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Argomento: VERDI: IL FUTURO |
03 febbraio 2010
Informazione Marco Roveda, fondatore di Lifegate, sostiene la battaglia dei Verdi: «Giornali e tv sono in equilibrio tra pubblico e pubblicità ma gli interessi della gente sono mutati»
«L'informazione non sta aiutando lo sviluppo di una civiltà dei valori» e, se questo è da un certo punto di vista scontato perché «i media convenzionali vivono di pubblicità», un atteggiamento diverso sarebbe possibile e vantaggioso per giornali e televisioni: «La gente vuole sapere di cambiamento climatico, di inquinamento».
Per Marco Roveda, pioniere di quella che oggi si chiama green economy e che negli anni Ottanta era una follia, è da sostenere la battaglia che i Verdi hanno cominciato sei giorni fa con lo sciopero della fame del presidente Angelo Bonelli contro il sistema dell'informazione che esclude i temi ambientali.
Inventore di quel gran caso di biosuccesso che è stato il marchio Scaldasole, Roveda è oggi uno che l'informazione la fa in prima persona, con il portale Lifegate e la radio collegata.
«I cinesi dichiarano di voler aumentare l'efficienza energetica del 45%», spiega a Terra, «e il Corriere della Sera non scrive neanche una riga. E' una decisione che può far sì che il mondo si salvi: non puoi non occupartene».
Perché?
Miopia, incapacità di valutare correttamente il peso delle questioni ambientali? Forse è anche più semplice.
L'informazione tradizionale vive di pubblicità, non va contro la sua principale fonte di reddito: materialismo, pubblicità e media formano un circolo vizioso.
E il pubblico?
Naturalmente i media cercano un equilibrio tra gli interessi della pubblicità e quelli del pubblico. Ma gli interessi della gente stanno cambiando, rispetto a quelli che erano 50 anni fa: sta cambiando il senso stesso della felicità.
I nostri padri avevano ragione a seguire il sentiero studia- lavora-guadagna-diventa ricco e sii felice. Ora da noi non funziona più: una parte importante dei cittadini dei Paesi sviluppati ha raggiunto un altro livello di consapevolezza.
Puoi avere bisogno di macchine sempre più lunghe? C'è un nuovo bisogno primario per l'uomo, che è quello di occuparsi dell'ecosistema; il senso stesso della parola ricchezza o quella della parola felicità vengono ridefiniti da questa nuova necessità.
Alla base di questa nuova consapevolezza non c'è l'informazione fornita da giornali e tv.
No di sicuro, almeno non dai media convenzionali. Alla base c'è una profonda disillusione rispetto alle promesse del materialismo. E c'è una cultura che cambia nel suo insieme, anche grazie ai nuovi media. Questo non significa che non occorra battersi perché il sistema non cambi: la richiesta dei Verdi è giusta. I media possono accelerare il cambiamento in corso. Dobbiamo chiedere che, come tutte le altre aziende, adottino un atteggiamento people-planet-profit: non più solo orientati al profitto. I
n questa visione che Lifegate propone più si alza il profitto, più crescono i due altri elementi.
Simonetta Lombardo da Terra
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