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| .: Recensioni :. |
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Tra meno di 24 ore il voto per il nuovo primo ministro. Un esito ancora incerto dopo un 2010 ricco di sorprese.
Le elezioni anticipate australiane appaiono molto equilibrate. La sfida tra l’attuale primo ministro, Julia Gillard, ed il leader dell’opposizione Tony Abbott sarà decisa da un minimo scarto. Un esito aspettato, dopo la drammatica defenestrazione di Kevin Rudd, il primo ministro laburista che aveva vinto nel 2007 ponendo fine al lungo regno conservatore di John Howard.
SITUAZIONE DI STALLO - Il Labor ha giocato tutte le sue carte sulla prima donna che ricopre il ruolo di primo ministro nella storia australiana. L’improvviso calo di popolarità di Rudd ha spinto il partito ad un putsch che all’inizio sembrava aver pagato, ma le contraddizioni del cambio di leader in corso sono comunque emerse durante la campagna elettorale. Le elezioni, che si sarebbero dovute svolgere entro marzo 2011, sono state anticipate dalla Gillard per sfruttare la sua popolarità, sicuramente superiore rispetto al leader conservatore Abbott. La campagna elettorale si è però concentrata sulle difficoltà del governo laburista, e attualmente la Coalition, l’alleanza tra il partito liberale e quello nazionale, ha superato gli avversari nei sondaggi, ma il piccolo vantaggio potrebbe non bastare.
CAMERA IN BILICO – Nel sistema australiano, ispirato al modello Westminster, il primo ministro è eletto dalla Camera, dato che il Senato compartecipa alla legislazione ma non ha poteri sul bilancio. In questo momento il Labour controlla 83 seggi, 7 in più rispetto alla soglia minima per avere una maggioranza alla House. L’Australia adotta l’Alternative Vote, il sistema elettorale richiesto dai Liberaldemocratici britannici per entrare al governo con Cameron. Ci sono 150 collegi uninominali, e l’elettore può votare ogni candidato indicando con un numero la propria preferenza. Il primo che supera il 50%, col primo o il secondo o terzo voto, viene eletto deputato.
SALVEZZA VERDE – In questo momento il primo voto per la Camera vede il vantaggio della Coalition conservatrice. I laburisti della Gillard recuperano fortemente nel secondo voto, tanto da strappare un minimo vantaggio nella maggior parte dei sondaggi, grazie all’appoggio dell’elettorato ecologista. In questo momento i Verdi sono il partito che avrebbe il maggior incremento rispetto al 2007, tanto da riuscire a vincere un seggio alla Camera in un’elezione generale, cosa mai successa prima d’ora. I temi ambientali, costati la poltrona a Rudd, potrebbero far perdere voti ai laburisti ma salvare il loro governo grazie al sistema elettorale del Voto Alternativo. Secondo il blog “The Poll Bludger”, ospitato dall’influente sito “Crickey”, il Labor australiano, favorito anche dal recente ridisegno dei collegi, dovrebbe conquistare 79 seggi, una maggioranza minima ma comunque sufficiente per governare, mentre al Senato sarà probabilmente necessaria un’alleanza coi Verdi.
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Le elezioni australiane finiscono in pareggio
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http://www.ivg.it/2010/07/06/verdi-il-presidente-bonelli-ha-inaugurato-la-nuova-sede-savonese/
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Qualche mese fa, il quotidiano ecologista Terra ha ricordato Alexander Langer in coincidenza con quello che sarebbe stato il suo sessantaquattresimo compleanno, se non fosse morto suicida il 3 luglio 1995: era nato infatti il 22 febbraio 1946 a Vipiteno/Sterzing. C'è chi, avendolo ben conosciuto, ha provato una forte emozione nel vedere in prima pagina quell'inconsueto, ma singolare e felice augurio postumo. E c'è anche chi, non avendo avuto la fortuna di incontrarlo personalmente, anche per ragioni generazionali, si è interrogato forse per la prima volta sulla figura e la storia di questo straordinario protagonista della seconda metà del ventesimo secolo in Trentino-Alto Adige/Südtirol, in Italia, in Europa e anche in tante altre regioni del Pianeta, dove ha lasciato un segno indelebile nella memoria di molti.
Tra i numerosi libri pubblicati dopo la sua tragica morte - per chi non li avesse già letti e desiderasse meglio conoscerlo - vorrei suggerire l'antologia più completa dei suoi scritti, non dal punto di vista quantitativo, ma per la capacità di selezionare in modo equilibrato i molteplici aspetti della sua personalità e della sua multiforme attività e riflessione: Alexander Langer, Il viaggiatore leggero. Scritti 1961-1995, a cura di Edi Rabini, Sellerio, Palermo, prima edizione 1996 (ma più volte ristampato). Tre anni fa, inoltre, è stata pubblicata la sua biografia più completa e documentata: Fabio Levi, In viaggio con Alex. La vita e gli incontri di Alexander Langer (1946-1995), Feltrinelli, Milano, 2007. Da ultimo, segnalo la vastissima raccolta di testimonianze, scritte e pubblicate prevalentemente nell'immediatezza della sua morte e riunite in un unico volume nel decennale della sua scomparsa: Marco Boato (a cura di), Le parole del commiato. Alexander Langer dieci anni dopo. Poesie, articoli, testimonianze, Edizioni Verdi del Trentino, Trento, 2005 ( info@verdideltrentino.orgQuesto indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ).
Purtroppo Alex è morto per scelta volontaria il 3 luglio 1995. Quindici anni dopo, la sua figura continua ancor oggi a segnare in modo emblematico la storia dell'ecologismo italiano ed europeo, e non solo. Scomparso a quarantanove anni, molte sue intuizioni sono rimaste di una attualità sorprendente, molte sue iniziative sono ancora oggi vive e vitali, la sua eredità spirituale, culturale e politica è ormai patrimonio comune - al di là di ogni confine ideologico - di intere generazioni, non solo in Trentino e in Alto Adige/Südtirol, ma nell'Italia intera, in Europa e in molti altre paesi del mondo che lui, da vivo, aveva attraversato e percorso in lungo e in largo. Le molte testimonianze su di lui - provenienti dai mondi politici, culturali, religiosi più diversi - che avevo raccolto, nel decennale della sua morte, nel citato volume Le parole del commiato, risuonano ancor oggi con una immediatezza impressionante, come in una sorta di collegiale e solidale elaborazione del lutto.
Alexander Langer è stato "costruttore di ponti": tra etnie e gruppi linguistici, tra identità ideologiche diverse, tra le differenze di genere, tra partiti e società, tra Nord e Sud e tra Est e Ovest del mondo, tra uomo e natura, tra la pace e l'ambiente. "Ecopax", appunto: questo è il binomio che meglio sintetizza la sua personalità umana, la sua instancabile attività politica ed elaborazione culturale. In alternativa agli ideologismi astratti, si è fatto promotore di "utopie concrete", fondando anche la "Fiera delle utopie concrete" a Città di Castello. Rifiutando ogni forma di fondamentalismo, si è fatto sostenitore della "conversione ecologica", dove l'ecologismo supera i pur necessari aspetti tecnici e scientifici, per assumere anche una forte dimensione etica, culturale e spirtuale. Superando i muri delle barriere etniche e linguistiche, si è fatto protagonista e artefice della "convivenza", non solo nel suo Sudtirolo, ma in tutte le realtà europee ed internazionali nelle quali le differenze etnico-linguistiche si sono trasformate in fonti di separazione e contrapposizione, anziché in occasioni di arricchimento reciproco e di esperienza multi-culturale. Di fronte alla disperazione esistenziale, al catastrofismo fondamentalista e al pacifismo meramente ideologico, ha cercato di essere "portatore di speranza" - Hoffnungsträger, per usare una espressione tedesca a lui molto cara – e autentico "costruttore di pace".
Aveva scritto nel 1991: "Oggi, soprattutto in campo ambientale, è tutta una profezia di sventura. C'è a volte il rischio di essere catastrofisti e di terrorizzare la gente, la qual cosa non sempre aiuta a cambiare strada, ma può indurre a rassegnarcisi. Piuttosto bisogna indicare strade di conversione, se si vogliono evitare ragionamenti come 'dopo di noi il diluvio', 'tanto è tutto inutile e la corsa è disperatamente persa', 'se io non inquino, ce ne sono mille altri che invece lo fanno' ".
Qualche anno dopo, nel 1994, ha scritto un testo più sistematico sulla "conversione ecologica", affermando in particolare: "La domanda decisiva è: come può risultare desiderabile una civiltà ecologicamente sostenibile? Lentius, profundius, suavius, al posto di citius, altius, fortius. La domanda decisiva quindi appare non tanto quella su cosa si deve fare o non fare, ma come suscitare motivazioni ed impulsi che rendano possibile la svolta verso una correzione di rotta".
Prima di morire, ai piedi di un albicocco al Pian de' Giullari, nella collina di Firenze (città dove si era laureato in giurisprudenza con Paolo Barile e dove aveva conosciuto padre Ernesto Balducci, Giorgio La Pira e, non lontano, a Barbiana, don Lorenzo Milani), ha scritto queste estreme parole, in tedesco: "Non siate tristi, continuate in ciò che era giusto" ("Seid nicht traurig, macht weiter, was gut war"). In realtà, i moltissimi che l'hanno conosciuto e amato, sono ancor oggi tristi per la sua scomparsa, pur ormai a quindici anni dalla sua morte. Ma il modo migliore per ricordarlo a tutti - e in particolare ai più giovani, che non l'hanno potuto conoscere di persona, ma possono ricostruirne e ripercorrerne le tracce di un cammino così ricco e fecondo - è davvero quello di raccogliere il suo monito estremo e di "continuare in ciò che era giusto".
Marco Boato
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l' incontro nasce dalla necessita di confrontarci, per ragionare sulla prospettiva di un partito verde. Angelo ci presenterà la proposta di costituente ecologista, con cui è stato eletto al congresso, e che prevede una vera e propria apertura del nostro partito ai movimenti ambientalisti per fondare un soggetto nuovo.
Credo che il desiderio della gente di un punto di riferimento che difenda i diritti dell' ambiente contro la prevaricazione del profitto sia sempre più evidente. Non so se i verdi riusciranno ad essere il seme di questo nuovo soggetto, ma credo che sia assolutamente necessario.
E' una serata importante per tutti quelli che hanno a cuore l' ambiente e spero che interverrete numerosi, per portare il vostro contributo alla serata.
La serata non verrà publicizzata sui giornali perchè vuole essere sopratutto indirizzata alle persone motivate, ovviamente siete liberi di portare chiunque sia interessato, anzi diffondete ela mail e invitate coloro che hanno a cuore l' ambiente.
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DA GREENREPORT.IT
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In Belgio mentre il quadro politico si sta polarizzando fra indipendentisti moderati (al Parlamento Europeo peraltro afifliati al gruppo verde) nelle Fiandre e socialisti di de Rupo in vallonia non può sfuggire che i Verdi hanno consolidato le proprie posizioni (cinque seggi nelle Fiandre e otto in Vallonia) affermando che una alternativa di pensiero democratica ed ecologista in Eurpa è possibile.
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Il 30 maggio ci saranno le elezioni presidenziali in Colombia. Sembrava dovessero essere delle elezioni noiose, con la scontata vittoria del candidato del partito del presidente uscente Alvaro Uribe, di centrodestra, nonché ministro della difesa a fine mandato. Finché un giorno i sondaggi non hanno scoperto che un candidato alternativo poteva battere Juan Manuel Santos: il suo nome è Antanas Mockus.
Di origini lituane, matematico, filosofo, professore universitario, fu sindaco della capitale di Bogotà per ben due volte. Le prime elezioni le vinse da indipendente battendo il candidato del Partito liberale Enrique Peñalosa, il quale era un candidato originale ma in confronto a Mockus sembrava il classico uomo politico di potere.
Presa in mano una città malfamata, è riuscito a migliorarla attraverso un lavoro pedagogico, con l'educazione e il rispetto delle regole, ma senza essere bacchettoni. Campagne alternative e simpatiche come i mimi agli incroci per far rispettare il codice stradale sono riuscite a diminuire omicidi e reati.
Mockus con i suoi successori (lo stesso Peñalosa che si candidò da indipendente e l'ex sindacalista Luis Eduardo Garzòn) riuscirono a migliorare la vivibilità della capitale colombiana in maniera incredibile: valorizzazione dei quartieri più degradati, creazione di zone verdi e di molte piste ciclabili, riduzione del traffico e migliroamento del trasporto pubblico, attraverso il progetto Transmilenio ( autobus con corsia separata ) fortemente voluto da Peñalosa, costruzione di scuole e biblioteche.
I tre ex sindaci di Bogotà ora si ritrovano insieme nel partito verde, quello di Ingrid Betancourt, ed ora stanno affrontando questa avventura presidenziale in cui Antanas Mockus è il candidato che sta dando del filo da torcere a Santos: i sondaggi affermano che al ballottaggio Mockus potrebbe vincere.
La sua campagna si basa sulla legalità, la cultura, l'etica, il miglioramento della qualità della vita e il rispetto dell'ambiente. Sarebbe il primo presidente verde e sarebbe un nuovo corso per la Colombia ed anche per l'America Latina.
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Per la prima volta il partito ecologista inglese riesce ad eleggere un suo rappresentante al parlamento nazionale inglese. Dopo aver ottenuto in passato risultati oscillanti tra il 10 e il 15% alle elezioni amministrative ed alle europee , ora Caroline Lucas viene eletta primo deputato verde col 31% dei voti nel collegio uninominale di Brighton. A Richmond viene anche eletto deputato Zac Goldsmith l'editore di Ecologist che si era presentato come indipendente tra i conservatori
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Le forze di centrosinistra si affermano in tutta la Regione. Rieletto Spagnolli a Bolzano, bene anche i Verdi che prendono mediamente il 6 per cento dei consensi. Bonelli: «Segnale di forte ripresa ecologista»
Il Trentino Alto Adige sorride alla coalizione di centrosinistra. Grazie all’alleanza con la Sudtiroler Volkspartei, il sindaco uscente Luigi Spagnolli è stato confermato con il 51,9% dei consensi. Robert Oberrauch, candidato del centrodestra, si è fermato assai lontano, al 33,1%. Un insuccesso che Luis Durnwalder, governatore Svp dell’Alto Adige, ha commentato con una certa serenità: «Mi sarei stupito se l’elettorato avesse ancora sostenuto i partiti di questa destra». Il riferimento è alla frammentazione interna al Pdl (durante l’ultima giornata di campagna elettorale, a Bolzano, c’è stata addirittura una rissa con denunce tra esponenti delle opposte fazioni del partito), che secondo Durnwalder potrebbe avere avuto ripercussioni sull’affluenza, in calo di oltre cinque punti rispetto alla precedente tornata elettorale: 74,8% degli elettori contro il 79,4% del 2005. Una disaffezione che riscontrata in eguale misur a anche a Merano, Laives e Bessanone. Nella maggioranza, si conferma primo partito la Svp, che a Bolzano prende il 18,3%; ma è tutto il centrosinistra a fare festa, che vede riconfermati i primi cittadini anche a Mezzocorona, Brentonico, Pinzolo e Dro. Si andrà al ballottaggio invece a Merano, Baselga e Bressanone, dove tuttavia guidano lo spoglio tutti i candidati di centrosinistra. Bene il Partito Democratico, che nel capoluogo ha preso il 17,3% dei consensi, e buona anche l’affermazione dei Verdi: 6,2% a Bolzano, con risultati simili a Rovereto, Riva del Garda, Mori e Arco. Ma il picco degli ecologistisi ha a Merano, dove la verde Cristina Kury, forte di un 16,5%, andrà da sola al ballottaggio con il candidato Svp, Januth Gunther (34,7%). «Dal Trentino Alto Adige arriva un forte segnare di ripresa del voto ecologista - ha detto Angelo Bonelli, presidente nazionale dei Verdi -. Si tratta di un’area territoriale che, dopo il congresso di Fiuggi che ha deciso p er l’uscita dalla sinistra radicale, sta costruendo una politica più collegata a quella dei Verdi europei. Voglio ringraziare i Verdi del Trentino Alto Adige per il grandissimo lavoro che hanno fatto e che, ne sono sicuro, continueranno a fare, in coerenza con la proposta della Costituente ecologista che si propone non solo di aggregare le forze ecologiste ed i movimenti ma di mettere in campo una proposta eco-sociale di cui il Paese ha bisogno ». Il buon risultato dei Verdi dà dunque giustizia anche alla scelta fatta nel congresso di Fiuggi, quando i Verdi del Trentino appoggiarono la mozione Il coraggio di osare, poi vincente. Come sottolinea Marco Boato: «Nella battaglia congressuale dello scorso autunno i Verdi del Trentino erano d’accordo con chi ha vinto. C’era stato un dissenso nelle politiche del 2008 e nelle Europee con Sinistra e Libertà, oggi diventata Sinistra, Ecologia e Libertà. La stessa che in queste elezioni ha preso un quinto circa dei voti� � dei Verdi. E siamo ovunque nettamente al di sopra dell’Italia dei Valori e di altre forze politiche minori del centrosinistra». Dal Trentino, come trent’anni fa con Alexander Langer, potrebbe ripartire il nuovo corso delle forze ambientaliste in Italia.
Alessio Nannini
TERRA
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STASERA ORE 21 I VERDI SI RIUNISCONO NELLA SEDE DI VIA PIA A SAVONA
PARTECIPATE
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NETTO SUCCESSO DEI VERDI IN TRENTINO ASLTO ADIGE: MEDIA DEL SEI PER CENTO SU BASE REGIONALE; AL BALLOTTAGGIO DA SOLI A MERANO E NETTA AVANZATA CON VITTORIA DEL CENTROSINISTRA A BOLZANO CONTRO LA DESTRA XENOFOBA
DALLA TERRA DI LANGER UN NETTO SEGNALE DI MIGLIORAMENTO SOCIALE
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Il parlamentino dei Verdi ha anche dato il suo via libera all'istituzione di
una Fondazione che si occuperà di dare assistenza e supporto a tutte le
vertenze ambientali del nostro Paese. La fondazione elaborerà analisi e
studi sulle grandi questioni ambientali come inquinamento, energia e green
economy.
"Si tratta di una operazione importante che innova il modo di fare politica
- ha dichiarato il Presidente nazionale Angelo Bonelli -. Si tratta di un
esempio concreto e reale di come i partiti possono mettersi al servizio dei
cittadini, senza pensare solo alla propria mera sopravvivenza ma investendo
su questioni fondamentali per il futuro del paese e del Pianeta".
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PRELUDIO DI UNA NUOVA FASE
di Maurizio Di Gregorio
Se le elezioni regionali francesi si sono concluse il 21 marzo con l’affermazione ecologista e la vittoria della coalizione di sinistra, le regionali italiane dichiarano la disfatta (parziale) del centrosinistra, consolidano la lega e rivelano il costante aumento di astenuti e l’emersione del movimento di Beppe Grillo.
Non occorreva essere dei veggenti per immaginare la probabile sconfitta del centrosinistra in Piemonte, Campania e Lazio: inutilmente avevamo indicato, sei mesi fa, che la strada di una costituente ecologista sarebbe passata attraverso una discontinuità radicale con i partiti della casta e tutta la storia del centrosinistra.
Fallimentare è stato, sotto ogni profilo, il risultato dei verdi italiani che con circa 190.000 voti (attribuibili ) hanno totalizzato un 0,80% scarso e questo grazie anche al fatto che Grillo si è presentato solo in 5 regioni su 13.
Per quanto il piccolo gruppo rimasto dei verdi italiani si sia dato da fare (compreso il digiuno di Bonelli) gran parte di quegli elettori che negli anni avevano votato per i verdi si è astenuto o si è spalmato tra liste 5 Stelle, SEL e radicali. Come purtroppo avevamo previsto nell’articolo precedente dal titolo”Ma dove sono gli ecologisti? Decine di gruppi, movimenti, micropartitini, associazioni e comitati vari sono stati a guardare mentre annaspano in difficoltà, con scarsa capacità a incontrarsi, a confrontarsi e tantomeno ad aggregarsi; insomma si può dire che gli ecologisti hanno perso il treno di una significativa e reale presenza alle elezioni.
Il costo culturale e politico della diaspora ecologista impedisce all’Italia una evoluzione francese e invita a riflettere se anche la stessa diaspora ecologista non sia parte integrante dell’anomalia italiana.
La vera disfatta della sinistra
Anche se i veri vincitori delle elezioni sono stati gli astenuti (circa il 40% dell’elettorato totale) e non i 2 principali partiti della casta, PDL e PD-L che anzi continuano a veder ridursi le fasce equivalenti degli elettori che li votano (fenomeno che viene nascosto dalla tenuta nelle percentuali), ogni lista al di fuori dei due big mantiene o incrementa i consensi. Da notare l’avanzata della lega dappertutto sino alla Toscana, la tenuta e l’incremento di IDV e UDC e il boom di Grillo. Se valutato come trend esso prelude alla fine dell’egemonia PD in Emilia e forse anche in Toscana e sostanzialmente ad una prossima vittoria del centrodestra alle prossime politiche.
L’inutile sacrificio di Bonino e Vendola
Bonino per il Lazio era una possibilità giocata fuori dai tempi massimi, avevamo già scritto che si trattava di un inutile sacrificio per l’esponente radicale chiamata in soccorso di un centrosinistra agonizzante. Oltre che boicottata da parte dell’elettorato del vecchio PC non è riuscita a richiamare i consensi che ormai si stanno raccogliendo fuori dalla casta. E questo nonostante i radicali stessi avessero intravisto l’opportunità di una presentazione con i verdi (FUORI DALLE COALIZIONI).
Anche se la sinistra si consola con l’affermazione di Vendola, essa è poco più di un fuoco fatuo, poiché sarà giocata nella solita strada senza uscita del millantante rinnovamento della sinistra, scogliera acuminata su cui hanno naufragato innumerevoli progetti di rinnovamento della sinistra. Al di là dei risultati immediati, il conteggio dei voti attribuisce a quella che fu la sinistra radicale un bacino da riserva indiana che va da un minimo di 6 ad un massimo di 9 punti percentuali (guarda guarda il medesimo della Gauche in Francia)
Ho visto anche degli elettori felici
Le piazze piene dappertutto per i comizi di Beppe Grillo preannunciavano già i risultati reali. In quelle piazze tanto entusiasmo e tante facce nuove. Essendosi presentato solo in 5 regioni resta la curiosità di valutare quale sarebbe stato un risultato nazionale (se in Piemonte il 4, in Emilia il 7, in Veneto e Lombardia il 2,5 in Campania l’1,3) forse un 3, un 4 o anche un 5%? Dopo le regionali il fenomeno Grillo godrà del vento in poppa.
Tuttavia occorre precisare che i migliori risultati sono stati nelle regioni di sinistra del Nord (Piemonte Emilia), mentre deludente è stato l’andamento di Lombardia, Veneto e Campania, dato che indicherebbe il liberi tutti che si sta preparando nella sinistra italiana e però ancora una mancanza di seguito nelle regioni della lega e nel CentroSud. Beppe Grillo stesso ha definito il movimento 5 stelle come la lega del terzo Millennio. Gli eletti grillini alle regionali sono stati 4 in tutto (come per i verdi) ed il raffronto è un dato paradossale. Inoltre il massimo dei risultati sono stati conseguiti dove non vi erano i Meet Up e questo dovrebbe far riflettere grillini e grillo sulla presunta onnipotenza della rete.
Inutile precisare che Grillo e il suo movimento è attualmente la speranza più consistente dell’ecologismo italiano. Bersani apocalittico: "sono la cupio dissolvi della sinistra". E Beppe Grillo se li mangia con un marameo: "Bersani delira, rimuovetelo da segretario" commenta al telefono ed ha ancora una volta ragione.
Mancanza e necessità di un progetto
Chi non è giovanissimo ed ha vissuto più di una emersione di partiti e movimenti alternativi di sinistra o alla sinistra (Psiup, DP, Radicali, Verdi, ora IDV e 5Stelle) non si fa impressionare da exploit del 3 o 5 %: innumerevoli volte i vari tentativi hanno portato cifre simili e gli analisti dei flussi elettorali hanno indicato in un 10% di elettorato un’area mobile che ogni volta si sposta verso i competitori più promettenti.
Solo qualcosa di straordinario potrebbe far convergere parte delle astensioni a questo 10% di elettorato “critico”
Dopo i primi risultati crescono i problemi per le nuove formazioni (ricordiamo che i precedenti eletti grillo ed IDV erano quasi tutti trasmigrati altrove), problemi inerenti all’organizzazione interna, al fatto che ogni successo attira miriadi di immeritevoli ambiziosi, problemi di schieramento e prassi quotidiana dell’attività politica, problemi di rapporto con i propri elettori e problemi di speranze confermate o deluse.
A ciò si può far fronte solo con un progetto politico complessivo a lungo termine (e le capacità ad esso relative), altrimenti anche le più grandi ondate di protesta elettorale e qualsiasi movimento saranno gradualmente riassorbiti nel tran tran della realtà europea.
E segno di quanto sia difficile è la persistenza dei tentativi, alla Vendola per intenderci ed ora anche di IDV di ricreare una prospettiva negli orizzonti angusti di una cosa che comunque la si chiami è ancora e sempre centrosinistra.
Il preludio di una nuova fase
Anche se quindi i risultati di cambiamento non sono stati proprio eclatanti, l’impressione che se ne ricava è che si stia realmente aprendo in Italia una nuova stagione. Il bipolarismo di PDL e PD-L si mostra ancora consistente ma la sua fibra è estremamente logorata. Essendo la casta chiusa, il nuovo si raggruppa dovunque al di fuori ed una area ormai molto ampia aspetta il suo principe azzurro. E questo sia per un’area di sinistra che per un’area di destra, giusto il compito trasversale di disinquinamento della politica, di conversione ecologica dell’economia, di rinnovamento culturale e sociale che dovrebbe essere, in Italia , come già altrove, il progetto a lungo termine di un nuovo ecologismo oltre destre e sinistre a vocazione maggioritaria
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Facciamo girare queste parole. Perchè sono le parole che mancavano. Quelle che in molti pensavano ma non hanno avuto la possibilità, la forza o il coraggio di urlare.
Le ha scritte un giovane sindaco, Domenico Finiguerra, ai cittadini di Cassinetta di Lugagnano, ma sono rivolte a tutti. O almeno a tutti quelli che vorrebbero davvero un'altra Italia.
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ESISTE UN'ALTRA ITALIA
Con questa lettera mi rivolgo ai 1800 cittadini di Cassinetta di Lugagnano, ai frequentatori del mio sito internet, ai miei contatti sui social network, ai 30 mila aderenti alla Campagna Stop al Consumo di Territorio, ai 420 mila sostenitori dell’Acqua Pubblica, alle migliaia di persone che ho incontrato in incontri pubblici, conferenze e dibattiti, ai miei colleghi, amministratori o politici.
Negli ultimi 8 anni sono state molte le occasioni per scrivere, commentare, riflettere a voce alta.
Ho condiviso con dei fantastici compagni di viaggio, il gruppo “Per Cassinetta”, protagonisti dell’esperienza di rinnovamento del nostro comune, l’orgoglio e l’onore di guidare Cassinetta di Lugagnano, la sua comunità e il suo territorio, nella difesa dell’ambiente, del paesaggio e dei beni comuni, per la terra e per l’acqua.
Ho condiviso la speranza e la volontà di contribuire alla costruzione di un futuro migliore e diverso per i nostri figli.
Insieme alla mia giunta ho sempre manifestato pensieri e idee con la massima sincerità.
Oggi, non posso non fare altrettanto.
Spesso i politici dicono e fanno cose con lo scopo di accattivarsi la simpatia dei cittadini elettori. Prestando molta attenzione a non urtare le sensibilità e le suscettibilità. Evitando scomodi argomenti che potrebbero far perdere qualche voto al loro partito.
Sono stato eletto nel 2002 e riconfermato nel 2007 alla guida di una lista civica. Senza nessun legame con i partiti. Ma la mia storia personale e le mie idee mi collocano nella parte del campo che si contrappone (o sarebbe meglio dire dovrebbe farlo), all’attuale maggioranza di Governo guidata da Silvio Berlusconi e da Umberto Bossi.
Per l’affetto o per il rispetto che devo a tutti i cittadini di Cassineta e a tutti coloro che mi seguono in rete o che mi hanno ascoltato in qualche sala pubblica, cinema o teatro, è per me indispensabile manifestare apertamente il mio pensiero rispetto alla deriva culturale e all’impoverimento civile che sta interessando l’Italia.
Negli ultimi anni, lentamente, giorno dopo giorno, si è diffuso un amaro rancore preventivo nei confronti di chi è straniero, di chi professa altre religioni rispetto a quella cattolica, di chi è diventato nostro vicino di casa. “Andate via, a calci nel c…!”, “L’Italia agli Italiani!”,“Giù la mani dalle nostre donne, dal nostro lavoro, dal nostro crocifisso!”
Quante volte abbiamo udito queste frasi? Alla televisione, alla radio o in comizi elettorali.
Ma nelle ultime settimane l’accelerazione di questo processo e l’affermazione di prassi e comportamenti indegni di un paese che vuole definirsi civile, ha assunto un carattere davvero insopportabile. Ha cominciato a coinvolgere in maniera diretta i bambini. E cosa ancor più grave, per me, ha visto sindaci e assessori agitare spettri e propaganda per far venire ai cittadini la bava del livore alla bocca, sperando di interpretare questi istinti primordiali e alimentare così il proprio consenso.
Un comune in Provincia di Verona ha lasciato a piedi i bambini (figli di stranieri) non in regola con il pagamento dello scuolabus. Così, se le porte del pulmino giallo si aprivano per taluni, per altri si chiudevano. “Tu sali! Tu resti giù!”
In un altro comune in Provincia di Brescia alcuni bambini (sempre figli di stranieri) non in regola con il pagamento della refezione sono stati lasciati a digiuno. Proprio così. Mentre i loro compagni venivano serviti con pastasciutta, bistecca e insalata, questi piccoli esseri umani si sono trovati davanti un semplice pezzo di pane e dell’acqua. Quando un imprenditore, volendo separare le sue responsabilità da quelle del suo sindaco, ha voluto saldare il debito per conto delle famiglie morose, gli sono giunti messaggi indispettiti, raccolte di firme contro la sua donazione. Perché? Perché si era azzardato a guastare il clima di ritorsione collettiva e vendicativa… a sporcarlo con un gesto di buona volontà?
Una vergogna. Una vera e propria vergogna. Ho provato ad immaginare mio figlio, seduto ad un banchetto. L’ho immaginato guardare il suo compagno mangiare ed abbassare lo sguardo, umiliato, senza sapere perché. Ho provato ad immaginarlo con lo zainetto in spalla tornare mestamente e a piedi verso casa. Il capo chino e l’etichetta di diverso sulla giacchettina.
Cari cittadini e cari amici,
di fronte a questi episodi, cartine di tornasole di cosa è diventato il nostro paese, non posso tacere. Non posso non gridare il mio disprezzo umano e politico per chi nell’intento di ottenere voti e approvazione, non riuscendo a far pagare genitori morosi, si inorgoglisce nel prenderne a calci i figli. Si inorgoglisce. Invece di mettere in campo un’azione doverosa di recupero e verifica dell’evasione, cavalca tale occasione per raccogliere i frutti dall’albero dell’insofferenza diffusa.
Io sento il dovere morale di dire e fare la mia parte. Innanzitutto non voltandomi, per opportunismo, dall’altra parte, diventando così complice. Corresponsabile morale di una classe politica di aspiranti gerarchi che cercano visibilità in un regime culturale fondato sulla ripugnanza, sull’egoismo e sulle povertà ideali e materiali. Sospinti da cittadini che hanno smarrito, sono stati spogliati o si sono liberati dei sentimenti di fraternità e pietà.
Sul mio sito si parla molto di temi ambientali. Ma di fronte ai respingimenti in alto mare di donne e bambini in fuga dalla fame e dalla guerra, di fronte ai cadaveri di stranieri ammassati nel deserto libico perché non idonei ad avere un pezzo di carta, di fronte alle scene di razzismo e deportazione cui abbiamo assistito alcuni mesi fa a Rosarno, di fronte a tutto questo, non me la sento di cambiare discorso per parlare di nucleare o risparmio energetico.
Di fronte alle rivoltanti e spregevoli parole di politici che incitano alla caccia al diverso, sia esso musulmano, nero o omosessuale, di fronte a questa deriva barbarica, che sta gettando le basi, e forse ha già costruito, una società della violenza, dell’invidia e dell’iperindividualismo, di fronte agli sguardi di giustificazione (se non addirittura di approvazione) delle parole cariche di retorica razzista, di fronte ai fatti prodotti da un clima che ricorda quello preparatorio dei tempi bui del nazi-fascismo, di fronte a tutto questo, non me la sento di cambiare discorso per parlare di inceneritori o autostrade.
Di fronte al degrado civile e morale del mio paese, l’Italia, che sta mostrando in questi giorni il suo lato peggiore, mi sento in dovere di manifestarvi tutto il mio disagio e la mia indignazione. Affinché tutti voi sappiate da che parte sto. Anche se, e ne sono consapevole, ciò comporterà da parte di alcuni di voi, ma spero di pochi, l’abbandono di sentimenti di simpatia nei miei confronti.
Ma ciò che io vi chiedo non è la simpatia. Osservando insieme a voi gli occhi di un bambino che implora pietà su un gommone o quelli di un uomo abbassato su una pianta di pomodori, ciò che io vi chiedo è la comprensione e la solidarietà, per loro.
Da pochi giorni è passata la Pasqua. La gran maggioranza di voi ha festeggiato la Resurrezione di Gesù. Lo stesso Gesù che se fosse nato oggi, in Italia, magari in una catapecchia della periferia milanese, non sarebbe stato salutato con riunioni di gioia e cori di giubilo, bensì con presidi di protesta e cori razzisti.
Se siete credenti e cristiani e vi recate in chiesa tutte le domeniche, udirete parole che invitano all’amore. Ascoltatele.
Non prestate orecchio a chi, ostentando un fazzoletto verde nel taschino o una spilletta con uno spadone puntato in alto, a pochi metri del sagrato della chiesa, vi indica come unica strada da percorrere quella della paura, dell’odio e dell’intolleranza.
Pensate invece ai vostri figli e alle prossime generazioni. Cercate di non trasmettere sensazioni di lontananza rispetto a chi ha il colore della pelle diversa, a chi prega un dio diverso, a chi viene da un paese diverso. Perché non sarà né bello né piacevole per i vostri figli, vivere in un paese dove ci si guarda con diffidenza o indifferenza. Dove il pregiudizio annega ogni stimolo alla reciproca conoscenza. Dove il benessere individuale viene prima di ogni regola di giustizia sociale e collettiva.
Forse non ho nessun diritto di dirvi tutto questo, e mi scuso se ciò è vissuto da parte vostra come una sorta di predica. Ma io sono un sindaco e, seppur piccolo, sono un rappresentante delle istituzioni ed è bene che i cittadini che rappresento e quelli che si soffermano ad ascoltare ciò che dico e propongo in rete, sappiano quali sono i sentimenti che si agitano nel mio cuore.
Io sto dalla parte delle sorelle e dei fratelli stranieri. Quelli che arrivano disperati in cerca di speranza. Quelli che muoiono di stenti implorando accettazione. Quelli che sono sfruttati senza ritegno da delinquenti e criminali. Quelli che tutti i giorni accompagnano i nostri figli a scuola, quelli che curano i nostri anziani e che cureranno noi tra qualche anno, quelli che lavano i nostri gabinetti, quelli che si sporcano le mani di grasso per noi.
Io sto dalla parte dei bambini che non hanno colpa o peccato e che, pur avendo un genitore che non vuole o magari semplicemente non può pagare la mensa scolastica, hanno comunque diritto, come tutti i bambini del mondo, alla serenità e a vedersi riconosciuti pari dignità e diritti dei loro compagni di banco.
Io sto da questa parte e sarebbe bene che tutti, i piccoli e i grandi sindaci, gli assessori o i consiglieri comunali, le liste civiche, quelle democratiche, quelle progressiste, di centrosinistra o semplicemente di ispirazione civile o addirittura quelle di centrodestra che non condividono questa deriva di ostentata disumanità, così come i militanti, gli uomini di cultura, i blogger, i pastori, i cantanti, i contadini, i lavoratori, gli imprenditori,i cittadini, insomma tutti quelli che stanno da questa parte, liberassero i loro pensieri e li proponessero con fierezza, a dimostrare che esiste anche un’altra Italia.
domenico finiguerra
sindaco di Cassinetta di Lugagnano, Milano, Italia
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VERDI: CONSIGIO FEDERALE NAZIONALE DA’ VIA LIBERA A COSTITUENTE ECOLOGISTA DECISA ISTITUZIONE FONDAZIONE PER SUPPORTO A VERTENZE AMBIENTALI E STUDI PDF | Stampa |
10 maggio 2010
Il parlamentino dei Verdi ha anche dato il suo via libera all'istituzione di
una Fondazione che si occuperà di dare assistenza e supporto a tutte le
vertenze ambientali del nostro Paese. La fondazione elaborerà analisi e
studi sulle grandi questioni ambientali come inquinamento, energia e green
economy.
"Si tratta di una operazione importante che innova il modo di fare politica
- ha dichiarato il Presidente nazionale Angelo Bonelli -. Si tratta di un
esempio concreto e reale di come i partiti possono mettersi al servizio dei
cittadini, senza pensare solo alla propria mera sopravvivenza ma investendo
su questioni fondamentali per il futuro del paese e del Pianeta".
Roma, 10 maggio 2010
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DOPO L'INGRESSO -PER LA PRIMA VOLTA NELLA STORIA- NEL PARLAMENTO INGLESE GRANDE SUCCESSO DEI VERDI IN GERMANIA
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Germania, sconfitta Merkel. Perso voto Nordreno e Senato
Crollo della Cdu, buona affermazione dell’Spd, boom dei Verdi e Linke che supera la soglia di sbarramento. E soprattutto dalle elezioni regionali svoltesi ieri nel Nord-Reno Vestfalia arriva un segnale poco confortante per Angela Merkel ed il suo esecutivo. Il ribaltone di cinque anni fa è cancellato. Se nel 2005 la Cdu di Jürgen Rüttgers; ex ministro del governo Kohl e “colonnello” tra i più influenti del partito democristiano tedesco, riuscì nella storica impresa di conquistare dopo quattro decenni la regione più rossa della Germania, adesso si ritorna al passato. La Cdu perde oltre dieci punti percentuali scendendo dal 44,8% delle precedenti elezioni regionali al 34,3%. Per Rüttgers significa perdere la maggioranza relativa nel parlamento di Düsseldorf e la poltrona di governatore della sua regione. Non c’è dubbio che l’elettorato moderato, sconcertato per la politica del governo Merkel-Westerwelle e stizzito per il pacchetto di aiuti finanziari alla Grecia ha deciso di punire i propri candidati in un test regionale che ha finito per assumere forte valenza nazionale. I risultati indicano chiaramente che nel Land più ricco e popoloso della Germania non sarà possibile continuare con la maggioranza Cdu-Fdp che ha governato nell’ultima legislatura e che governa attualmente a Berlino.
I Liberali si fermano infatti al 6,6% e non colmano se non in misura minima le perdite subite dai cristiano-democratici. La conseguenza più vistosa a livello nazionale è che Cdu e Fdp ora non dispongono più della maggioranza nel Bunderat, la camera delle regioni del parlamento tedesco. Il governatore uscente Rüttgers ha pagato certamente per l’insoddisfazione dei cittadini nei confronti del governo Merkel, ma è stato anche punito per gli scandali nei quali è rimasto coinvolto nei mesi scorsi, come per esempio quello legato ai lauti compensi che si faceva pagare per ogni incontro con gli imprenditori. «Sembra che una serie di motivi abbiano portato a questo risultato, ma una cosa è chiara: mi assumo personalmente la responsabilità politica di questo risultato» ha dichiarato Rüttgers commentando i risultati. I socialdemocratici guidati da Hannelore Kraft raggiungono il 34,5%, non recuperano voti rispetto alla volta scorsa, ma d’un soffio riescono, almeno secondo le ultime proiezioni tv del secondo canale pubblico, a riguadagnare il primato politico nella regione. Il che significa che toccherà a Frau Kraft il ruolo di governatrice. Dopo le molteplici sconfitte subite negli ultimi anni dall’Spd a livello regionale e nazionale, la riconquista del Nord-Reno Vestfalia rappresenta comunque un ottimo passo avanti sulla strada del rilancio.
di Gherardo Ugolini da L'Unità
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SEMINARIO 8 MAGGIO 2010 - PER UN CONFRONTO DI IDEE PDF | Stampa |
UN CONFRONTO DI IDEE
VERSO LA COSTITUENTE ECOLOGISTA
Esiste in Italia uno spazio per l'ecologismo politico?
Se si, con quali modalità costruire una nuova formazione ecologista?
Su queste domande si discuterà in un seminario l'8 maggio 2010 a Roma
Centro Congressi Cavour, 50/A - dalle ore 10.30 alle ore 15.30
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Terminati gli impegni elettorali, il Presidente della Federazione dei Verdi, Angelo Bonelli, sarà in Liguria - a Genova -
per una riunione di aggiornamento sulla situazione nazionale che vede i Verdi impegnati nella Costituente Ecologista proposta al Congresso di Fiuggi.
L'incontro, aperto a tutti gli interessati, si terrà giovedì 6 maggio
- dalle 16:30 alle 18:30, presso la Federazione dei Verdi Liguri in Via San Siro, 1/2 a Genova.
Vi aspettiamo numerosi contando sul vostro passaparola.
Cristina Morelli
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da oli
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Verdi dopo quattro anni di assenza dalle schede elettorali, l'ultima competizione fu quella delle politiche del 2006 dove presero il 2%, hanno ottenuto un risultato dell'1,1 % nelle regioni dove eravamo presenti con il sole che ride.
I Verdi hanno eletto consiglieri regionali in Toscana, Emilia Romagna, Marche e Lazio che si aggiungono a quelli già eletti dell'Abruzzo e i consiglieri del Trentino Alto Adige. In una fase di oscuramento mediatico e di non democrazia televisiva che ha condizionato l'esito elettorale il risultato dei Verdi è un segnale di incoraggiamento da non trascurare.
Siamo in una fase di costruzione di una proposta politica quella della costituente ecologista che va portata avanti con determinazione abbiamo iniziato questo percorso il 12 di ottobre scorso, e nell'immediato avvio del nostro cammino abbiamo trovato le elezioni regionali che possiamo dire di avere superato discretamente. Dobbiamo avere coraggio e fiducia nel nostro futuro.
Dobbiamo superare i Verdi e pensare alla nascita di una nuova forza ecologista sul modello di Europe Ecologie, una sorta di "Italia Ecologia". Una federazione di movimenti, associazioni, di cittadini e non un partito. I Verdi vanno superati per riunire tutte le migliori esperienze ed intelligenze oggi sparse nel paese per parlare a tutti i cittadini che hanno a cuore il futuro del paese. Occorre ripartire dalle realtà locali e da forme di partecipazione aperte e inclusive per idare un senso alla politica.
Il vero vincitore delle elezioni regionali è il partito del non voto che per la prima volta nella storia della Repubblica è il primo partito di maggioranza assoluta. E' il segnale senza appello che la politica classica non rappresenta più i problemi del paese e dei cittadini. E' per questo che i Verdi in questo processo non possono non guardare al risultato delle liste Grillo e delle molte liste civiche che hanno una marcata caratterizzazione ambientalista. Dobbiamo costruire un progetto
di governo per il paese perchè abbiamo il dovere non solo di fermare le politiche distruttive di questo governo dalla privatizzazione dell'acqua al nucleare ma per costruire l'alternativa di governo. Ora inizia una nuova fase
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Angelo Bonelli IL VERO VINCITORE E' IL PARTITO DEL NON VOTO CHE PER LA PRIMA VOLTA NELLA STORIA DELA REPUBBLICA E' IL PRIMO " PARTITO " DI MAGGIORANZA ASSOLUTA.. ORA COME E' ACCADUTO IN FRANCIA BISOGNA SUPERARE I VERDI E' DARE IL VIA ALLA COSTITUENTE ECOLOGISTA PER UNA NUOVA E MODERNA FORZA ECOLOGISTA , "UNA ITALIA ECOLOGIA" E POI... SUBITO UN PROGETTO DI GOVERNO PER UNIRE L'OPPOSIZIONE
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PRIMI COMMENTI SUI RISULTATI DELLE ELEZIONICondividi
Oggi alle 7.23
Non é ancora finito il calice amaro che dobbiamo bere.
Le sconfitte in Lazio e in Piemonte bruciano. Possiamo dire quello che
ci pare ma quelle sono sconfitte vere. Che pesano nonostante la bella
vittoria di Nichi Vendola. E il quadro complessivo che ci
restituiscono queste elezioni regionali ci parla di una strada ancora
molto difficile per la costruzione di un'alternativa ad una destra che
ora sarà ancora più aggressiva e inefficiente e che non ha certo
cominciato una parabola discendente tanto rapida come alcuni avevano
pensato.
Alcune riflessioni a caldo anzi a caldissimo.
1. Violare le regole paga. Formigoni ricandidato nonostante il limite
dei due mandati, campagna elettorale
cancellata dalle TV, soldi a gogo, Berlusconi che imperversa su tutte
le TV gli ultimi due giorni: ricetta vincente. Quando anche il PD si
renderà conto che questo lassismo sulle regole é una delle prime cause
del nostro restare minoranza spero non sarà troppo tardi (vedi caso
Errani). Anche perché temo
che gli exploit di Santoro e di Grillo non sono serviti a molto in queste
elezioni se non a convincere ancora di piu chi é già convinto.
2. E' chiaro che l'astensione ha toccato sia la destra che la
sinistra, differentemente dalla Francia/
3. Pensare che gli elettori dell'UDC avrebbero docilmente votato a
sinistra in Piemonte era un azzardo. Credo che sarebbe lo stesso a
livello nazionale.
Sono sempre piu convinta che lastrategia di portare l'UDC a sinistra
sia un errore madornale. Mette un'ipoteca troppo forte sui contenuti.E i suoi elettori votano per lo più a destra come pare provato in Piemonte.
4. Lo sparpagliamento fuori dal PD ha ulteriormente indebolito il
centrosinistra. I Verdi sono spariti. Oggi non so neppure bene che
percentuali abbiano. anche su questo urge una riflessione.
5.Il ruolo della lista di Grillo per quanto io sia d'accordo con molte
delle loro rivendicazioni e abbia sempre considerato un errore il
guardarli con sufficienza da sinistra, é stato obiettivamente negativo
in Piemonte. Non solo per responsabilità loro pero'. In particolare
sul tema della TAV il fatto che da molto tempo e sicuramente per
sincera convinzione la Presidente Bresso abbia rotto i ponti con i
movimenti e abbia sposato solo le ragioni dei Si TAV non ha aiutato.
Non solo per questa campagna elettorale (se avesse cambiato posizione
all'ultimo momento avrebbe
perso voti dalla maggioranza dei SI tav) ma negli anni passati. Questa
radicalizzazione ha aiutato la destra.
Quanto al Movimento di Grillo non vuole alleanze né apparentamenti. Se
hai già fatto politica altrove non ci puoi neanche entrare. Quindi
parlarci non sarebbe servito a molto forse, perché persegue
legitimamente un progetto di lungo periodo per cui noi che facciamo
parte di altri partiti e movimenti, buoni o cattivi, siamo tutti da
rottamare. Magari alla lunga questo movimento sarà utile, ma questo
metodo giacobino di mettere tutti sullo sesso piano ha in questa
occasione in Piemonte aiutato la Lega a vncere. Certo, come dicevo piu sopra la sinistra é da recuperare e da unire.
5. Fare la differenza fra chi governa male e bene ha premiato la
destra, che ha vinto nelle regioni del Sud dove PD e alleati non hanno
saputo proporre candidati di reale alternativa al malgoverno anche del
centrosinistra. In Piemonte, invece, non é servito. Adesso i
piemontesi si beccheranno il modello lombardo di sanità, il nucleare e
le scuole private, gli assalti agli immigrati e altre delizie.
6. Oggi siamo di fronte a un sacco di problemi. Puglia e il centro "rosso" a parte, non abbiamo piu sponde importanti dove realizzare esperimenti di alternativa alla politica
della destra (dall'ambiente, ai trasporti, all'immigrazione) prime
fra tutte Lazio e Piemonte. Fuori dal PD siamo piu spaccati che mai e
vivo con grande timore la futura discussione di capi e capetti per 'la
ricostruzione della sinistra". I Verdi sono ancora piu marginali di
prima. I metodi duri sui media hanno premiato il governo e Berlusconi.
L'assenza di regole anche. E su questo dovremo agire in via prioritaria.
7. Unico elemento positivo: abbiamo un po' di tempo. Mi sbagliero ma
non credo che andremo a votare molto presto. E allora cerchiamo di
usarlo bene. Per tornare a vincere dobbiamo essere uniti ed avere una
strategia chiara su alcuni punti qualificanti di radicale alternativa
al centrodestra e non di rincorsa dei loro temi. Dobbiamo elaborare
una riconquista soprattutto culturale degli italiani. Facendo politica
in modo diverso sulla base dei nostri contenuti che sono pero da
rielaborare e da saper meglio proporre. Non so come faremo senza soldi
e senza presenza istituzionale. Pero ci dobbiamo riuscire.
Buona giornata.
Monica
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Questa sera alla trasmissione di Primocanale "Destra Sinistra", ore 21,00, sarà presente in studio Cristina Morelli, Presidente dei Verdi Liguri e candidata alle elezioni regionali.
Divulgate!
Gruppo Verdi Regione Liguria
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In Italia c?è bisogno di una grande forza ecologista che sappia parlare a tutti superando le barriere ideologiche che hanno diviso il paese.
I nuovi Verdi hanno avviato un profondo cambiamento per essere più vicini alle posizioni dei Verdi europei che hanno ottenuto successi significativi. Alcuni mesi fa, in una manifestazione contro l?inquinamento a Taranto, alcuni studenti portavano un bellissimo striscione su cui c?era scritto: ?Né di destra né di sinistra ma solo aria fresca?. Ecco i nuovi Verdi vogliono parlare a tutti i cittadini perché l?ecologia, la qualità della vita, la salute, l?innovazione tecnologica riguardano tutta la popolazione.
Vogliamo - se ci darete fiducia con il vostro voto - contrastare lo smog nelle nostre città, vera e propria emergenza sanitaria dimenticata dal governo, non attraverso i blocchi del traffico la domenica, ma, al contrario, con un forte potenziamento del trasporto pubblico.
Con gli 8 miliardi di euro del Ponte sullo Stretto di Messina si potrebbero realizzare 90 km di metropolitana, 670 km di tramvie e acquistare 25.000 autobus ecologici.
Il governo ha deciso di riportare il nucleare in Italia, calpestando l?esito di un referendum popolare e ha nascosto in tutti questi mesi i siti dove vuole realizzare le centrali, perché ha paura di un voto negativo alle elezioni regionali. Il ritorno al nucleare, oltre ai pericoli per la salute, costerà agli italiani oltre 30 miliardi di euro che tutti noi pagheremo con un aumento delle bollette.
Dobbiamo puntare sull?energia solare che il governo sta contrastando perché il sole è gratis e non permette alle lobby di fare affari alle spalle dei cittadini. Vogliamo promuovere tutte le rinnovabili, il risparmio e l?efficienza energetica, perchè da questi settori si potranno creare, subito, 500.000 nuovi posti di lavoro. Vogliamo più sicurezza alimentare sulle nostre tavole e zero OGM, per difendere i nostri prodotti agricoli di qualità, il biologico e il made in Italy agroalimentare, che tutto il mondo ci invidia.
Il centrodestra ha deciso di privatizzare l?Acqua. Dovremo pagare tariffe più alte per garantire i profitti a chi acquista le concessioni. Noi vogliamo che l?acqua continui ad essere un bene comune, di tutti e non di qualcuno, e per questa ragione abbiamo promosso, insieme a tante associazioni, un referendum per fermare la privatizzazione.
L?Italia ha bisogno di un forte cambiamento. Bisogna portare nelle istituzioni gente per bene, pulita, perché l?attuale governo sta legalizzato l?illegalità.
Berlusconi vuole privare i magistrati di uno strumento fondamentale per le indagini come le intercettazioni, senza le quali non avremmo mai saputo che la notte del terremoto in Abruzzo dei farabutti ridevano perché avrebbero avuto gli appalti per la ricostruzione.
La legge sul legittimo impedimento, approvata di recente, in realtà significa la legge è uguale per tutti tranne che per il Presidente del Consiglio. Hanno approvato la depenalizzazione degli scarichi industriali nelle acque dei fiumi e vogliono liberalizzare la caccia per far sparare tutto l?anno.
In Italia c?è bisogno dei Verdi. Dei nuovi Verdi. Il 28 e 29 marzo vota Verdi cerca il ?Sole che ride? nella scheda elettorale della tua regione?. il tuo sarà un voto pulito.
Angelo Bonelli
Presidente dei Verdi
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leader dei Verdi Angelo Bonelli commenta il successo di Europe écologie in Francia.
«La nostra funzione sarà rideterminare un collante per i cittadini sulle grandi questioni ambientali»
Quello riportato da Europe écologie in Francia è uno straordinario risultato. Dopo le europee la lista ecologista ha superato il 13 per cento, nonostanteuna competizione molto politica e complicata. E ora sonosicuro che l'onda verde, dopo aver toccato molti altri Paesi europei, arriverà anche in Italia». Il presidente dei Verdi italiani, Angelo Bonelli, commenta con entusiasmo i risultati delle elezioni francesi. «Ora gli ecologisti diventano determinanti per far vincere il fronte verde e socialista».
Come si presenteranno i Verdiitaliani alle regionali? Con un'azione di profondo cambiamento: stiamo avviando unaforte discontinuità. La deriva politicistadel passato ci ha fattomale. Ora, in linea con i Verdi europei,vogliamo fornire un'offertapolitica trasversale nella società. La questione ecologista riguardatutti. La nostra funzione, in unasituazione di disorientamento,sarà quella di rideterminare uncollante per i cittadini sulle grandiquestioni ambientali e dellasalute. Proprio in questi ultimigiorni di campagna elettorale, epoi in prospettiva dopo le elezioniregionali, rafforzeremo la propostadi una Costituente ecologistache, sul modello francese, ha l'obiettivo di realizzare anchein Italia una grande forza ecologistaradicale nei contenuti, modernae popolare, che sappia dareuna risposta concreta al gravedramma occupazionale del nostroPaese.
Nonostante la censura del sistema radiotelevisivo suinostri temi.In che modo? Superando le barriere ideologiche.Bisogna guardare ai problemiveri, che devono essere risolti.Mi piace citare lo slogan di unostriscione degli studenti di Tarantoche protestavano per l'eccessivoinquinamento della loro città,che diceva ‘né di destra né di sinistra,vogliamo solo aria fresca'.Le priorità del programma?Noi vogliamo politiche controil traffico nelle città, investendonel trasporto pubblico. Una misurache impedirebbe la chiusuradegli stabilimenti industrialiche, con una ecoriconversione,potrebbero produrre tranviee autobus verdi. Poi ci sonoi temi energetici e della greeneconomy: lo sviluppo dell'energiasolare, il risparmio e l'effi-cienza potrebbero garantire oltre300mila nuovi posti di lavoro.Dunque, diciamo no al nucleareantieconomico e nemicodell'ambiente e sì alle energiepulite. C'è poi la grande questionedella tutela della salute, dellasicurezza alimentare e del noagli ogm, così come ci opporremoal processo di privatizzazionedell'acqua, una risorsa che èlimitata. Dietro a ciò c'è solo lavolontà di aumentare le tariffe.
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CarloVasconi www.carlovasconi.it
Sono nato a Savona il 25/2/52 e sono scapolo. Ho lavorato all'ACNA di Cengio un solo anno, il 1999, che mi ha impresso una coscienza ambientale perenne.
Ho lavorato nella formazione professionale e nell'orientamento, lavoro che tornerò a fare esaurita l'esperienza regionale. Milito da 20 anni in associazioni animaliste e ambientaliste. Sono Responsabile dei Verdi di Savona dal 2002 e consigliere regionale dal 2005.
Luisa Cervetto
sono nata a Savona da genitori varazzini e sono residente a Varazze dalla nascita.
Sono laureata in Scienze Biologiche e ho lavorato al Gaslini di Genova.
La mia grande passione per gli animali in genere ed i cani in particolare mi ha portato ad essere nel consiglio direttivo dell'Associazione Italiana Cane Corso, della quale sono responsabile anche della segreteria, che si prefigge la tutela del cane corso che è la 14° razza italiana. Da anni collaboro con un centro cinofilo.
Marco Brescia
nato a Savona il 01gennaio 1968 residente ad Albissola Marina – Laurea in Chimica e tecnologie Farmaceutiche - Farmacista collaboratore – coniugato e padre - membro dell' esecutivo dei Verdi
Breve e sofferta attività di membro del cda di ATA s.p.a. Tra gli organizzatori della battaglia per la difesa della Margonara. Ambientalista militante dall'età di sette anni.
Maria Rosa Ferrari
nata ad Albenga il 30 agosto 1951 Laureata in Medicina Medico di famiglia in Albenga
Ermanno Goso www.goso.it
nato a Cairo Montenotte l’11 ottobre del 1973, sono sposato con Daniela e papà di Susanna e Riccardo.
Da sempre sensibile alle tematiche sociali e ambientali, fin da giovanissimo ho svolto attività in varie Associazioni di volontariato che operano sul territorio; per questo il mio impegno politico si è rivolto alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio naturalistico, storico e ambientale del nostro territorio.
Simona Simonetti www.perfinale.it
Sono nata a Finale Ligure il 5 Novembre 1961. Mi sono laureata in Fisica perchè mi interessavano la tecnologia e la scienza. Con il passare degli anni e l'arrivo dei figli ho iniziato a riflettere sulla conseguenza delle nostre azioni più banali e sull' importanza dei beni comuni. L' impegno civile sopratutto per la salvaguardia dell' ambiente è ormai una parte di me. Penso che partecipare alla vita della nostra società sia indispensabile per continuare ad essere cittadini e non semplici clienti.
Nota: ecco i candidati verdi alle regionali
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VERDI IN PIAZZA IN NOME DEL POPOLO INQUINATO CON SPAZIO ECOLOGISTA
BISOGNA RIDARE SPERANZA A MILIONI ITALIANI. DOMANI FORTE MESSAGGIO LEGALITA' E DEMOCRAZIA
"La manifestazione di domani è una grande occasione non per un'alleanza ma per costruire un progetto di governo basato sulla legalità ed il rispetto delle regole, per dare una speranza a milioni di cittadini che ogni giorno rispettano le leggi, perchè siamo convinti che l'arroganza, la voracità di potere e di impunità, l'illegalità legalizzata siano i segnali della crisi del berlusconismo". Lo ha dichiarato il Presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli che aggiunge: "Noi Verdi siamo fra i promotori della manifestazione di Piazza del popolo e domani saremo in piazza in nome del popolo inquinato, organizzando uno spazio ecologista, per dire che non c'è tutela dell'ambiente e della salute dei cittadini senza il rispetto delle regole e delle leggi e per smascherare l'inganno del governo che non vuole rendere noti i siti delle centrali nucleari prima del voto per paura di perdere consensi".
"Berlusconi ed il suo governo vogliono affermare il diritto del più forte e del prepotente mentre noi chiediamo il diritto delle regole e dell'uguaglianza dei cittadini dinanzi alla legge - conclude Bonelli -. La piazza di domani manderà un forte messaggio di legalità e democrazia al paese rispetto a chi sta violentando lo stato di diritto e sta legalizzando l'illegalità".
Roma, 12 marzo 2010
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I Verdi aderiscono alla manifestazione di sabato del Popolo Viola
I Verdi Liguri aderiscono alla manifestazione indetta dal “Popolo Viola”, in programma a Roma e a Genova sabato 13 marzo (davanti alla prefettura, h. 15:00).
“I Verdi liguri saranno in piazza a manifestare, al fianco di tutti coloro che amano e rispettano la Costituzione e lo stato di diritto e che si riconoscono ancora nei principi di legalità, fraternità, uguaglianza”, dichiara Cristina Morelli, Responsabile Diritti dei Verdi e consigliere regionale in Liguria.
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are amiche e amici, vi comincio ad inviare la prima bozza della mia pubblicità elettorale così se avete suggerimenti me li fate sapere.
L’alleanza dei Verdi con le liste civiche di Mariano Turigliatto,. consigliere regionale uscente e già sindaco di Grugliasco, è andata in porto e anche altri verdi che si erano allontanati hanno aderito al nuovo percorso verso la Costituente ecologista.
Le elezioni regionali possono essere una tappa di riaggregazione se ci aiutate.
Sul mio blog (www.lauracima.it) e su facebook (www.facebook.com/profile.php?sid=121cb655ef851e22b55d49d124a5a71a&id=1063844690&hiq=laura%2Ccima&ref=search) trovate i miei profili.
Ho aderito al Gruppo delle Cinque Terre dall’inizio e contribuisco a implementare l’interessante portale che ha anche una sezione dedicata all’ecofemminismo.
Le mie battaglie per l’ambiente e l’affermazione dei diritti, a cominciare da quelli delle donne, le conoscete già.
Sul “santino” ho riassunto i nodi politici che oggi mi sembrano fondamentali e su cui mi sto già impegnando. Naturalmente restano fuori per ragione di spazio altri temi fondamentali come i diritti degli animali, il contrasto a tutte le violenze e le guerre,la difesa della nostra costituzione oggi in pericolo, il rafforzamento dell’Europa, la difesa della biodiversità, e tutti i temi che ho affrontato nella mia vita politica e istituzionale.
Se mi aiutate a far sapere a tutti quelli che conoscete che sono candidata, che lavoro nella direzione della costituente ecologista che riunisca tutti sul modello di Europe écologie di Cohn Bendit ve ne sarò grata. Se poi avete interesse di far parte del mio comitato elettorale vi prego di contattarmi sulla mia mail.
Grazie
Laura Cima
PS Poiché l’indirizzario che sto usando è quello di quattro anni fa, quando ero ancora parlamentare verde e in Italia c’è una forte mobilità politica, mi scuso con chi riceverà questa mail senza averne alcun interesse. Se così fosse vi prego di farmelo sapere così vi cancello dalla mailing list.
Se invece vi fa piacere risentirmi e volete aiutarmi, potete farlo anche se non vivete in Piemonte, facendo girare le informazioni tra chi conoscete qui
ti ricordo il mio blog: http://www.lauracima.it
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