripeto, non è un problema progettuale o di forma ma culturale: l’idea era costruire dovunque, anche sul mare, con modelli architettonici del futuro. Togliere il cemento dalla costa per concentrarlo in uno spillo sulla diga foranea. La torre che avevo proposto era un faro, uno spillo e invece siamo arrivati a definirlo in modo osceno (”fallo”, ndr) non avendolo compreso. Culturalmente è una sconfitta. E io lo dico con dispiacere per l’Italia e la Liguria più che per il sottoscritto per il quale è solo uno dei tanti progetti». La sua idea di porto per la Margonara è esportabile? La proporrà altrove?
«Era vostra, pensata per la vostra costa, ma certamente è esportabile l’idea che l’architettura vinca su tutto: ripeto, costruire dove non si può, anche in pieno mare. Non significa far trionfare il cemento ma valorizzare l’opera dell’uomo che merita. Cose che in Italia, purtroppo, è difficile riuscire a fare e ne ho avuto la prova in questa occasione».
Si sente tradito?
«Non esageriamo. Non sarà questo progetto a cambiarmi la vita. Diciamo che è stata l’occasione per dare vita ad un dibattito che andava oltre l’opera in se ma è un dibattito che non mi è piaciuto nella sua evoluzione. Io non ho nulla da rimproverarmi perché ho spiegato più volte cosa intendevo nel proporre quel disegno e non sono stato capito. Ci metto una pietra sopra alla Liguria, d’altra parte ci sarà un motivo se non ho mai fatto nulla da voi e invece lavoro in tutto il mondo».
È un po’ come se la sua torre sia stata abbattuta prima di nascere.
«Sì, ma allora mi aspetto che si demoliscano anche i fari dei porti, che invece sono monumenti architettonici che tutti preserviamo e amiamo. Per fortuna quando sono stati fatti nessuno ha trovato gli ostacoli che ho trovato io altrimenti oggi non sapremmo cosa sono».
Da http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/p/savona/2010/02/02/AMJCsBLD-fuksas_sbatte_rinuncio.shtml
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